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STAMPA ITALIOTA E TIFO

Salernitana – Nocerina tra mistificazione e indegne acrobazie mentali

Attualità, Sport | 13 Novembre 2014
striscione nocerina
Ma che strana la stampa italiana!

Un commando di criminali, armati di pistole, capitanati da Daniele De Santis, delinquente noto alle forze dell’ordine anche per non aver fatto disputare la stracittadina romana qualche anno fa (N.B.: le due società non ebbero alcuna sanzione rilevante!), uccide Ciro Esposito e ferisce altri due tifosi azzurri. Poteva essere una strage, è facile supporre che l’obiettivo dell’assassino e dei suoi complici fosse proprio la strage.
La stampa nazionale, però, invece di interrogarsi su come sia stato possibile un episodio simile (chi ha predisposto il servizio d’ordine?), e di scavare nella vita dell’assassino, tra l’altro più volte candidato alle comunali e alle regionali, di trovare i suoi complici, si è lanciata contro Gennaro De Tommaso, colpevole non si sa di cosa, certamente non di omicidio premeditato e tentata strage.

Qualche giorno fa, un giornalista della rosea, ricordando il famigerato derby Salernitana-Nocerina mai veramente disputatosi, con delle indegne acrobazie mentali, ha collegato il funerale di un giovane tifoso nocerino, il cui omicidio è ancora avvolto nel mistero più fitto, con la clamorosa protesta dei calciatori rosso-neri in quel di Salerno. Nessun rispetto, nemmeno per una tragedia!

Meglio avrebbe fatto il signor giornalista a venire a Nocera per sentire le ragioni di chi quel giorno si sentì fortemente discriminato.
Vorrei ricordare al “roseo giornalista” e non solo, che tutto è nato perché i tifosi nocerini, che in massa avevano sottoscritto l’inutile tessera del tifoso, si sono sentiti traditi.
Inoltre se avessero vietato la partita anche ai tifosi granata, non ci sarebbe stata alcuna protesta. Basti pensare al “vietatissimo”dei derby con la Paganese, sempre vietato nelle sue più recenti edizioni, sebbene gli ultimi derby dell’Agro disputatosi alla presenza dei tifosi nel 1993-94 furono caratterizzati dalla massima correttezza sugli spalti, sia a Nocera che Portici, essendo il Marcello Torre di Pagani, all’epoca indisponibile.

Inoltre la decisione del Giudice Sportivo ha stabilito che quel gesto non è stato frutto di chissà quali minacce, ma di una precisa strategia e per questo motivo lo staff tecnico e societario rosso-nero ha subito ben tre anni e mezzo di squalifica, mentre la Nocerina è stata addirittura retrocessa di due categorie.
Eppure società che avevano fatto della compravendita delle partite “un marchio di fabbrica”, se la sono cavate con alcuni punti di penalizzazione e i protagonisti di tanto squallore con qualche mese di squalifica. Ma questa è un’altra storia.

Per non perdere i contributi della lega, la Nocerina scese comunque in campo e per non scontentare i tifosi non giocò. Tanto l’anno scorso in terza serie non erano previste retrocessioni. Ma il procuratore Palazzi non si è fatto incantare!

La Nocerina oggi si trascina malinconicamente nel campionato regionale, tutte le trasferte sono vietate ai suoi tifosi, eppure tra le macerie del 10 novembre, qualcuno intravede la vittoria.
La vittoria di un principio, di un’idea: il calcio, quello vero, non quello dei grigi “paytvclubs” del nord, è della gente. Sicuramente però è necessario che i numerosi appassionati dei tanti campanili campani e non solo, mettano da parte definitivamente gli atteggiamenti violenti, perché come cantava De Andrè “a giocar col nero perdi sempre”.

In questi mesi, Armandino, un giovanissimo tifoso della Salernitana sta combattendo una partita che deve vincere. Molte tifoserie organizzate stanno aiutando economicamente la famiglia del bambino, anche quelle che quando si incrociano con i granata è necessaria una risoluzione dell’Onu per approntare il servizio di ordine pubblico. Forse, questa storia di solidarietà, non nuova presso il tifo organizzato, può essere il punto di partenza per avere un calcio e un tifo sano e pulito.
Vincenzo D’Amico

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Novembre 2014 e modificato l'ultima volta il 13 Novembre 2014

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