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Storia di Peppe: sul set del film sui De Filippo si muove un progetto di riscatto e amore

Cinema | 5 Febbraio 2021

Anche in tempi di pandemia, il microcosmo partenopeo continua ad essere, tra i registi, motivo di ricerca ed interesse per la magia misteriosa che lo avvolge. Ogni scorcio urbano offre scenari suggestivi, ideali per ogni narrazione (come dimostrano “Mina Settembre”, “Il Commissario Ricciardi”, fiction attualmente in onda sui canali Rai).

E non è raro trovare set allestiti nel centro storico. Come quello del film sui Fratelli de Filippo, in questi giorni a piazza Riario Sforza, che con un accurato lavoro di mimetizzazione ha trasportato Napoli un secolo indietro, tra popolani, borghesi, militari e clero che attraversavano la vita cittadina. Da una visita sul set del film diretto da Sergio Rubini nasce la storia che vogliamo raccontarvi.

La storia di Peppe Cioffi

Peppe Cioffi è un garbato signore che si occupa del controllo e sicurezza per verificare che gli estranei non invadano gli spazi delle riprese. Lo abbiamo incontrato a piazza Riario Sforza e lo avevamo incontrato il giorno prima alla Pignasecca sul set di Salemme.

 

Al nostro arrivo sul set, Peppe era appena tornato dal tampone di controllo a cui ogni ventiquattr’ore ogni singolo elemento della produzione deve sottoporsi.

Peppe di professione fa l’assistente volontario presso le carceri di Nisida e Poggioreale. E vanta un’esperienza trentennale che lo rende nel suo ambiente una persona stimata e benvoluta. Al di sopra della mascherina, i suoi occhi mostrano una personalità dallo sguardo acuto ma dal carattere pacato: una radio trasmittente appesa al collo è il suo solo strumento di lavoro.

Peppe ha sempre amato il cinema, ed ha approfittato di questa sua debolezza per unire l’utile al dilettevole, formando attorno a sé un gruppo di giovani venuti fuori da un passato non immacolato ma desiderosi di riscattarsi.

Da Nisida al Set: progetto di riscatto e amore

Li ha selezionati con attenzione, Peppe, affiancandoli a persone senza precedenti ma con difficoltà lavorative.  “Solo qui – ci racconta – sono otto unità, altri sette sono impegnati sull’altro set: io li divido e li organizzo, e finché a Napoli si girano film, li faccio lavorare… E per fortuna a Napoli si girano molti film. Ma se questo piccolo miracolo si riesce a compiere, è soprattutto grazie alle diverse produzioni e alla sensibilità di coloro che vi partecipano. Sono loro che devo ringraziare se riesco a tenere vivo questo impegno sociale, a cominciare dalla Film Commission, che non manca mai di affiancare la mia squadra all’impegno collettivo necessario per ogni produzione cinematografica”.

Sono giovani in difficoltà che Peppe aiuta come può: “Molti di questi ragazzi non riescono a mettere il piatto a tavola, magari hanno famiglia,  figli piccoli, e sono in ristrettezze non per causa loro”.

Le regole di Peppe: “Umiltà, rispetto e educazione”

“Soprattutto in questo periodo, molti appartenenti alla filiera alimentare si sono trovati improvvisamente senza lavoro, ed avevano bisogno di lavorare – ci racconta- . E allora, ho cerato una squadretta, selezionandoli attentamente. Loro sanno che li tengo sotto controllo, e soprattutto pretendo il rispetto di tre regole fondamentali: umiltà, rispetto ed educazione. Se non seguono tali impegni, sono fuori dal gruppo. Se dovessi scoprire che si comportano in maniera sconsiderata o illegalmente, sarei capace di farli finire direttamente in galera. Perché ne va della mia coscienza, oltre che della stima che mi sono costruito addosso”.

Giovani volenterosi con una possibilità di riscatto

Il suo stato di servizio, ma anche la stessa stima che lo accompagna, fanno di lui una persona con cui è bello confrontarsi, anche perché non c’è spocchia nelle sue parole, solo un bel trascorso di vita. Tra i ragazzi che lavorano con lui anche chi ha perso recentemente lo stipendio: “Avete visto questo giovane che ci è passato accanto? Lui era cameriere, ma col Covid ha perso il lavoro, ed avendo due bambini piccoli aveva bisogno di poter mettere un piatto a tavola”.

Indica ancora oltre: “E quell’altro pure era nel settore ristorazione, e si è trovato col culo a terra: l’ho preso con me. Mentre quello, là in fondo, lavorava sulle navi da crociera, e si è improvvisamente ritrovato a non sapere come fare per dare da campare alla famiglia. Qualcuno a volte mi chiede di fare il doppio turno per poter sopperire alle spese di casa, ed io non posso negarglielo. Basta che si comportano come si deve, e io non posso che essere contento”.

Poi ci presenta un giovane: “Questo qua era stato, diciamo, un poco monello, ma ho capito che aveva bisogno di una guida, e di fiducia. Così l’ho preso con me. Ora è una persona che ha ritrovato dignità e pure una strada onesta”. Il ragazzo sorride, imbarazzato ma felice. Sotto al cappellino e alla pettorina dell’agenzia cinematografica che indossa con l’orgoglio di una divisa, nasconde una ritrovata dignità.

Arriviamo con Peppe verso il cuore del set, dove poco prima un giovane ci aveva perentoriamente detto di non addentrarci. Puntiamo proprio in quella direzione, e il giovane ci osserva incuriosito, e gli chiede: “Oj Pe’, ma chistu signore sta cu’ tte …?” E sorridendo tra battutine spiritose sulle mie cattive compagnie, mostra un affetto smisurato per il nostro anfitrione. Il quale, continuando ad accompagnarci, continua: “Vedete, sono bravi giovani. Poco fa, un passante è stato maleducato, offendendoli perché avevano fatto il loro lavoro, ossia controllare la gente e i curiosi, e non è giusto…”.

Persone come Peppe danno speranza al futuro

Eh no, non è giusto. Questi giovani sono il fiore all’occhiello della società, gente che rifiuta di cadere o ricadere nelle mani sbagliate, costretti magari dalle esigenze. Anche loro partecipano al film, alla vita ed alla bellezza di questa nostra città, e di quella magia che continua ad essere ricercata da secoli.

Persone come Peppe Cioffi ci rendono orgogliosi di avere tra noi elementi di cuore, che contagiano i giovani con la propria serietà e onestà, impegnandosi affinché la parte nera della società non prenda il sopravvento.

Non avremmo mai immaginato che potesse esistere tanta capacità di inventiva da parte di qualcuno in un ambiente attento e schematico come quello cinematografico. Partendo dal suo amore per la cinematografia, Peppe Cioffi ha proposto un nuovo tipo di lavoro socialmente utile. Un diverso modo di vivere onestamente per persone che sarebbero altrimenti cadute o ricadute nella trappola della malavita. Grazie a lui, siamo venuti a conoscenza di una meravigliosa storia di vita reale dietro le quinte della finzione cinematografica.

Sergio Valentino

 

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 5 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 9 Febbraio 2021

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