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SPESA E COVID

La rivincita dei negozi di quartiere contro i colossi di Amazon

Economia | 24 Aprile 2020

L’emergenza sanitaria in corso a causa del Coronavirus vede la rinascita dei piccoli negozi di quartiere. Una volta snobbati e condannati alla chiusura oggi ci siamo tutti resi conto della loro importanza.

I cosiddetti negozi di vicinato sono oggi più importanti che mai, per il loro prezioso servizio alla comunità. In questa fase di emergenza molti non possono o non vogliono più fare la spesa al solito ipermercato e da qui l’importanza di avere un negozio sotto casa, a portata di mano.

Negozi che si sono attrezzati al meglio per sopperire alle esigenze dei cittadini, organizzando anche la spesa a domicilio per chi non poteva o non voleva uscire di casa.

La spesa online all’interno dello stesso comune ha visto un vero e proprio boom nelle ultime settimane, arrivando a fatturare cifre da capogiro: basti pensare che la Nielsen ha registrato nella sola settimana di Pasqua un incremento del 178,1%.

Rimaneva però il problema di collegare i piccoli negozi con le persone a casa, e gestire gli ordini, i pagamenti e le consegne. Ad aiutare i piccoli negozianti e consumatori è stato Ivan Laffranchi, programmatore e imprenditore digitale, che per far fronte all’emergenza legata al Covid-19 ha creato un servizio per aiutare i piccoli negozianti di paese, e quartiere, paralizzati dal lockdown, ad organizzarsi per la spesa online.

È nata così SpesaRossa.it, la piattaforma italiana per la spesa online locale, che ha raccolto centinaia di ordini in poche settimane dall’inizio delle attività, in piena emergenza da Covid-19. Ivan ha messo in piedi il servizio in sole 48 ore lavorando giorno e notte, e dopo il forte interesse riscosso sin dalla ‘prima versione di emergenza’, che ha visto picchi di oltre 1.000 utenti al giorno, SpesaRossa ora ha rilasciato questa settimana una seconda versione in grado di valorizzare maggiormente i prodotti dei negozianti, servire un traffico ancora più importante e raccogliere recensioni certificate sulla qualità dei prodotti.

Il servizio nato inizialmente a Torino ora si sta rapidamente espandendo su altre città come Bologna e Napoli.

Per Ivan il successo della piattaforma il successo della spesa online è legato alla facilità di utilizzo della piattaforma da lui creata, sia per il negoziante che per il cliente: “Il negoziante è in grado di raccogliere il primo ordine in meno di 3 minuti, mentre il consumatore può fare ordini senza mail e senza alcuna registrazione. La piattaforma è nata per aiutare i negozianti ad affrontare la grave crisi attraverso una rapida digital transformation’.

Sulla piattaforma sono presenti macellerie, negozi alimentari, banchi ambulanti di prodotti per la casa, pescherie, pasticcerie, produttori di birre artigianali, gastronomie, ristoranti e vivai che ogni giorno ricevono ordini dai loro clienti abituali e da nuovi clienti.

“Da un progetto di emergenza per aiutare i negozianti potrebbe essere nata la risposta dei piccoli commercianti locali per far fronte alla concorrenza dei grandi marketplace come Amazon” dice ancora il founder di SpesaRossa.it. Attualmente la piattaforma ha più di 70 negozi attivi con una crescita organica giornaliera del 5% e decine di ordini gestiti ogni giorno, con un tempo medio di presa in carico dell’ordine di 52 minuti. Per i negozianti di quartiere SpesaRossa.it è una sorta di “braccio digitale” per affrontare un cambiamento che fino a ieri era stato trascurato e che oggi potrebbe diventare indispensabile per la loro sopravvivenza.

Per i consumatori d’altro canto è la possibilità di evitare lunghe code, ordinando in qualunque momento del giorno e della notte per poi recensire l’ordine ricevuto dopo 1 ora.

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Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 24 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 24 Aprile 2020

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