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SOLIDARIETA’

Un motivo di orgoglio tutto napoletano nell’anno dell’emergenza

Diritti e sociale | 31 Dicembre 2020

In un anno segnato in tutti i settori a livello sociale oltre che sanitario, esiste un punto su cui occorre fissare lo sguardo con un moto di soddisfazione soprattutto per noi napoletani. Come la storia cittadina ha più volte avuto modo di raccontare, i cittadini partenopei non sono stati mai avari di aiuti verso coloro che versavano in situazioni di difficoltà ed indigenza, ed anche durante questa pandemia, nei momenti di difficoltà economiche generali, noi tutti, nel proprio piccolo, ci siamo rimboccati le maniche e siamo scesi in campo per supportare coloro che non erano in condizione di reggere al momento difficile, che tra l’altro non è ancora concluso.

Sin dal primo lockdown, quando le esigenze sanitarie hanno imposto lo stop a tutte le attività e le relative difficoltà economiche hanno comportato difficoltà pratiche ne confronti delle categorie più deboli, una immensa macchina della solidarietà si è messa in moto quartiere per quartiere, a volte supportata dalle parrocchie ma più spesso per iniziativa “laica” delle municipalità se non dei singoli privati, creando una vera forza emotiva ancor più che praticamente economica. Ogni casa, ogni famiglia ha cominciato a non guardare solo alle proprie difficoltà ma anche e soprattutto a quelle di chi era vicino e non era in condizione di sostenere il peso di una realtà già in origine difficile per le scarse occasioni lavorative, poi fermatesi definitivamente togliendo a qualcuno quel poco sostentamento economico e rendendo ancor più difficile pensare al domani da parte di quei nuclei familiari spesso troppo riservati e ricchi solo di umile dignità per chiedere aiuto. E’ bastato un passaparola, un semplice sguardo per capire che non c’era tempo da perdere, e che occorreva agire subito, essendo troppo lenta la macchina burocratica per risolvere domani i problemi di oggi. E quei centri che già cercano di sostenere le realtà in tempi normali sono diventati poli di aggregazione per volontari e punti di riferimento per tanti, i quali hanno potuto contare nel supporto e nella solidarietà di una città intera, pronta a capire che nessuno si salva da solo e si può andare avanti solamente se ciascuno, nel proprio piccolo, fa la sua parte.

Durante i primi mesi dell’anno la macchina della solidarietà è stata addirittura eroica, intraprendendo anche ponti di collegamento tra quartieri spesso lontanissimi tra loro, che si sono spalleggiati ed incoraggiati reciprocamente cn aiuti fattivi e collegamenti pratici fatti con il supporto di auto, furgoni e qualsiasi mezzo per raggiungere i vari punti e centri e dividersi il conforto alimentare destinato alle famiglie in difficoltà. Certamente non sono mancati gli aiuti massicci dei gruppi alimentari, dei centri di supporto logistico delle grandi organizzazioni umanitarie e finanche delle ditte e dei marchi famosi pronti a destinare alle opere di beneficenza massicce dosi di generi di prima necessità; ma se per loro questo poteva rappresentare un vanto come imprenditori, per i privati riteniamo di dover definire addirittura eroiche le donazioni anonime e le generose offerte economiche, atte a reperire ed acquistare cibo se possibile a prezzi resi bassi dalla volontà e dall’impegno dei negozianti disposti, per collaborare allo sforzo comune, a rivenderlo a prezzo di costo. Nessuno si è tirato indietro, e chi ha potuto è sceso in strada con permessi speciali ed ha affrontato le salite e i rischi di contagio per portare fisicamente quei pacchi spesa fino a casa di chi, sottovoce, chiedeva aiuto.

