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LA SMENTITA DEL LEGALE

De Santis non ha mai ammesso di aver sparato: ma circola un memoriale non ufficiale

Attualità, Sport | 9 Ottobre 2014

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Ancora una volta Identità Insorgenti vi ha raccontato la verità su Danielino De Santis, il presunto omicida di Ciro Esposito. Due giorni fa infatti si è diffusa la notizia che De Santis non avrebbe parlato con i giudici: l’interrogatorio presso l’ospedale Belcolle di Viterbo dove è ricoverato è previsto per oggi.

Spiace invece constatare che la maggior parte dei quotidiani italiani, senza verificare minimamente la fonte, ha invece raccontato la balla che De Santis avrebbe ammesso la sua colpevolezza in un fax. Il che apparrebbe ben strano, dal momento che si avvarrà molto probabilmente della facoltà di non rispondere ai pm  Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio.

E del resto anche Tommaso Politi, uno dei legali di Daniele De Santis, ieri, intervistato da “Si Gonfia le rete” ha smentito le fantasie della stampa italiana:  “Siamo molto amareggiati perchè quello che è emerso ieri è totalmente infondato. In primo luogo quelle parole (Coinvolto in una rissa, ho avuto paura e ho sparato) non sono parole presenti nel memoriale e per questo non riconducibili a Daniele De Santis. In secondo luogo, c’è un senso profondamente riduttivo in quelle dichiarazioni che, ripeto, non sono riconducibili al nostro assistito. Inoltre, c’è ancor maggiore amarezza per un documento che doveva restare segreto ed invece è stato reso pubblico deviandone completamente il senso”.

Parole poi confermate in parte più tardi: effettivamente esiste una lettera inviata ai pm. Ma su quest’atto c’è una richiesta dei difensori di secretazione. Nonostante questo l’Ansa e i quotidiani nazionali fanno trapelare le seguenti parole che sarebbero contenute nella missiva: “Voglio dire che è vero, alla fine i colpi li ho esplosi io ma senza mirare. Ero pieno di sangue dappertutto. Mi stavano ammazzando, punto e basta, sennò non sarei qui vivo anche se posso perdere la gamba… Mi hanno rincorso in trenta o forse di più e ho provato a scappare e già di spalle mi hanno preso a bastonate, mi hanno dato le prime tre coltellate e poi le bastonate” prosegue nella lettera De Santis… Non sono un mostro e la verità su quanto accaduto sta emergendo. Sono preoccupato  per il fatto che su internet è rintracciabile l’indirizzo dei miei genitori”.

Secondo Politi la lettera è “una spiegazione abbastanza articolata di quello che in questo momento sta vivendo. Il mio assistito, che è stato di recente colpito da ischemia, ha chiesto la massima riservatezza della lettera”. L’originale, secondo i difensori, verrà comunque presto messo a disposizione degli inquirenti.

Restano le domande, come sempre senza risposta. E’ davvero singolare anzitutto che un imputato che si avvale della facoltà di non rispondere diffonda un memoriale prima ancora che sia consegnato agli inquirenti. E, in secondo luogo, vorremmo capire chi ha diffuso questa lettera – i cui contenuti sono stati in parte smentiti dai legali di De Santis – e per quali finalità.
Questo pomeriggio i pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio si presenteranno per l’interrogatorio all’ospedale Belcolle di Viterbo dove De Santis è ricoverato in stato di arresto. Ma è probabile che l’ex ultrà giallorosso decida di ripetere queste dichiarazioni spontanee, contenute in due paginette scritte a mano in stampatello, avendo già avvertito i magistrati di non essere pronto per sostenere un interrogatorio.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 9 Ottobre 2014

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