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Visioni Creative – Steve Jobs (ri)nasce a Napoli

Visioni Creative | 3 Gennaio 2018

Una piccola rivincita per noi partenopei contro i pregiudizi, contro chi non scommetterebbe un centesimo per un sogno nato e cresciuto a Napoli.

Sono di Arzano i due fratelli che in questo periodo hanno provocato tanto scalpore. Vincenzo e Giacomo Barbato, due imprenditori che nel 2012 hanno iniziato questa coraggiosa battaglia contro un colosso come Apple.

Il marchio “Steve Jobs” non era mai stato registrato prima, decidono quindi di utilizzare il nome del fondatore della Apple come marchio per i loro prodotti di abbigliamento e hi-tech. Iniziano a registrarlo per il mercato europeo ed è a questo punto che arriva l’opposizione dell’azienda statunitense. In particolare la Apple si accanisce contro il logo, una J con un pezzo mancante che potrebbe ricordare il morso su una mela. Ma una J non è altro che una lettera, di conseguenza, non può esserci un morso, la legge è dalla loro parte, il tribunale europeo come quello della camera di commercio, i fratelli Barbato sono inattaccabili.

Dopo le prime vittorie registrano il loro marchio in altri paesi, investono e al termine di questa sfida  durata 4 anni, continuano a far crescere il loro progetto. Oggi hanno già prodotto diversi accessori fashion e hi-tech, hanno sponsorizzato un video gioco per Play-station, Xbox e Pc, supportati da aziende di elettronica e design, tutte napoletane.

Strategia di marketing o semplice fortuna? Il web è diviso,  c’è chi critica la tipica furbizia napoletana e chi invece ne apprezza la genialità.

Dall’intervista di Business Insider Italia emergono i buoni propositi dei due fratelli che dichiarano l’importanza per loro di salvaguardare l’immagine di Steve Jobs, si definiscono “furbi”, ma nel senso buono del termine perché tutto quello che hanno fatto  lo hanno fatto con intelligenza e parsimonia, uscendo vincitori da una battaglia che, quando iniziata, sembrava al di là delle loro risorse.

Fu proprio Steve Jobs nel 2005 durante il suo famoso discorso all’università di Stanford  a dire “Stay Hungry. Stay Foolish”, un consiglio che i fratelli Barbato sembrano aver seguito. Siate affamati, siate folli, Vincenzo e Giacomo hanno avuto fame di successo dando vita alle loro idee e hanno affrontato una sfida che senza la giusta dose di follia sarebbe stata impossibile da vincere.

Rosa Capecelatro

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 3 Gennaio 2018 e modificato l'ultima volta il 3 Gennaio 2018

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