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Innovazione, videogame, servizi: le idee del Sud dominano. Campania prima per nuove iniziative

Altri Sud, Attualità, Battaglie, Economia, Europa, Eventi, Imprese, Italia, Made in Sud, Mondo | 28 Dicembre 2015

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Nei giorni scorsi si è tenuto a Milano l’Open Summit di StartupItalia!, un momento di networking tra startup e investitori. Nell’edizione 2015, protagonista indiscusso è stato il Sud, con novità, idee, iniziative e, soprattutto, tanta voglia di fare.

La regione leader del Mezzogiorno d’Italia è la Campania, che conta ben 297 startup innovative. “Abbiamo superato la Toscana come numero di startup. Ci siamo riusciti creando una rete di innovatori e talenti che dal basso sviluppano una reale sharing economy delle conoscenze. Una rete che parte dalla Campania per guardare lontana al Sud e in Europa. Grandi risultati se si pensa che questa regione ha un quarto delle startup in Lombardia, ma un ventesimo della sua capacità finanziaria”, spiega Antonio Prigiobbo di NaStartup, community che mette in contatto startupper aiutandoli a realizzare la loro idea con eventi formativi e pitch davanti a una platea di esperti.

A primeggiare in Campania è Mangatar, startup salernitana che si occupa di videogame. Ottiene due finanziamenti di 1,1 milione di euro da parte di F.I.R.A e INVITALIA e un attestato di stima per Andrea Postiglione che continua l’ascesa con i suoi giochi tradotti in 9 lingue e scaricati da centinaia di migliaia di utenti. A seguire Buzzoole, una piattaforma che si occupa di monitorare e ottimizzare la presenza online degli utenti, e Cambiomerci, startup che lavora col baratto di beni e servizi. Nata tre anni fa, quest’ultima cresce del 30% all’anno, dà lavoro a 15 persone e mette in rete 700 aziende. Entrano nel vivo anche Creative Clusters Smart Cities e Creative Clusters Beni Culturali e Turismo, call dedicate alle idee innovative per la fruizione turistica nell’area di Pompei.

La Calabria esordia con Gipstech, un’azienda che si occupa di geo localizzazione indoor colmando le lacune di wi-fi, beacon e IoT integrandoli in un sistema che punta sul geomagnetismo terreste. Unici in Italia, sono stati inseriti nelle 100 startup più influenti dell’anno da Red Harring, mentre Business Insider li ha nominati nella speciale classifica “Miglior Startup Italiane”. E’ la volta di ViaggiArt, startup che raccoglie su un’app l’offerta cultura delle città italiane, e Eco4cloud, piattaforma tecnologica che consente un significativo risparmio di energia elettrica nei data center. Vince per questo il Tech Traieblazers, uno dei più importanti contest mondiali per startup innovative nei vari settori. Oltre al prestigio, questa vittoria gli consentirà di ottenere un grant da 50 mila dollari. Ai protagonisti si affiancano tante belle realtà: Zeropet, un innovativo metodo per ridurre la quantità di plastica nelle discariche e al tempo stesso convertire il PET in materiale pregiato; Easymove, piattaforma che consente l’ottimizzazione del sistema di trasporto pubblico di lunga percorrenza; Made, che propone un nuovo modo di reinterpretare la comunicazione visiva.

Ottava in Italia e seconda nel Mezzogiorno per startup è la Sicilia, che presenta quest’anno Mosaicoon. Mosaicoon è una startup specializzata in video virali, scelta tra le 15 italiane per recarsi alla Silicon Valley. A seguire, troviamo Orange Fiber, startup catanese che ricava il tessuto dalle arance grazie al supporto di nanotecnologie, e MakeMeApp, creatrice di Glifus, l’app per il mobile commerce B2B. Un’altra esperienza da segnalare è #Shiplab, associazione culturale che sogna di diventare ufficialmente un acceleratore di idee orientato al “making” e improntato sul modello del coworking. “Qui stiamo cambiando tutto senza l’aiuto di nessuno e senza un euro in tasca. E lo stiamo facendo grazie al talento delle persone coinvolte e alla loro voglia di non arrendersi mai”, spiega Nuccio Di Paola, leader dell’iniziativa.

Numerosi anche gli eventi che coinvolgono la Sardegna, tanto da finire in prima pagina sul Financial Times grazie alla startup Marinanow, piattaforma per il noleggio di posti barca. Arrivata in semifinale al Web Summit 2015 di Dublino, ha annunciato un nuovo importante accordo con D-Marin per il futuro della nautica digitale, espandendo la propria offerta nel Mediterraneo orientale e entrando nel mercato turco. Premiata in denaro, ricevendo un cospicuo investimento, è MoneyFarm, consulente finanziario online. Arrivano poi le new entry: PayMeAbit, che opera con i bitcoin; PlaceCorner, definito l’airbnb del temporary shopping; Botteega, azienda che espande il proprio mercato; Glaamy, che ha ricevuto un angel investment ed è pronta a partire per il primo round di fundraising.

In Puglia fa il suo esordio il progetto Murgia Valley, ideato per rilanciare la propria terra (in questo caso, la regione in questione). “Si può completare la maturazione e tentare il salto di qualità”, spiega Annibale D’Elia, responsabile di Bollenti Spiriti, un programma di azioni e interventi di sostegno ai giovani. Poi è la volta di Nextome, How/Art, l’unione di quattro cooperative che ha prodotto una stampante 3D “etica”. E ancora, la Scuola Open Source e l’Assessorato alle piccole cose.

In Basilicata non ci sono ancora numeri elevati. “Ci sono molti giovani che si stanno affacciando sul mondo delle startup. Esistono già 35 realtà iscritte al registro delle startup innovative e tante altre che si stanno costituendo, dall’ambito digitale a quello scientifico. Si è già predisposto un fondo regionale, gestito dalla società sviluppo Basilicata Fondo, da investire nei capitali di rischio delle startup più convincenti. E’ una fase embrionale, questa. Ci sono numeri piccoli, ma si cresce”, afferma Michele Petrone, responsabile  del progetto regionale Basilicata innovazione. Tra le startup più in vista: Cervellotik, CliccaEnergia e Slowfunding.

Infine, ultimo non per importanza, troviamo il Molise, un territorio che conta 20 startup iscritte. Tra queste suscita interesse il Kiunsys, che si occupa di smart mobility e gestione dei dati di traffico grazie a sensori di parcheggio, varchi di mobilità, hardware e software.

 

Eleonora Greco

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 28 Dicembre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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