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SPUTTANAPOLI

Il Mattino sempre più scatenato. Napoli come un girone dantesco

Le Mappinate | 30 Agosto 2016

borseggio

 

Negli ultimi giorni abbiamo visto un “Mattino” veramente sfrenato.

Non che sia una novità per noi, anzi.

Lasciamo perdere la storia del racket del cocco sciorinata sulle pagine di via Chiatamone in bell’evidenza e riciclata direttamente dal passato (un pezzo con i contenuti simili era stato pubblicato anche la scorsa estate e le Jene sulla vicenda racket del cocco ci avevano campato per un paio di servizi, ancor prima due anni fa). E’ estate, i giornalisti in ferie – lo capiamo – e d’estate il riciclo va sempre.

Ma ci pare che il giornale del gruppo Caltagirone, ultimamente, stia veramente raschiando il fondo.

Beninteso, un giornale che quotidianamente descrive Napoli come una specie di girone dantesco è funzionale a tanta gente. Ai detrattori dell’attuale amministrazione, ai cagnolini della Politica nauseabonda, ai tafazziani in servizio permanente effettivo, agli antinapoletani di varia (dis)umanità.

Inutile ribadire che nessuno nega le criticità e bla bla bla. Almeno, noi non lo facciamo. Non lo abbiamo mai fatto. Ma ci rifiutiamo di osservare in silenzio sempre le solite narrazioni a senso unico. Tossiche, dannose, depressogene. Soprattutto, faziose e manipolate.

Ad esempio nell’articolo di ieri, a firma di Paolo Barbuto, si leggeva un titolo emblematico :” Napoli tra scippi e violenza: l’assedio della microcriminalità”

Nel corpo dell’articolo, tra le primissime righe, si diceva :” Provate ad andare sul sito web della Polizia di Stato e fate una ricerca sulla città di Napoli. Comparirà un documento dal titolo (on line dal 2012) che è tutto un programma: «Vedi Napoli e poi… resta sicuro», non c’è un analogo file riferito ad altre città d’Italia.”

Purtoppo per lui, noi sul sito web della Polizia di Stato ci siamo andati ed abbiamo fatto esattamente quanto suggerito. E non solo…

Innanzitutto, il documento non è una pubblicazione del Ministero degli Interni, né si tratta di dossier corredato da dati e tabelle.

Si tratta, piuttosto, di una sorta di vademecum, un documento redatto dalla QUESTURA DI NAPOLI, che riporta quanto segue: ”L’aumento del prezzo dell’oro, affiancato dalla sempre più percepibile crisi economica, ha fatto si che i furti in appartamento così come i reati predatori da strada (scippi di catenine e così via,…) abbiano registrato un sensibile incremento. Per questo la Questura di Napoli ha ritenuto opportuno redigere un decalogo di consigli utili per non incorrere nelle situazioni su citate.”

E poi fornisce una serie di consigli su come difendersi da furti, scippi, rapine e ladri d’appartamento.  Per giunta, senza scandali, abbiamo letto qualcosa di analogo anche a Barcellona.

Comunque sia questo decalo non riporta UN SOLO DATO relativo alle percentuali di criminalità in città. Nessun confronto con altre città. Niente di niente. Solo CONSIGLI. Anzi, nel paragrafetto relativo a scippi e borseggi leggiamo: ”Napoli è una città bellissima e ospitale ma, come in TUTTE LE METROPOLI, può accadere di essere vittima di spiacevoli episodi di criminalità di strada. Ecco alcuni consigli per difendersi da scippi, rapine e borseggi.”

Poi, il giornalista prosegue spiegando che : “In attesa dei prossimi dati ufficiali continuiamo a detenere il record di città con il maggior numero di rapine d’Italia: 350 ogni centomila abitanti. Il numero, però, preso in valore assoluto spiega che la situazione migliora, che il reato è in decrescita. Discorso identico, con andamento altalenante, anche per scippi, borseggi e altri reati minori: in generale sono considerati in diminuzione, con qualche picco scatenato dalla disperazione dettata dalla crisi”.

