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lunedì 23 novembre 2020
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SOLILOQUIO DEL VENERDÍ

De Luca dà i numeri per spiegare la zona gialla. E su de Magistris: “Scemo del villaggio, va in tv a parlar male di Napoli”

Attualità | 6 Novembre 2020

Come ogni settimana, tutto quello che ha detto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, nel soliloquio del venerdì (a cura di Aniello Napolano – Lucilla Parlato).

“Le zone e le classificazioni non mi fanno nè caldo nè freddo”: esordisce così il governatore Vincenzo De Luca sulla vicenda della classificazione della Campania quale zona gialla, ovvero la meno pericolosa, da parte del governo Conte. Un intervento, quello di questa settimana, tutto incentrato sui dati per spiegare perché la scelta dell’esecutivo di indicare la regione come tra le meno pericolose.

L’attacco al sindaco di Napoli (che non cita espressamente)

“Avete verificato che la regione Campania è nella zona gialla, a fronte di altre collocate in zona arancione e altre in rosse. questa classificazione ha destato qualche sorpresa, c’era molta gente che si aspettava una diversa collocazione della regione campania. premesso che a me le classificazioni non fanno ne caldo ne freddo, noi ci siamo dati una linea e lavoriamo per perseguirla. Abbiamo seguito con curiosità qualcuno che quasi voleva che la Campania fosse inserita nelle zone rosse. Per quasi due mesi la Campania ha subito un’aggressione mediatica: hanno descritto una sanità falsa e poi hanno fatto finta di sorprendersi. Per mesi abbiamo assistito a campagne scandalistiche, interviste con uomini mascherati, ancora in questi giorni c’è qualche imbecille di amministratore della Campania che viene invitato e va in giro semplicmeente per parlare male di Napoli e della Campania. Amministratori che magari non hanno fatto niente per le loro cittadine, che non hanno alzato un dito per controllare la movida, per dare una mano a contenere il contagio. Ebbene questi soggetti vengono utilizzati come lo scemo del paese, semplicemente per parlare male della Campania. Il gioco è diventato talmente scoperto che è diventato persino noioso. Voi ricorderete il film di Totò e Peppino a Milano, vestiti con le pellicce, col colbacco, e quando Peppino a Totò diceva “io tutto questo freddo non lo sento a milano” Totò rispondeva “a Milano non può fare caldo” e Peppino “ma io sento caldo” e Totò rispondeva “ma sarà un caldo freddo”. E’ capitata la stessa cosa per Napoli e la Campania, Napoli e la Campania non possono essere considerate regioni di eccellenza, devono essere per forza il degrado e il disastro. Siamo spiacenti non è andata cosi. Volevo lanciare un appello ai cittadini all’orgoglio, alla responsabilità per il lavoro che stiamo facendo. Non perchè non abbiamo problemi che dopo vi dirò sempre parlando un linguaggio della verità, perche stiamo facendo un altro miracolo campano. Partiamo dai dati… ho sentito qualcuno dire “vabbe forse però, qualche dato…”.

Come ogni venerdì il governatore snocciola  anzitutto le cose che dice ogni 7 giorni: “Sulla base di questa linea che ci siamo dati da sempre, abbiamo fatti da soli come Regione Campania: il controllo obbligatorio dal 12 agosto per che rientrava in campania dall’estero, abbiamo chiuso prima di altre regione la didattica dentro le scuole abbiamo assunto limitazione per la mobilità fra le province abbiamo anticipato la campagna di vaccinazioni al primo ottobre poi vi dico nel merito come stanno le altre regioni. cioè noi coerentemente abbiamo fatto una scelta per salvarci. e andremo avanti su questa linea”.

Poi accusa il governo e al tempo stesso spiega le ragioni della scelta della zona gialla con i numeri.

