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SPIN SUD

Anche ad Aversa prodotti meridionali alla spina. Parla Giulia Baldascini che ha scommesso sull’impresa

DueSicilieOggi, Economia, Identità, Imprese, Made in Sud | 27 Aprile 2014

 

compro a sud giulia baldascini

Sulla scia di Prosud, il negozio di Fabio Caiazzo a via Mezzocannone a Napoli, anche Aversa ha finalmente il suo negozio dedicato alla vendita di prodotti meridionali “alla spina”: si chiama Spin Sud e potete trovarlo nella centralissima via Ettore Corcioni n. 110, nelle immediate adiacenze del liceo classico Cirillo, oltre che su Facebook e naturalmente su Comproasud.it . Abbiamo intervistato per voi la titolare, Giulia Baldascini.

Giulia, innanzi tutto cos’è Spin Sud.

E’ un negozio di alimentari sfusi:  vendere i prodotti in questo modo consente di ridurre gli imballaggi, cosa che da una mano all’ambiente, perché ci sono meno rifiuti da smaltire, e anche alle nostre tasche perché si riducono i costi. Potete scegliere voi la quantità che vi occorre, con l’ulteriore vantaggio di avere prodotti sempre freschi e di poter essere certi della loro provenienza. Inoltre è possibile riutilizzare più volte alcuni contenitori.

Ad esempio?

Ad esempio le bottiglie per la vendita del vino sfuso, che sono etichettate con il logo di Spin Sud. Riutilizzare i contenitori è il modo più semplice di dare una mano all’ambiente: è un’idea “antica” che guarda al futuro, ed in questo modo i clienti non sono costretti a pagare ogni volta un contenitore che poi dovranno buttare nei rifiuti!

Perché hai deciso di iniziare un’attività del genere?
Spin Sud nasce dalla mia passione per la buona nutrizione, e a questo si associano le altre attività che porto avanti nella mia vita: la mia lotta per i temi ambientali, il legame con la mia terra e la mia identità e la promozione dei prodotti del sud.

E i prodotti del sud sono buoni prodotti?

Ottimi, direi. In Campania ed in generale al sud abbiamo tantissimi prodotti di eccellenza che meritano di essere valorizzati. Tengo molto ai temi ambientali e ho partecipato in prima persona a questo tipo di battaglie: sappiamo tutti che ci sono dei problemi in tal senso, ma la stragrande maggioranza del nostro territorio è sano e i prodotti sono eccellenti. Mi capita spesso di parlare con i miei clienti delle campagne mediatiche che negli ultimi tempi ha preso di mira la nostra regione, dato che mi chiedono se i prodotti della nostra terra sono sani.

E tu cosa pensi a riguardo.

Che si tratta di speculazioni che tendono ad affossare le nostre produzioni, vedi il caso delle Iene o peggio ancora di Pomì, a tutto vantaggio dei prodotti di altre regioni. Regioni che tra l’altro hanno problemi di inquinamento uguali se non addirittura peggiori dei nostri, ma i media non lo dicono. E consentitemi di togliermi un sassolino dalle scarpe: pur considerandosi portatori di un maggiore senso civico, in quelle regioni non si sono ancora viste le battaglie per la difesa dell’ambiente che invece abbiamo iniziato qui.

Come mai questa decisa scelta vegetariana?

Per ragioni legate al benessere e anche di carattere etico. Gli allevamenti intensivi costringono gli animali a vivere in condizioni indescrivibili, ed inoltre i farmaci con cui vengono allevati finiscono dritti nel nostro piatto. Per non parlare del fatto che con tutte le risorse di acqua e frumenti necessari per allevarli potremmo sfamare buona parte dell’umanità.
I prodotti che vendo nel mio negozio sono naturali: inoltre fornisco ai miei clienti molte informazioni sulle proprietà nutrizionali e benefiche dei prodotti presenti in negozio, dai cereali ai legumi, dalle tisane alla frutta secca, ed organizziamo periodicamente delle degustazioni a tema. E’ un argomento di cui sono molto appassionata!

Perché è importante incentivare i prodotti del sud?

La mia attività fa riferimento ad aziende del sud: sono orgogliosa di comprare e promuovere nel mio negozio la vendita di prodotti della mia terra. Non è accettabile che si sviluppi solo una parte del paese attraverso l’acquisto dei suoi prodotti, che vengono pubblicizzati e distribuiti ovunque a discapito dei nostri. Comprare prodotti del sud significa aiutare la nostra economia, avere la possibilità di poter restare e vivere qui e non essere costretti ad andare altrove a cercare lavoro. Con questa mia iniziativa ho voluto dimostrare che al sud è possibile fare impresa e nello specifico impresa al femminile, creare lavoro a partire dai nostri prodotti. Mi appassiona parlare con amici e familiari dell’importanza di cercare prodotti del sud quando si va a fare la spesa. Da aziende del nord non compro niente e non ho intenzione di comprare niente.

