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STEVEMO SCARZE

Mondragone respinge Salvini: “Via la Lega dal Sud”

Identità | 30 Giugno 2020

Le luci della ribalta hanno restituito un pizzico di notorietà all’antica Sinuessa. Mondragone, per qualche giorno, è stata protagonista indiscussa della ribalta mediatica, baricentro inatteso per la tragicomica contesa elettorale che si consuma sulla pelle degli ultimi e dei penultimi della Campania, in un territorio dove lo Stato non aveva mai messo piede prima della convulsa giornata di ieri. Ma il piatto era troppo ghiotto per chi – come il buon Salvini – ha fatto della campagna elettorale un lavoro a tempo pieno, figurarsi in una cornice tanto appetibile come quella mondragonese, con il focolaio Covid divampato in una comunità straniera e la possibilità di fronteggiare De Luca sul suo campo di battaglia. Un terreno dunque fertilissimo per il leader della Lega Nord, abituato da tempo a banchettare sulle digrazie altrui, persino in quel Sud vessato da venti anni di politiche predatorie architettate e promosse proprio dal suo partito nordista.

Insomma il buon Matteo, come ogni sciacallo che si rispetti, ha fiutato l’odore del sangue fresco e gli si è annebbiata la vista, pronto a lanciarsi nell’ennesimo puerile battibecco con il governatore De Luca. Proprio lui, il leader del partito responsabile del disastro Lombardia, lui che da ministro dell’Interno non ha saputo far altro che attizzare il fuoco dell’intolleranza e del razzismo, viene in Campania vestito con gli abiti del salvatore della patria…

La giornata

Salvini raggiunge Mondragone nel tardo pomeriggio, accolto da un manipolo di sostenitori e da centinaia di contestatori arrivati da ogni angolo della Campania, subito circondati dal solito cordone di polizia che da sempre accompagna il leader leghista in lungo e largo per l’Italia. Le parole di Salvini, accerchiato da un nugolo di telecamere nazionali fameliche, venivano puntualmente soverchiate dai cori scanditi dalle retrovie, gli stessi cori tanto cari al leader leghista. “Senti che puzza…” e “lavaci col fuoco…” si levano beffardamente sotto il caldo torrido di Mondragone mentre un Salvini paonazzo teneva il suo comizio in piena zona rossa, in barba a ogni disposizione regionale. La situazione si surriscalda quando il cordone delle forze dell’ordine tenta di respingere il folto gruppo di manifestanti e i loro cori assordanti: da lì partono alcune violente cariche che provocheranno il ferimento di un giovane dissidente colpito alla testa da una manganellata.

Le ingerenze del territorio costringeranno Salvini a disdire la seconda passerella in terra di lavoro (prevista al lido Kuursal, sul litorale domizio), così come accadde appena un mese fa a San Gregorio Armeno, quando l’incontro previsto tra il leader del Carroccio e alcuni pastorai del centro storico suscitò lo sdegno della fetta più identitaria della città. In quell’occasione fu proprio questo giornale – sostenuto dai suoi lettori – a evidenziare le forti contraddizioni di quell’incontro. Oggi, a un mese di distanza, registriamo l’ennesima manifestazione d’insofferenza da parte del territorio nei confronti della Lega Nord di Salvini. Gli striscioni di Mondragone hanno fatto presto a fare il giro dei social: “stevemo scarze a scieme” è già un must da queste parti.

Antonio Corradini 

ph Antonio Balasco / Kontrolab (tutti i diritti riservati)

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 30 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 30 Giugno 2020

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