L’accusa al governo: “Crea conflitti territoriali”

“Il governo ha fatto una scelta diversa, ha detto seguiamo come dire una linea di proporzionalità cioè a mano a mano che vediamo crescere il contagio prendiamo progressivamente misure restrittive, io credo che questa linea non sia efficace. Ho detto in questi giorni che avrei preferito una linea unitaria di rigore per tutto il paese. per essere brualmente chiari, avrei preferito la chiusura di un mese di tutto perchè questo ci avrebbe aiutato a frenare contagio, anzichè avere calvario ordinanze di decreti, uno ogni 48 ore, che ha finito per creare sconcerto nei cittadini. Per non dare mai la percezione della gravità della situazione, per creare conflitti fra categorie economiche, perché a me sì e gli altri no e alla fine per creare conflitti territoriali”

Ma sopratutto una linea del genere non è efficace perchè non risponde all’obiettivo di fare prevenzione, non di intervenire dopo che il contagio è già avvenuto. Queste sono le due linee che si sono confrontate e che si stanno confrontando. Oggi come è possibile verificare, si corre ai ripari ma si corre ai ripari avendo perduto, a mio parere, settimane di tempo preziose. Per quale motivo si è deciso oggi di bloccare la didattica dentro le scuole per l’80% a livello nazionale? La mia opinione che si poteva e doveva fare prima.Bisogna comprendere che i due vettori, della tramissione del contagio sono le scuole con quello che accade prima e dopo e i grandi assembramenti che riguardano in modo particolare gli assembramenti notturni la movida e quant’altro”.

I dati che hanno determinato per la Campania la zona gialla

“Ora – aggiunge De Luca – io capisco anche il governo perchè noi siamo un paese strano perchè in questi mesi tutta la comunicazione italiana era orientata a minimizzare o ad alimentare il malessere e la protesta, era diffcile anche per il governo fare scelte rigorose. La mia opinione è che ci vuole coraggio, quando si governa. Hanno fatto scelte diverse: oggi avendo perduto settimane di tempo preziose credo che abbiamo il dovere di essere uniti nel nostro paese e di fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per vincere la battaglia contro il covid. Allora veniamo ai dati, perchè la Campania si trova in questa situazione e quali sono i dati. Visto che adesso qualcuno fa finta di confondere le acqua, ma i dati sono veri, uè giovanò, allora vediamo di capirci: ancora ieri io ho dichiarato che avrei preferito una scelta unitaria, da parte del governo per tutto il paese ed è stato un atto ulteriore di sensibilità nei confronti delle regione messe in zona rossa, parlo delle regioni del nord, ma forse non ci siamo capiti, qualcuno ha equivocato, io ero ieri per una linea unitaria, perchè sono per la linea della prevenzione, non della rincorsa, al contagio. Ma vorrei che fosse chiaro che quella mia posizione non si presta ad equivoci, i dati sono i dati per tutti. Allora, dati dei ricoveri, delle Terapie intensive e dei deceduti: Il governo e il ministro della salute, alla fin fine ragionano sui dati e sui numeri: regione Lombardia oggi 5318 ricoveri, piemonte 3700, campania 1600. Se avessimo avuto le percentuali della lombardia e del piemonte avremmo dovuto avere più di 3000 ricoveri ospedalieri. Terapie intensive: Lombardia 522 ricoveri, Piemonte 269, Campania 164. Vi ricordo sempre che il Piemonte ha un milione e mezzo di abitanti in meno della regione Campania. Quindi noi abbiamo oggi una saturazione delle Terapie Intensive di 28-29%. Dal mio punto di vista questo è il dato più rilevante: le personde che hanno perso la vita; Lombardia, 18.000 deceduti, Piemonte 4520, Campania 756. Sono i dati di ieri. Ptrei leggervi i dati dell’Emilia, del Lazio, del Veneto, la Regione Campania è la regione che ha il tasso di mortalità, più basso d’Italia tra le grandi regioni. La regione Campania ha un venticinquesimo dei deceduti della Lombardia, un sesto dei deceduti del Piemonte, un settimo dei deceduti dell’Emilia Romagna, un quarto dei deceduti del Veneto. In percentuale questo significa che cosa, degenze ordinarie, per le degenze la Campania ha 23,9 degenti ricoverati ogni 100.000 abitanti. 23,9 ogni 100.000 abitanti, la Lombardia 39, il Piemonte 61 ricoveri, la Liguria 67 , la Toscana 28, il Lazio 33, l’Emilia 27. Ripeto la Campania 23,9. Questa è la percentuale di ricoverati ogni 100.000 abitanti. Vediamo le percentuali di ricovero nelle Terapie intensive:  Campania 2,8, Piemonte 4,4-, Lombardia 3,8,  Toscana 4,3, Umbria 4,8, Valle d’Aosta 5,5 Campania ripeto, 2,8. Per quanto riguarda la mortalità sempre ogni 100.000 abitanti, la Lombardia ha registrato 173 morti ogni 100.000 abitanti, Piemonte 100, il Veneto 48, Emilia Romagna 103, la Campania 11.