A proposito di prodotti del sud, quali sono quelli che i tuoi clienti possono trovare in negozio?
Ad esempio la pugliese Mr. Kanny per i cereali, oppure Cimmino per i vini meridionali, come ad esempio Primitivo, Falanghina e Solopaca. Ci sono i prodotti dell’Antica Tisaneria di Camposano (Nola) di cui i miei clienti sono davvero entusiasti. Ed ancora la pasta Colavita di Campobasso: una pasta straordinaria, ad esempio la pasta all’orzo, arricchita con betaglucani e a bassissimo contenuto di colesterolo.
Dei proprietari di questo pastificio voglio sottolineare la grande disponibilità nei miei confronti, ma soprattutto voglio dire che quando hanno capito il taglio identitario della mia iniziativa, ovvero che si trattava di promuovere prodotti del sud, si sono dimostrati non solo interessati ma addirittura entusiasti. Diverso è stato il discorso con altri pastifici che ho contattato, ad esempio di Gragnano: vendono a prezzi poco accessibili in quanto produzioni di nicchia. Il discorso della produzione di nicchia non mi convince, se poi la maggior parte delle persone per la spesa di tutti i giorni compra altre paste che vengono da fuori: a me interessa che il prodotto sia buono e del sud, e che i soldi restino a noi.

Quindi c’è stata qualche nota dolente con alcuni fornitori.

Sì e ne approfitto per fare un appello ai produttori, soprattutto quelli dell’agroalimentare campano: fatevi vivi! Con la mia attività sto promuovendo le produzioni locali: dobbiamo metterci insieme e fare rete. Chi apre negozi come il mio o quello di Fabio Caiazzo investe su di voi e voi dovete investire su di noi.

A cosa ti riferisci?
Al fatto che non sempre è stato facile trovare i fornitori, ad esempio per quanto riguarda legumi e cereali. E quando li ho trovati, mi sono trovata di fronte a richieste esorbitanti: fino a 15/20 euro al chilo per i fagioli campani, ad esempio. Mi è stato detto che si tratta di piccole produzioni di nicchia, ma così non si va da nessuna parte: accontentarsi di vendere a prezzi altissimi per un mercato di nicchia è una strada senza futuro, guardate quel che è successo a Villaricca, per esempio. Prima c’erano grandi coltivazioni di fagioli, adesso più nulla. Così il grosso degli acquisti da parte delle persone saranno di prodotti importati dal nord o dall’estero.
I produttori devono fare rete con iniziative come la nostra e permetterci di promuovere i loro prodotti potendo acquistarli a prezzi accessibili. E’ dai produttori che parte tutto: i nostri sforzi sono vanificati senza di loro. Veniteci incontro e vendete a prezzi accessibili! Bisogna guardare al futuro: anche questo è un modo per investire sul proprio territorio.
E cosa ci dici di Fabio Caiazzo e di Pro Sud?


Voglio mandare un saluto a Fabio e ringraziarlo per l’iniziativa che ha avuto aprendo Pro Sud: ha avuto un grande coraggio, ha fatto qualcosa di fantastico. Voglio ringraziarlo anche per tutti i consigli che mi ha dato per aprire Spin Sud. Altro che individualismo, competizione di tutti contro tutti e altre sciocchezze! Vi racconto un piccolo episodio: per avere informazioni su come avviare questo tipo di attività, ho contattato alcuni franchising di negozi alla spina del nord, e mi hanno chiesto fino a 30mila euro per la consulenza, comprensiva di prima fornitura, dopo di che avrei dovuto vedermela da sola. Fabio invece mi ha dato tutti i consigli e le informazioni del caso, ha avuto grande disponibilità nei miei confronti semplicemente perché condividiamo lo stesso spirito di iniziativa. Anche questo fa parte della nostra cultura e del nostro modo “meridionale” di stare al mondo e insieme agli altri. Fabio ha un forte spirito identitario, è una persona eccezionale, e ci auguriamo che questo tipo di attività si diffondano sempre di più.

Lorenzo Piccolo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 27 Aprile 2014 e modificato l'ultima volta il 4 Aprile 2015

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