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I deliri di Alciato, che parla di cori razzisti del Napoli contro l’Inter (ma è accaduto l’inverso)

Sport | 12 Marzo 2018

Ci sono momenti in cui ci piacerebbe sapere cosa passa nella testa di una persona, per capire cosa la spinge a dire e a fare certe cose. Ieri sera, ad esempio, avremmo voluto entrare nella testa del giornalista di Sky Sport, Alessandro Alciato. Avremmo voluto capire quali potessero essere i motivi di una narrazione mediatica così banale, parziale, monca e priva di ogni collegamento con la realtà e l’evoluzione dei fatti che era chiamato a raccontare e a descrivere.

Il misfatto lo conoscete probabilmente tutti, ma il dover di cronaca ci impone comunque di riproporlo e di riassumerlo. Ieri sera, a San Siro, al termine del minuto di silenzio in ricordo del calciatore della Fiorentina, Davide Astori, il bordocampista Alciato ha denunciato in diretta i cori contro i tifosi dell’Inter pronunciati e cantati dal settore ospiti del “Meazza” che ospitava i supporter del Napoli.

Noi di Identità Insorgenti eravamo allo stadio e, dei cori riportati da Alciato, non ne abbiamo avvertito neanche il meno sibillino degli echi. Ciò che è tremendamente balzato alle nostre orecchie, invece, sono state le offese rivolte dalla curva dell’Inter ai tifosi azzurri, prima e subito dopo la commemorazione del Capitano Viola.

“Odio Napoli”“Vesuvio lavali col fuoco”, “Napoli Colera”. Chiedere anche a Giovanni Capuano, giornalista di Panorama, per ulteriori conferme sull’insistenza e la non comune abnegazione con cui il tifo nerazzurro ha partorito – sia all’esterno dell’impianto di gioco, sia per l’intera durata del match – le proprie becere testimonianze e attestazioni di intolleranza e ignoranza nei confronti del settore Ospiti partenopeo.

Sarebbe stato altrettanto giusto e doveroso che anche il buon Alciato si fosse cimentato in una simile osservazione, sottolineando magari come in una giornata di festa per il pubblico interista – il club meneghino ha festeggiato ieri i suoi centodieci anni di storia – l’attenzione dei suoi sostenitori fosse prioritariamente rivolta ad altro. Invece, ci siamo ritrovati a dover scrivere e parlare del solito servizio giornalistico cui la stampa sportiva italiana ci ha abituato in questi ultimi anni: limitato nei suoi contenuti e limitante per i suoi fruitori.

Sui social, la risposta della platea azzurra è stata veemente. Il profilo Twitter di Alciato è stato preso d’assalto dai messaggi di indignazione dei tifosi del Napoli. A colorare la Scala del Calcio, infatti, c’erano quasi 8mila sostenitori del Ciuccio, tutti testimoni diretti del teatrino di odio e rancorosa discriminazione messo in piedi dalla curva dell’Inter su cui lo stesso giornalista di Sky aveva poco prima glissato.

La violenza verbale e intellettuale – non propriamente limitata al solo ambito calcistico – cui Napoli e la sua gente sono costantemente vittime è stata ormai derubricata a circostanza abituale con cui dover omertosamente convivere. Basti pensare che lo stesso ignobile spettacolo è andato in scena anche ieri pomeriggio, a Torino, quando i tifosi della Juventus hanno intonato cori sul Vesuvio poco dopo il gol del vantaggio realizzato da Dybala.

Ecco, noi di passare per “cornuti e mazziati” non ne abbiamo la benché minima intenzione. E chiediamo a questa Italia dal finto moralismo di continuare ad essere coerente con sé stessa: piuttosto che propinarci le sue assurde e ridicole paternali, che continui pure a tacere e a girarsi dall’altra parte.

La misura è colma. E a difenderci siam bravi da soli.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 12 Marzo 2018 e modificato l'ultima volta il 12 Marzo 2018

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