Questi sono i dati per evitare che chi è rimasto deluso dalla classificazione delle zone cominci un altra litania sui dati, quali sono i dati. Ci dobbiamo consolare? Assolutamente No. Anzi, dobbiamo essere ancora più determinati sulla linea del rigore e del contenimento del contagio. Allora voglio dirvi anche che quando faccio appello all’unità ed all’orgoglio campano e napoletano è perchè questi risultati sono stati ottenuti grazie ai cittadini campani. Ricordo i dati per gli smemorati d’Italia, essendo la regione Campania quella che ha 20.000 dipendenti in meno”.

“Questo per dirvi – aggiunge ancora – le cose che non avete mai sentito ne sentirete nelle trasmissioni televisive e cioè, abbiamo fatto ennesimo miracolo. E il primo ringraziamento va rivolto al personale sanitario che sta facendo un lavoro straordinario in qualche caso eroico. I dati finali che riguardano la situazione ospedaliera sono questi: abbiamo ieri 175 ricoveri in Terapia Intensiva rispetto ad numero di posti letto di 600. Noi abbiamo raddoppiato, rispetto a gennaio i posti di terapia intensiva, ovviamente non li attiviamo subito tutti e 600 per non impegnare inutilmente personale. Ma i posti utilizzabili oggi sono 600 rispetto ai 174 ricoveri in terapia intensiva. Fra due mesi avremo 800 posti in Terapia intensiva disponibili. Per quanto riguarda i posti letti di degenza,abbiamo fra pubblico e privato, 3160 posti letto disponibili a fronte di 1660 ricoveri. Questi sono i dati. Ora, mi è capitato di vedere ieri alcune immagini che riguardano un ospedale nell’area torinese, Rivoli, mi è capitato di vedere dei materassini messi per terra, nei corridoi degli ospedali.

Se si fosse vista a Napoli quella immagine, sarebbe venuta la fine del mondo. Ricordate la vicenda del Cardarelli? Per terra non avevamo nessuno mai. Avevamo persone sulle barelle, ma ad altezza uomo e abbiamo subito quello che abbiamo subito. Noi siamo persone civili, non abbiamo mai fatto e non faremo mai sciacallaggio ma giusto per notizia di cronaca. Allora, oggi avendo fatto questa ennesimo miracolo noi dobbiamo fare attenzione e non dobbiamo avere nessuna posizione di auto consolazione, anzi. Io credo che rischiamo di avere un paradosso oggi. Comprensibilmente chi è stato collocato in zona rossa protesta, protesta perché ovviamente come era prevedibile si sente bersagliato più sul piano politico che sul piano del contagio, ma si rischia questo paradosso, che chi oggi entra in zona rossa, cioè chi blocca 15 giorni forse per un mese le attività, probabilmente si troverà nella condizione di aprire le attività da qui ad un mese, chi non è stato collocato in zona rossa, paradossalmente corre il rischio di chiudere tutto nel periodo di natale e capodanno. Per questo dobbiamo essere ancora più attenti. Altrimenti rischiamo di chiudere fra un mese, cosi come rischiamo di entrare in zona rossa fra una settimana, se immaginiamo di avere comportamenti allegri e disinvolti e non responsabili, fra una settimana…non ci vuole niente.