E, francamente, a parte un esperimento mal riuscito di scrittura creativa, ci chiediamo da dove spuntino fuori questi “dati”. No, perché, volendo fare riferimento alla Polizia di Stato come fa lui, sul sito del Viminale è possibile consultare un dossier sulla criminalità. Ma l’ultimo consultabile è del 2010. Ce ne sarebbero altri – ad esempio quello del Sole 24 ore – dei quali ci siamo già occupati più e più volte, ma ci sembrava corretto riferirci alla stessa fonte.

Nel Dossier pubblicato nel 2006, al capitolo relativo alla raccolta dei dati, ci viene pure spiegato come sono raccolti questi ultimi. Quindi, una buona volta, piantiamola pure con la lagna tafazziana che “al Sud non si denuncia”. Infatti, ci viene spiegato che:

“In Italia, fino a pochi anni fa, erano due le fonti a cui gli studiosi si rivolgevano per analizzare la criminalità. In due snodi diversi del sistema penale, le Forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza) e la Magistratura raccoglievano dati sui reati denunciati. I primi sui reati dei quali erano venuti a conoscenza per denunce fatte da cittadini o per indagini proprie. Le seconde sui reati per i quali era stata avviata, dalla stessa Magistratura, l’azione penale. (…) La prima fonte era prodotta dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza che, attraverso i propri organismi periferici, trasmettevano mensilmente, passando attraverso le prefetture, all’Istituto Centrale di Statistica (ISTAT) i dati numerici riassuntivi circa i reati di cui erano venuti a conoscenza. (…) È nella prima di queste due fonti, quella delle Forze di polizia, che a partire dal 2004 sono state introdotte innovazioni di grande importanza che mutano del tutto modi, tempi e contenuti del processo di raccolta dei dati. A partire da quell’anno, infatti, il vecchio sistema di trasmissione all’ISTAT dei dati relativi alle denunce sul modello 165, il prospetto su cui ciascuna delle tre Forze di polizia trascriveva il numero di reati di cui era venuta a conoscenza, è stato sostituito con un nuovo sistema di rilevazione, molto diverso e assai più efficiente e ricco di informazioni. Si tratta del cosiddetto SDI, acronimo di Sistema di indagine. SDI è una banca dati che raccoglie informazioni e comunicazioni di cui le Forze di polizia sono venute a conoscenza. Il contenuto dello SDI può essere ricondotto a due grandi categorie fondamentali.”Relativamente alle aree metropolitane (quella di Napoli è la più densamente abitata d’Italia) leggiamo :” Si cercherà di delineare le differenze presenti nel nostro paese nella diffusione della criminalità nelle undici città con più di trecentomila abitanti: Torino, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania e Palermo. Le grandi città, infatti, possono creare situazioni favorevoli ad alcuni tipi di reati. L’affollamento quotidiano dei quartieri centrali delle aree metropolitane dovuto a chi si sposta per motivi di lavoro, di studio o turistici, per esempio, può riflettersi in un tasso maggiore di borseggi e scippi. L’assenza di controlli informali dovuti a legami sociali stretti, come il controllo dei vicini, può invece contribuire a una maggiore diffusione di furti e rapine in appartamento.”

Come abbiamo già spiegato, la percentuale dei reati denunciati è praticamente la stessa al Nord ed al Sud.

Detto questo, passiamo ad analizzare alcune delle tabelle pubblicate.

Ci occuperemo di reati di varia natura, escludendo però gli omicidi, che meriterebbero una trattazione a parte.

Per i BORSEGGI denunciati, nel 2009 Napoli era TERZULTIMA tra le grandi città esaminate:

Tabella IX.2 – BORSEGGI DENUNCIATI ALLE FORZE DI POLIZIA NELLE GRANDI CITTÀ, TASSI PER

100.000 ABITANTI, 1984-2009

 

198419902000200420052006200720082009
Torino479,9643,31017,1951,9829,91553,11453,11033,1926,0
Milano791,61809,11418,91133,71431,51755,11896,11553,71475,3
Genova583,71303,2780,7621,41053,91523,71125,4844,8895,5
Venezia293,3964,0968,2288,2378,6779,51307,4894,4610,5
Bologna291,61326,22107,51864,91906,91818,11813,31339,11026,3
Firenze519,12279,61439,81217,91232,11406,41187,8950,3649,8
Roma440,41299,31217,8508,7695,1996,4882,7496,7423,9
Napoli185,3284,9556,6347,4455,3506,5500,1477,8343,7
Bari316,7373,4195,0193,8208,9307,1296,3249,6230,4
Catania200,8667,7227,6242,7282,2280,8321,0355,6202,4

Palermo           291,6       289,6       418,8       155,1       184,8       262,7       319,9       246,5        182,6  

Fonte: elaborazioni su dati Dipartimento della P.S.

