venerdì 26 febbraio 2021
Logo Identità Insorgenti

Stazione Duomo, funzionalità entro l’autunno: l’opera sarà completata nei prossimi anni

Infrastrutture e trasporti | 21 Gennaio 2021

In queste settimane, come ogni anno, i siti e sitarelli locali hanno inondato i social napoletani con l’annuale annuncio dell’inaugurazione della stazione Duomo di Napoli. Una notizia che circola ormai da anni e che puntualmente è stata smentita dai fatti, alimentando rabbia e perplessità nei cittadini in attesa di rivedere una piazza cantierizzata ormai da ben 20 anni.

Anche quest’anno, come ogni altro anno, l’annuncio di apertura imminente (se non già realizzata, a leggere certi titoli acchiappaclick) dovrà quindi essere smentito. La funzionalità della fermata Duomo – se tutto procede nel verso giusto – avverrà entro la fine dell’estate e sicuramente non prima di 7 o 8 mesi, mentre i lavori per ultimare la stazione e il progetto di Fuksas si protraranno per almeno altri 3 o 4 anni.

La stazione Duomo e la sua complessità

I lavori per la realizzazione della stazione Duomo procedono da tempo senza sosta. In questi anni – come ormai tutti sappiamo – il cantiere è stato notevolmente rallentato dall’incredibile patrimonio archeologico ritrovato nelle fondamenta di piazza Nicola Amore. Il luogo in cui sorgerà la stazione Duomo è infatti situato appena a ridosso dell’antica Neapolis greco-romana. Proprio sul Rettifilo, duemila anni fa, insistevano le mura meridionali della città che confinavano con la spiaggia e – ad ovest – con l’antico porto ritrovato in piazza Municipio.

Durante lo scavo della stazione Duomo, oltre a una fontana del XII secolo e a centinaia di reperti archeologici di varie epoche della città, fu ritrovato l’ormai celebre tempio dei Giochi Isolimpici, istituito dall’imperatore Augusto nel 2 d.C. proprio per esaltare le tradizioni e la cultura della città più greca d’Occidente.

Il ritrovamento del tempio dei Giochi Isolimpici, oltre alle interruzioni dei lavori programmati per l’intervento della Soprintendenza, ha determinato la necessità di continue varianti del progetto che hanno influito in maniera drastica sulle tempistiche. Una buona fetta del Tempio dei Giochi Isolimpici giace infatti ancora sotto la piazza, mentre l’altra metà, quella ritrovata anni fa, è stata dapprima sollevata per consentire i lavori ai sottoservizi e alla sede ferroviaria, e poi ricollocata appena sotto la superficie stradale, in modo da ornare il vestibolo della stazione una volta completata.

La prossima inaugurazione, che di certo non si terrà questa primavera come riportato da alcune testate, garantirà la sola funzionalità della fermata e dunque l’accesso alle banchine ferroviarie e ai treni. Per vedere la stazione ultimata ci vorranno ancora degli anni, poiché le indagini archeologiche dovranno proseguire verso porzione ancora seppellita del tempio.

Il tempio dei Giochi Isolimpici

Si tratta di uno degli scavi archeologici più imponenti d’Europa, un’opera immensa e di grande impatto urbano, che ha inevitabilmente rallentato i lavori per la realizzazione della stazione metropolitana Duomo della Lina 1 di Napoli. Il Tempio dei giochi Isolimpici, pur seppellito sotto strati di tufo e cemento,  era ben noto alla comunità scientifica che attendeva da secoli la sua riscoperta.

Provate ad immaginare l’emozione e lo stupore degli studiosi durante i ritrovamenti archeologici: il regolamento dei giochi isolimpici neapolitani fu infatti ritrovato molti anni prima ad Olimpia, la città greca in cui si svolgevano i celebri giochi dedicati a Zeus, e in cui si faceva menzione di un tempio eretto in onore dell’imperatore Augusto collocato nella città di Neapolis. Gli scavi della fermata di Duomo confermano dunque l’esistenza di questo luogo tramandato attraverso i millenni, un edificio di grande importanza e prestigio per la città, agognato a lungo da studiosi e letterati di ogni epoca.

I giochi furono istituiti nel 2 d.C per onorare l’imperatore Augusto, che alcuni anni prima era intervenuto in soccorso della città partenopea devastata da un poderoso terremoto. Gli agoni neapolitani divennero in breve tempo riconosciuti come i più prestigiosi d’Occidente, attirando atleti e campioni da ogni angolo del Mediterraneo. Proprio come avveniva per i giochi ellenistici, i ludi partenopei avevano una cadenza quinquennale e comprendevano diverse discipline, dal pugilato al pentathlon passando per la corsa con le armi, oltre a prevedere gare ippiche e competizioni di recitazione e di canto.

Durante gli scavi, con il Tempio dei giochi Isolimpici sono emersi ben 800 frammenti di tavole con riportati i nomi degli atleti vincitori dei giochi partenopei, e l’edificio, al momento emerso solo per metà, ornerà il vestibolo della nuova stazione metropolitana, divenendo una vera e propria attrazione turistica.

Antonio Corradini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 21 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 22 Gennaio 2021

Articoli correlati

News | 10 Febbraio 2021

La più antica immagine della sirena Parthenope

NapoliCapitale | 9 Febbraio 2021

Il tempio dei Dioscuri: i figli di Zeus dèi patrii di Napoli

Infrastrutture e trasporti | 27 Gennaio 2021

Unire Bacoli a Procida: la Linea Flegrea della Cultura per collegamenti integrati tra isole e area flegrea