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Stazione ad alta velocità di Napoli Afragola: entro due anni il completamento dei lavori

News | 22 Agosto 2016

NAPOLI, 22 AGOSTO – Era attesa entro l’Anno Domini 2008, ma le cose cambiano in fretta, soprattutto quando si parla di soldi e di investimenti. Il progetto della stazione ferroviaria di Afragola, posto di movimento che consentirà ai treni alta velocità-alta capacità che non termineranno la loro corsa a Napoli di dirigersi verso le altre città del sud (sì, ma quali a parte Salerno?), è stato presentato nel lontano 2003 e il termine fu dapprima rimandato di tre anni, con scadenza nel 2011, poi i lavori furono sospesi dal 2012 fino al febbraio 2015 per mancanza di fondi. L’apertura al servizio passeggeri è prevista entro aprile 2017, mentre il completamento di tutti i servizi della stazione entro il 2018.

Un percorso tortuoso e travagliato, interrotto più volte da lungaggini giudiziarie e burocratiche ma che si appresta finalmente a giungere al termine. Secondo le previsioni del progetto, una volta ultimato, il nodo ferroviario disporrà dei collegamenti con i treni regionali e con la Circumvesuviana, divenendo una soluzione strategica per decongestionare Napoli e servire quel vasto bacino di utenti che risiede nell’area nord della città.

Oltre a garantire la decongestione di Napoli, la nuova stazione verrà utilizzata in futuro per i transiti sull’asse ferroviario nord-sud dell’alta velocità, evitando ai treni che non terminano la corsa a Napoli Centrale di transitare rapidamente senza effettuare il testa coda nella stazione di piazza Garibaldi. Un notevole risparmio di tempo per i treni diretti a Salerno (o in Calabria con i Freccia Bianca) e che quindi non terminano la loro corsa nella stazione di Napoli Centrale.

L’opera architettonica è stata progettata dalla designer anglo-irachena Zaha Hadid, scomparsa all’età di 65 anni la scorsa primavera, e fu concepita nel 2003 come una grande struttura a ponte che attraversa i binari dell’alta velocità, con galleria pedonale utile all’accesso ai binari e un’area commerciale disposta sul livello superiore.

Il corpo centrale della futura stazione – si legge sul sito ingegneri.info – consiste in un volume morbido in calcestruzzo, metallo e vetro lungo circa 350 metri che assolve la funzione di galleria pedonale necessaria per accedere ai binari. Integrata con un’area commerciale al piano superiore, questa struttura sarà anche il fulcro del nuovo parco naturalistico e tecnologico che si estenderà proprio attorno all’edificio.

Gli accessi alla stazione, situati in corrispondenza delle due estremità del ponte (ingresso est e ingresso ovest), agiscono da imbuti che convogliano il flusso dei viaggiatori verso l’atrio centrale a tutta altezza (su cui si attesta la sala passeggeri con la biglietteria e la sala d’aspetto) per poi distribuirlo, attraverso scale e rampe mobili, verso i binari al piano inferiore o verso il centro commerciale al piano superiore. L’articolazione sinuosa della struttura, che vuole simulare l’immagine di un treno in corsa, è infatti riproposta anche all’interno poiché Zaha Hadid ama pensare lo spazio come una componente fluida dalla sensibilità plastica con cui i passeggeri devono interagire. L’involucro esterno dell’edificio è in materiale metallico e le aperture vetrate sono a filo con il rivestimento per creare un unico sistema senza soluzione di continuità. Sulla galleria è inoltre previsto un lucernario di oltre 5.000 mq e la sala passeggeri è aperta verso il paesaggio attraverso ampie vetrate, progettate secondo criteri bioclimatici per il controllo della luce solare diretta.

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Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 22 Agosto 2016 e modificato l'ultima volta il 22 Agosto 2016

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