Sugli scippi, in effetti, nel 2009 Napoli era SECONDA in Italia tra le grandi città, poco sopra Bari:

Tabella IX.3 – SCIPPI DENUNCIATI ALLE FORZE DI POLIZIA NELLE GRANDI CITTÀ, TASSI PER

100.000 ABITANTI, 1984-2009

 

198419902000200420052006200720082009
Torino195,4275,3100,585,658,979,3120,569,870,0
Milano150,7319,3121,076,378,094,3112,999,681,2
Genova137,3231,729,449,683,586,9110,459,448,9
Venezia32,7130,724,212,517,727,443,919,018,5
Bologna214,6289,1114,4180,4172,3123,986,974,943,7
Firenze240,1617,7211,3101,693,592,1177,697,984,5
Roma282,3282,290,656,662,891,375,248,047,5
Napoli281,2368,1425,7293,3292,8249,1199,2161,4133,2
Bari683,11179,7349,0207,9127,3138,6135,4163,4129,4
Catania538,7726,7536,0329,1277,0358,7538,5514,1293,8

Palermo           595,6       564,5       163,9         80,9         68,6         116,0       121,8       112,3         59,7    

Fonte: elaborazioni su dati Dipartimento della P.S.

Per quanto riguarda i furti in appartamento , per lo stesso anno, Napoli non compare neanche tra le prime cinque grandi aree metropolitane:

Tabella IX.4 – FURTI IN APPARTAMENTO DENUNCIATI ALLE FORZE DI POLIZIA NELLE GRANDI

CITTÀ, TASSI PER 100.000 ABITANTI, 1984-2009

 

198419902000200420052006200720082009
Torino459,7636,9481,4329,0278,1396,3595,4492,4486,8
Milano254,8631,5311,5200,4252,1335,4418,8391,0355,7
Genova239,4893,5367,7206,7184,9205,2293,7246,2211,7
Venezia177,7424,4286,0153,5136,8248,4372,6310,0324,3
Bologna258,8853,5539,1376,9440,9516,7362,7286,6238,7
Firenze308,1814,0633,5260,0295,1233,0284,5289,5318,3
Roma368,6336,6398,2189,0223,7258,4273,8221,5220,1
Napoli149,1145,9176,877,379,693,4115,2106,497,9
Bari246,0432,1297,7359,0313,0342,0378,1302,0301,5
Catania207,3385,8187,7140,0128,2174,6182,1182,3147,4

Palermo           262,2       331,5       286,2         91,8         112,7       120,4       152,4       156,4       123,6  

Fonte: elaborazioni su dati Dipartimento della P.S.

Per le RAPINE in strada, Napoli è al PRIMO posto:

Tabella IX.6 – RAPINE IN PUBBLICA VIA DENUNCIATE ALLE FORZE DI POLIZIA PER GRANDI CITTÀ,

TASSI SU 100.000 ABITANTI. ANNI 2004-2009

 

200420052006200720082009
Torino140,6135,1173,8173,0132,2113,8
Milano89,4101,6151,4162,7141,7105,7
Genova48,657,876,194,956,348,8
Venezia19,932,846,335,027,930,0
Bologna72,891,392,891,174,966,4
Firenze49,666,863,574,652,944,6
Roma42,057,071,279,463,245,7
Napoli244,3351,5496,9417,6365,3304,3
Bari66,861,562,774,176,659,6
Catania99,7122,3175,2194,3181,3105,9

Palermo                           63,1               85,4               108,8             121,4             140,2               83,7    

Fonte: elaborazioni su dati Dipartimento della P.S.

