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SOLO IL NORD

Piano per i Beni Culturali: appena 3 milioni al Sud sui 100 stanziati

Ue Italia investimenti al Sud
Beni Culturali, NapoliCapitale | 12 Agosto 2020

È stato varato dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo il Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”: oltre 100 milioni di euro da utilizzare in vari interventi di miglioramento di siti già esistenti o per la nascita di nuove attrattive culturali. Ecco il dettaglio: le cifre sono in milioni di euro.

Nord:
• Arsenale di Venezia: 20;
• Parco di Palazzo Te a Mantova: 5;
• Casa dei Cantautori Liguri a Genova: 3;
• Museo d’Arte Contemporanea a Rimini: 1,5;
• Parco Archeologico di Laus Pompeia a Lodi: 1,1;

•  Cà del Dutur a Montisola (BS): 2.

Centro:
• Palazzo Silvestri Rivaldi a Roma: oltre 35;
• Archivio di Stato a Roma: 16;
• Loggia Isozaki a Firenze: 12;
• Museo della Lingua Italiana a Firenze: 4,5.

Sud:
• Parco e Museo Archeologico a Sibari: 3.

Sintesi:
• Centro: 67,5
• Nord: 32,6
• Sud: 3

Ma vediamo come sono state trattate le cosiddetta grandi città d’arte, in ordine di finanziamento:
• Roma 51
• Venezia: 20
• Firenze 16,5
• Napoli 0

Questo Piano Strategico è fatto su misura per affossare ulteriormente il patrimonio culturale del Sud. Facciamo due esempi semplici semplici. Tra qualche mese ricorrerà il 40° anniversario del terremoto del 1980. In quella drammatica occasione molte chiese monumentali di Napoli furono seriamente danneggiate. Lo Stato italiano non ha mai voluto restaurarle, ma le ha chiuse, abbandonate al disfacimento e al saccheggio. Stiamo parlando di complessi soprattutto del ‘500 e del ‘600, ricchi anche di opere d’arte al loro interno. Una politica antimeridionale che oggi trova conferma in questo vergognoso progetto del MIBACT.

Poi, dare 4,5 milioni di euro a Firenze per realizzare il Museo della Lingua italiana, solo perché lì c’è l’Accademia della Crusca (è questa la motivazione ufficiale) è un affronto alla Sicilia. La più recente ricerca colloca nell’isola, infatti, la nascita della lingua italiana, nell’ambito della poesia d’amore e di quella Scuola siciliana di cui fu fondatore Giacomo da Lentini, “notaro” della corte di Federico II. Fu questo sovrano, mecenate delle arti, a promuoverne la nascita, quale corrente letteraria e di pensiero che sviluppasse un volgare siciliano colto: la radice della lingua italiana, appunto. Grazie a liriche siciliane ritrovate addirittura in Lombardia nella loro veste linguistica originaria, e prima conosciute solo nella versione toscanizzata posteriore, è possibile riflettere sul fatto che la Toscana abbia soltanto posto il cappello su qualcosa che veniva da altri e altrove.

Il silenzio complice dei governatori del Sud

La ripartizione dei fondi del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” non è caduta dal cielo. Il Piano ha avuto il parere favorevole della Conferenza unificata Stato-Regioni: per intenderci, quella presieduta da Bonaccini e alla quale partecipano i governatori di tutte le regioni.

In particolare, nel comunicato in questione, il Ministero scrive di aver ricevuto tale parere nell’ultima settimana. Dal sito della Conferenza, l’ultima seduta risulta essere quella del 6 Agosto. Tra l’altro, le sedute negli ultimi mesi si sono tenute tutte in videoconferenza, non c’era neanche bisogno di spostarsi fisicamente.

Il 6 Agosto scorso i governatori delle regioni meridionali dormivano? Oppure non partecipano per lasciar decidere direttamente a lorsignori del Nord?

Nella foto: Napoli, quel che resta della cinquecentesca Chiesa della Scorziata, uno dei monumenti danneggiati dal sisma del 1980 e poi abbandonato al suo destino.

Antonio Lombardi

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 12 Agosto 2020 e modificato l'ultima volta il 12 Agosto 2020

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