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SOLDI BUTTATI

Nasce “Verybello”, 5 milioni al vento per gli eventi Expo (solo in italiano). E la Sicilia sparisce

Beni Culturali, Eventi, Italia | 25 Gennaio 2015

B8KMeS3CcAAdUzPPotrebbe apparire una immagine frutto di un auspicio leghista, in realtà si tratta della pubblicità del nuovo portale che  da oggi raccoglie il calendario di più di 1.300 eventi culturali collaterali al programma ufficiale dell’Expo e che nelle intenzioni del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, è anche una prima “sperimentazione del modello su cui dovrà investire l’Italia, il più grande e unico museo diffuso del mondo”.

Presentando il progetto a Palazzo Chigi, Franceschini dichiara:

l’idea è utilizzare l’Esposizione per valorizzare tutto il Paese e fare in modo che i milioni di visitatori in arrivo allunghino il più possibile il loro viaggio nel nostro Paese

ed aggiunge:

a tre mesi dall’apertura dell’Expo siamo già alla cifra record di 8 milioni di biglietti venduti, di cui 5 milioni all’estero”, la priorità è che da Milano poi scelgano di visitare anche altre città, ognuno seguendo i propri interessi. E non più solo Roma, Venezia o Firenze, i cui centri storici sono già al collasso. Ecco allora che VeryBello!, che sarà presentato il 7 febbraio a tutti i tour operatori stranieri (già disponibile in italiano, lo sarà presto anche in inglese, russo, cinese, spagnolo, portoghese, tedesco e francese), è la summa di una più ampia campagna di promozione (anche con spot su web e negli aeroporti) “per la quale il ministero ha messo in campo 5 milioni di euro. Altrettanto – dice Franceschini – ho chiesto di fare ai Comuni”.

Tutto very bello, come direbbe Franceschini, solo che nella foto che promuove il portale, manca la Sicilia, come nel migliore dei vaticini di borgheziana memoria. Già, chissà che idea se ne faranno i turisti stranieri.

Fosse solo questo.  Intanto tra esperti di marketing e comunicazione è già iniziato lo #stopverybello che ha finito per coinvolgere la rete. Già, perchè questo scherzetto costa, a quanto sostengono, 5 milioni di euro (che evidentemente pagheranno anche i contribuenti siciliani).

La prima obiezione che viene sollevata è relativa al nome “Very Bello” inutilmente anglofono e soprattutto molto simile al brand di un giocattolo, “Very Bella”, con tanto di sito che per una vocale fa sostanza e differenza tra una bambola ed un portale che dovrebbe contribuire a rilanciare il turismo in vista dell’Expo..

La seconda riguarda la mancanza di link a versioni straniere del sito medesimo, a meno che non ci siano ma siano tenute ben nascoste.

La terza è relativa alla capacità di sostenibilità dei visitatori da parte del server che,  in alcune ore della giornata, rallenta fino a rendere difficile la navigazione. Qualcuno (eccessivamente malgino?) sostiene anche che se si desse un’occhiata ai tempi di permanenza (molto brevi) sul sito stesso ci si accorgerebbe che nessuno a reale interesse a navigarlo, visto che si punta all’indirizzo web solo per curiosità.

Tutto very bello, all’italiana insomma, come in un commento di Bruno Pizzul.

Il Lazzaro

Un articolo di ILazzaro pubblicato il 25 Gennaio 2015 e modificato l'ultima volta il 25 Gennaio 2015

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