Sulla scuola

Quanto alla scuola: “Voglio dirvi subito – spiega – che per quanto riguarda la scuola, voi sapete che emandiamo le misure restrittive, a mio parere per quanto riguarda la scuola avremmo dovuto fare in Campania una sola battaglia, ma anche in Italia:  la battaglia per avere l’approvazione dei congedi parentali per le mamme lavoratrici dipendenti e il bonus baby sitter per le lavoratrici autonome. Bene in questi giorni l’unica regione che ha fatto una proposta – abbiamo scritto noi la proposta materiale, che abbiamo mandato al governo  – l’unica proposta per avere l’approvazione dei congedi parentali mantenendo il 100% della retribuzione per le mamme è stata la Campania.

Vi ricordo i dati che avevamo una settimana fa, dell’asl napoli 1, Vomero Arenella: studenti positivi 191 nella scuola delle elementari e infazia 35, alle medie 31, alle superiori 125 contagi. Sto parlando solo quel quartiere Vomero Arenella: docenti positivi 50, docenti infanzia 13, medie 7 superiori 30, non docenti 16, positivi dei contatti stretti 92. Ora quando ti trovi davanti questi dati è chiaro che sei obbligato a fare scelte di responsabilità. Ma ci può essere una mamma o un papà che manda a scuola un bambino in queste condizioni?

Allora quando hai questi dati, la battaglia da fare non è quella di ripetere burocraticamente dobbiamo aprire, la battaglia è quella di mettere in sicurezza le scuole, i bambini e le famiglie e di chiedere al governo di approvare immediatamente il congedo parentale.

Non ho gli ultimi dati aggiornati e non so se il governo ha deciso in questa direzione. Mi auguro che faccia questa misura che è l’unica cosa seria da fare per salvaguardare la salute dei bambini, delle famiglie ma per dare un aiuto economico alle mamme.

I dati del contagio di oggi città per città

“I dati che abbiamo oggi in Campania ci devono preoccupare, per questo ho voluto dire subito, nessuno pensi di festeggiare perchè non c’e niente da festeggiare. Dobbiamo essere ancora più rigorosi. Vi leggo alcuni dati e la finiamo con questa propensione alla demagogia, all’ammuina e alle sceneggiate, dati di oggi principali città della campania in relazione al contagio: Napoli 1046 positivi, questi dati tengono conto che la gran parte dei positivi sono asintomatici, non hanno problemi gravi, anche se diffondono contagio. Napoli città, 1046, Giugliano – terza città campana – 116 positivi, Arzano 24, Portici 57, Casoria, 29, Pozzuoli 49, Caserta 65, Aversa 109, San Giorgio 45, Castellamare 48, Nola 57, Ercolano 48, Afragola 27, Torre del greco 47, Salerno 56, Acerra 30, Marano 62, Marcianise 41, Melito 35, Ottaviano 50, Marigliano 28, Nocera 29, San Giuseppe 47, Scafati 22. Ho preso come dire le città con un numero di positivi oggi sopra i 20, questo vuol dire che dobbiamo tenere gli occhi aperti, perchè altimenti andiamo non in zona rossa, ma strarossa se non facciamo tutti quanti insieme, un grande sforzo unitario collettivo, per contenere il contagio con comportamenti responsabili. Allora, io faccio appello ai sindaci, intanto dei comuni piu grandi perchè facciano un lavoro per ridurre del 50% la mobilità e un appello ai cittadini. Da oggi in poi tutto quello che succede è legato alla responsabilità di ogni cittadino, se ci si sono comportamenti resonsabili conteniamo i contagio. Se ogni persona farà il proprio comodo, noi avremo da soffrire. Allora chiedo ai sindaci atti di responsabilità. Ho visto che il sindaco di Salerno si predispone a chiudere nel fine settimana il lungomare e le aree di maggiore assembramento. Ma possiamo chiedere un sacrificio che non mi pare enorme per un mese? Cioè non andiamo a passaggio quando è inutile, non mi pare un sacrificio atroce da fare, e possiamo chiedere a tutti di indossare le mascherine, voglio chiedere ai sindaci di mettere in piedi piani di controllo, lo chiedo anche alle forze dell’ordine di essere rigorosi di perseguire quelli che non indossano le mascherine