Per quanto riguarda stupri e reati sessuali, Napoli è in coda alla classifica:

Tabella IX.9 – VIOLENZE SESSUALI DENUNCIATE ALLE FORZE DI POLIZIA PER GRANDI CITTÀ,

TASSI SU 100.000 ABITANTI. ANNI 2004- 2009

 

200420052006200720082009
Torino13,714,113,915,215,512,7
Milano17,619,522,522,322,423,4
Genova9,812,612,67,610,510,1
Venezia7,010,09,614,514,517,0
Bologna16,119,829,429,026,622,1
Firenze16,117,421,023,219,220,2
Roma6,58,67,98,98,48,2
Napoli4,63,77,47,46,79,4
Bari8,311,06,48,69,011,2
Catania8,47,59,26,69,010,8

Palermo                             7,1                 7,7                 7,5                 11,1                 7,7                 7,6    

Fonte: elaborazioni su dati Dipartimento della P.S.

 

Sui danneggiamenti e i reati al bene pubblico, si segue lo stesso andamento delle tabelle precedenti:

Tabella IX.12 – DANNEGGIAMENTI DENUNCIATI ALLE FORZE DI POLIZIA PER GRANDI CITTÀ,

TASSI SU 100.000 ABITANTI. ANNI 2004- 2009

 

200420052006200720082009
Torino1735,11949,22116,02528,32502,82671,6
Milano1348,41464,31617,41826,31743,61708,0
Genova1323,91614,01837,62039,82055,91886,1
Venezia398,3437,6594,6604,2596,7589,8
Bologna922,81092,31225,71286,81344,51367,1
Firenze1033,11193,01236,81475,51397,81469,9
Roma390,7466,5625,6723,4756,8769,8
Napoli156,6220,4251,3266,8274,5259,7
Bari594,9624,4639,9728,2784,5718,8
Catania312,6390,5459,7537,9560,3436,1

Palermo                           280,0             292,5             400,6             509,5             559,6             539,9        

Fonte: elaborazioni su dati Dipartimento della P.S.

Tabella IX.13 – DETURPAMENTI E IMBRATTAMENTI DENUNCIATI ALLE FORZE DI POLIZIA PER GRANDI CITTÀ, TASSI SU 100.000 ABITANTI. ANNI 2004- 2009

 

200420052006200720082009
Torino1,41,66,27,06,98,8
Milano6,13,43,46,610,013,0
Genova4,34,65,69,76,18,3
Venezia6,35,924,54,87,131,1
Bologna8,817,617,415,021,829,6
Firenze9,83,57,120,538,741,0
Roma2,76,46,38,17,65,4
Napoli3,31,20,33,33,85,3
Bari2,230,724,82,81,90,6
Catania1,90,76,24,60,73,0

Palermo                             2,2                 0,3                 0,6                 5,7                 1,1                 2,6          

Fonte: elaborazioni su dati Dipartimento della P.S.

 

A titolo informativo, se veramente avete intenzione di divertirvi col Database del Viminale, troverete, al contrario di quanto affermato nell’articolo mappinesco, molti Documenti relativi alla criminalità in altre città italiane, oltre ad una serie di azioni congiunte tra il Viminale e le Questure locali. A testimonianza del fatto, caso mai ce ne fosse bisogno, che la criminalità è affare spinoso per tante città.

Conclusioni: Dalle tabelle, sebbene un po’ datate, emerge una cosa molto chiara. Il MATTINO DI NAPOLI ha distorto la realtà dei fatti, millantando numeri che non trovano riscontri.  Viene il dubbio che dietro queste operazioni ci sia il chiaro intento POLITICO di gettare la città nel panico e danneggiarne l’immagine che, a fatica, migliora di giorno in giorno.

Senza negare nessuno degli annosi problemi di Napoli, analizzando le tabelle, non si può che ammettere la città partenopea, alla fine, non è che una città NORMALE, con problemi NORMALI per un’area metropolitana così popolosa e che, forse, se realmente si volesse fare il bene di questa città, bisognerebbe fare denunce serie, mirate, puntando l’obiettivo un po’ più in alto. Ad esempio sulle varie vicende che riguardano gli impianti di smaltimento rifiuti o sui destini di Bagnoli. Nel cui caso, però, si rischierebbe di “colpire” il proprio editore, i suoi compagni di merende, i suoi interessi. Allora, meglio ricorre alla cara, vecchia tecnica narrativa che, purtroppo, ben conosciamo. Anche quando siamo a corto di idee. Perché, si sa, SputtaNapoli è come il nero: va su tutto.

 

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 30 Agosto 2016 e modificato l'ultima volta il 30 Agosto 2016

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