E dopo aver pensato al vitto, si è presentata l’esigenza di provvedere a coprire le spese di alloggio di coloro che non avevano modo di liquidare fitti e bollette. Ed anche allora si è tentato di essere di supporto. Una macchina che ad un tratto era talmente ben oleata, da funzionare meglio e più rapidamente di quelle “tecniche” dei vari apparati politici. Si è arrivati tutti insieme alla fine dell’emergenza, e si è iniziato a respirare di nuovo; ma la situazione è durata poco. Prima dell’inverno il nuovo picco di infezioni ha messo di nuovo in ginocchio la società, e se pure in maniera meno drastica, le nuove limitazioni hanno risvegliato i timori che la situazione degenerasse nuovamente: e la macchina della solidarietà si è rimessa in moto. E le associazioni, le parrocchie e le mense sociali hanno ripreso a distribuire spese. E’ il caso della Caritas, che smista da decenni pacchi di generi di prima necessità alle varie parrocchie; la Comunità di Sant’Eligio, notoriamente attiva per i clochard sparsi sul territorio metropolitano; la Mensa della Basilica del Carmine, da sempre in prima linea per soddisfare le esigenze dei più indigenti; ma anche il centro sociale La Tenda, e il Centro La Palma, centri logistici ben rodati nel territorio relativo al quartiere Sanità; ma non vanno dimenticati i Quartieri Spagnoli, con un riferimento importante nella presenza della Fondazione Foqus; e in ultimo, ma non per ultimo lo spazio riqualificato noto come Sgarrupato (di cui abbiamo avuto più volte modo di raccontare), che opera nella zona di Montesanto e della Pignasecca e che, insieme all’attività messa in moto dalla Parrocchia di Santa Maria di Montesanto, è stato un punto di riferimento vitale non solo per il quartiere ma per tutta la zona Centro città, coprendo un territorio vastissimo e con notevole capacità di supporto e interscambio con le realtà più lontane, come il Centro Iskra impegnato in zona Bagnoli, ed altre realtà analoghe. Allo Sgarrupato ha avuto modo di collaborare anche chi scrive, e con orgoglio e profonda stima per tutti gli operatori attivatisi posso dire che quello di impegnarmi con loro per il mio quartiere è stato per me un raro motivo di soddisfazione in un anno che personalmente continuo a considerare più come un incubo che come un momento di storia globale. Durante questi ultimi mesi lo Sgarrupato è stato attivo nell’impegno per le esigenze delle famiglie, coadiuvato dalla FIADEL, sindacato dei lavoratori degli enti locali, e la mensa del Carmine per alcune donazioni molto significative alla spesa solidale, Nonché grazie al supporto di Emergency ma fondamentalmente con il sostegno economico dei privati coinvolti nel progetto “Gli abitanti sostengono gli abitanti”.

E in corrispondenza del Natale, ogni realtà si è prodigata per far avere ai più piccoli un dono che accompagnasse la spesa sociale, e tutti loro hanno cercato, per quanto possibile, a dedicare un momento in più di calore umano per una festa che quest’anno è stata ovviamente meno allegra per tutti.

E se alcune associazioni sono scese in strada per andare incontro al fratello e trasmettere amore il giorno di Natale, allo Sgarrupato è arrivato addirittura Babbo Natale a distribuire i regali ai bimbi del quartiere, accorsi alla struttura per un momento di allegria anche se in momenti scaglionati per evitare i famosi assembramenti, e questo grazie al supporto e alla collaborazione dell’associazione Il Primo Abbraccio, normalmente impegnata in città per stare accanto ai bambini e neonati ospedalizzati, e che si è spesa notevolmente, durante entrambi i periodi di grande emergenza, per mezzo di autotassazioni e collette volontarie rivolte all’acquisto di pannolini, omogeneizzati , sanitari specifici e carne fresca per le famiglie con bambini e neonati.

A conclusione, è giusto rendere omaggio a tutti coloro, e sono stati davvero tantissimi, che si sono prodigati nel sociale per far sì che un male epidemico non diventasse ancora più grave a livello sociale. Napoli ha dimostrato di essere davvero una città speciale, costituita da gente di cuore che ha saputo abbracciare almeno moralmente chi aveva bisogno di un’attenzione, e questo merito va a tutti riconosciuto, anche se qualche trasmissione faziosa ha tentato di oscurarne il valore con illazioni di intrallazzi malavitosi, per venire poi pubblicamente smentiti dalla levata di scudi di tutti coloro che si sono prodigati attivamente in questi sforzi gratuiti e disinteressati.

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 31 Dicembre 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Dicembre 2020

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