Controllare che dopo le 22 non ci sia un anima viva in giro, sopratutto nei week end. Per quanto ci riguarda faremo di tutto per continuare a seguire il problema sulla linea del rigore, abbiamo quasi compleato il lavoro per rendere automatica in 24 ore la comunicazione sull’esito dei tamponi, oltre 20.000 tamponi fra pubblico e privato, abbiamo avuto qualche difficoltà nei giorni precedenti perchè non avevamo caricati tutti i dati sulla piattaforma della regione, la piattaforma sinfonia… credo che dalla prossima settimana saremo in grado di trasmettere automaticamente anche a Roma tutti i dati essendo anche da questo punto di vista la regione più trasparente d’italia. A proposito di dati affidabili o meno, faremo la più trasparente, comunicazione diretta ed automatica al ministero della salute delle schede che riguardano ognuno dei positivi che rintracciamo. Vi prego di essere rigorosi e vi prego di rimanere per quanto più e possibile in casa, vi prego di comportarvi come se ci fosse un lockdown. Proprio perché oggi abbiamo un poco di respiro in più vi chiedo di comportarvi come se avessero deciso di chiudere tutto, facciamo noi questa prova di autodisciplina e senso di responsabilità. Abbiamo già dimostrato a febbraio, marzo, aprile, di essere capaci di comportarci secondo principi di rigore, facendo meravigliare l’Italia, l’Europa e il mondo per la tenuta che abbiamo dimostrato di avere. E’ evidente che se in questi comuni che ho voluto leggere per rendere chiara la situazione – perchè è chiaro che quando arrivi a 4000 contagi non puoi più ricostruire la rete dei contatti se per ogni positivo devi cercare i 10 contatti che hai avuto – è evidente che le forza non basteranno mai. I sindaci facciamo scelte anche coraggiose per dimezzare la mobilità. Se saremo rigorosi, vinceremo questa battaglia. Voi avete visto che sulla linea della prevenzione abbiamo acquistato 1.600.000 vaccini già ad aprile, ci sono tre o quattro regioni in Italia che hanno cominciato la campagna in anticipo, la Campania è una di queste. abbiamo cominciato il primo ottobre, insieme con il friuli, lazio, puglia, abruzzo. La Lombardia ha cominciato la vaccinazione il 19 ottobre, il Piemonte il 26 ottobre, quasi un mese dopo la regione Campania, Emilia Romagna il 12, il Veneto il 12 e cosi via. Cioè sulla linea della prevenzione, cioè cercare di anticipare la soluzione dei problemi, abbiamo guadagnato quasi un mese sulle vaccinazioni per evitare di trovarci ad inizio dicembre con una valanga di ricoveri per influenza nei nostri ospedali. Perché se dovesse succedere questo non basterebbero nemmeno i 3160 posti che abbiamo recuperato. Abbiamo fatto tutto quello che era umanamente possibile, anticipare i controlli, vaccinazioni, prendere prima di altri misure di contenimento, abbiamo fatto miracoli per assumente 3200 persone in più… per quanto riguarda i medici avevamo chiesto 600 medici in piu e 800 infermieri in più, ad oggi abbiamo in servizio 21 medici e 68 infermieri. Questo è tutto. Quindi continuiamo a combattere in Campania con le mani nude e nonostante tutto senza lamentele avendo la capacità di fare i conti non solo col covid ma anche con quelle campagne di cui vi ho parlato all’inizio di questo colloquio. Pensiamo alle cose serie, la situazione è delicata, abbiamo tutte le possibilità per governarla, abbiamo fatto prima il lavoro che andava fatto per prevenire fenomeni drammatici, ma abbiamo bisogno di essere uniti e responsabili e di avere anche orgoglio campano, napoletano, per questa battaglia che stiamo conducendo con onore”.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 6 Novembre 2020

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