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Studenti di nuovo in piazza: sciopero per il diritto allo studio in sicurezza

Nuovo Sciopero
Istruzione, scuola, università | 12 Febbraio 2021

 

Dopo settimane di proteste per un rientro in presenza inadeguato, gli studenti napoletani tornano in piazza con un nuovo sciopero per esprimere il loro dissenso. Infatti per oggi, Venerdì 12 Febbraio, l’Osservatorio Popolare Studentesco ha annunciato un presidio alla Regione, palazzo Santa Lucia, dalle 10 di mattina. Tra le richieste dei ragazzi una didattica adeguata e diversa da quella a distanza e un ritorno alla socialità di tutti i giorni. Ma soprattutto, gli studenti chiedono una maggiore sicurezza nelle scuole.

E si aggiungono anche nuove vertenze, come il superamento della didattica mista. “Vogliamo che entri in presenza il 50% della scuola e non il 50% delle classi” ci dice Leone Curti, rappresentante del Liceo Genovesi e membro dell’Osservatorio Popolare Studentesco: “La didattica mista rende molto difficili le lezioni. Ma è adottata anche perché nelle aule non c’è posto per tutti i ragazzi: perciò servono più spazi, anche extrascolastici, dove fare lezione, come luoghi di cultura e parchi”.

Il comunicato del nuovo sciopero studentesco

Il comunicato, lanciato sui canali social dell’OPS, spiega: “Saremo in presidio sotto il palazzo della Regione, per portare avanti la mobilitazione degli studenti campani e le nostre rivendicazioni: vogliamo una scuola sicura, non discriminatoria, che tenga conto delle diverse possibilità degli studenti e delle studentesse, affinché nessuno venga lasciato indietro. Per questo motivo abbiamo bisogno che la scuola sia aperta, e che non venga vista e trattata come un luogo di contagio ma piuttosto che strumento di prevenzione, attraverso un piano di screening periodici del personale e degli studenti.”

“Le nuove modalità di rientro, come volevasi dimostrare, sono state fallimentari sotto vari aspetti. Questo non è altro che il sintomo naturale di un sistema e di una classe dirigenziale che di regola ignora le problematiche inerenti al mondo della scuola e le necessità de* student*, e che per mesi non ha mosso un dito per ristrutturare, ampliare e ripensare i luoghi dell’istruzione.”

“La DaD non è scuola, ma nemmeno questa in presenza”

Gli studenti, come già riferito, condannano sia la didattica in presenza che quella in presenza e mista: “Se la DaD non era scuola, risultano insostenibili pure le lezioni in didattica mista, la cui problematicità intrinseca viene acuita da una mancanza di adeguate attrezzature tecniche, dai pc nelle classi alla connessione internet. Insostenibili sono anche gli orari e i ritmi che ci costringono a sostenere, con giornate di scuola lunghissime, ingressi e uscite ad orari improponibili che gravano ulteriormente sul nostro carico di studio giornaliero. Siamo stanchi di venir messi in secondo piano, pretendiamo che sia la società a venir modellata in funzione della scuola e non viceversa. Perché la scuola è e deve tornare a essere una priorità.”

“Questo non vuol dire però che il nostro percorso didattico fino ad oggi deve essere invalidato, e non vogliamo che ci vengano imposte mal concepite speculazioni sul “recupero” di quanto abbiamo perso. Vogliamo che venga tenuto conto dello sforzo di noi studenti nell’ultimo anno, e che ci venga restituito dalle istituzioni un coronamento di questo percorso che rispecchi tutto il nostro vissuto.” sottolineano i ragazzi.

“De Luca ha fallito sulle scuole”

Gli studenti muovono poi un attacco verso il presidente della regione Vincenzo De Luca: “Oggi abbiamo accolto con sgomento il risultato della riunione dell’Unità di Crisi Regionale: De Luca ha fallito sul piano della scuola, della sanità, dei trasporti. Adesso non può pensare di lavarsi le mani delegando le decisioni alle entità territoriali, senza tener conto delle disparità e disuguaglianze.”

“Una decisione del genere non farà altro che andare a gravare ulteriormente sulle spalle di tutte le strutture più svantaggiate, e noi non possiamo accettarlo. Vogliamo che la Regione prenda atto delle sue mancanze e che cominci, una volta per tutte, a mettere in atto un piano reale e concreto di ristrutturazione e ripensamento della scuola e di tutto ciò che le gravità attorno, affinché il rientro possa essere veloce e – conclude il comunicato – soprattutto duraturo.” Forte, quindi, la risposta degli studenti che domani porteranno in piazza la loro voce per una didattica alternativa rispetto a quella disastrosa delle ultime settimane.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 12 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 12 Febbraio 2021

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