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SOLIDALI CON I MIGRANTI

Napoli, Taranto, Catania: la marcia delle donne e degli uomini scalzi

Attualità, Emigrazione, Europa | 10 Settembre 2015

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E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare!

Con questo slogan e questa convinzione molti cittadini, associazioni, collettivi in diverse città d’Italia hanno lanciato l’iniziativa della “marcia delle donne e degli uomini e scalzi” per gridare forte ai nostri governi che le loro politiche in tema di immigrazione sono fuori da qualsiasi logica “umana” e per ribadire la volontà dei cittadini di restare umani…

A Napoli la marcia, organizzata da circa 30 soggetti tra associazioni e collettivi partirà domani 11 settembre, da piazza del Plebiscito per raggiungere Castel dell’Ovo dove il corteo terminerà (ma analoghe iniziative sono state organizzate anche in altre città del Sud, come Taranto alle 18 in piazza immacolata, Catania alle 17 in Viale Kennedy e altre ancora).

Lo scopo della “marcia” è quello di chiedere che vengano accolte almeno 4 richieste:

  1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
  2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
  3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
  4. Creazione di un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Quando ho letto il manifesto della “marcia” la domanda affiorata alla mie labbra è stata: possibile che queste debbano essere cose che dobbiamo, nel 2015 e in Italia, in Europa, ancora chiedere ad alta voce?

Possibile che la grande famiglia d’Europa (ahahaha) agisca nei confronti dei propri fratelli non europei come un aguzzino?

Allora ho ripensato alla Grecia e alla sua crisi e a come la Germania abbia bagnato il pane nel suo sangue e… ho trovato la risposta!

Quanto al regolamento di Dublino, per ricordarlo, è stato approvato nel 1997 da molti stati membri dell’UE inclusa l’Italia con l’intento di regolamentare le richieste d’asilo individuando di volta in volta lo stato membro competente all’esame della richiesta.

Lo scopo del regolamento era, principalmente quello di evitare che un singolo esule facesse richiesta in più stati.

La sostanza e la conseguenza dell’attuazione del regolamento, come denunciano da sempre molte ONG è invece, una diminuzione drastica delle tutele e dei diritti degli esuli che vengono considerati e trattati come poco meno che pacchi da spedirsi e ri-spedirsi con il ben rodato sistema dello “scaricabarile”.

Superare il regolamento di Dublino e ripensare tutto il sistema unico di asilo è ora più che mai necessario, vista l’ondata migratoria straordinaria (?) e soprattutto visto che l’Europa, ha responsabilità politiche più che dirette nello scoppio e nella gestione dei conflitti in Nord Africa e Medio oriente e il silenzio, lo strisciante razzismo con cui tratta gli esuli, e la mancanza di iniziative a difesa di donne e bambini è più criminale delle guerre che ignora pur finanziandole!

La speranza è che una mobilitazione generale delle coscienze faccia capire a chi ci governa che la cosa più importante è agire alla radice dei problemi che causano la fuga disperata di migliaia e migliaia di persone ogni giorno da inferni fatti di guerre, morte, fame, distruzione.

La speranza è che si smetta di costruire muri e gabbie a difesa di immaginarie linee di confine, magari provando a non operare una damnatio memoriae nei confronti della nostra storia che ci ha visto, soprattutto qui al sud un secolo e mezzo fa, migranti disperati e vittime di accordi politici tra il neonato Regno D’Italia con gli Stati Uniti d’America… prima dei siriani, degli africani, dei palestinesi…

Simona Sieno

Un articolo di Simona Sieno pubblicato il 10 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 10 Settembre 2015

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