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STUDENTI IN PIAZZA

Contro la Buona Scuola. E a Napoli ricordano le vittime del biocidio

Altri Sud, Ambiente, Attualità, Battaglie, NapoliCapitale | 9 Ottobre 2015

studenti napoli ricordano biocidio

Oggi, a Napoli e in tutta Italia, gli studenti e i precari della scuola sono scesi in piazza ancora una volta per lanciare quello che sarà il nuovo autunno di lotte per contrastare la messa a regime della riforma della ‘Buona Scuola’.

Decine di migliaia di studenti hanno fatto sentire nuovamente la propria voce per ribadire la loro opposizione all’alternanza scuola lavoro, alla figura dei presidi sceriffo e ai comitati di valutazione.

Sono questi infatti i cardini della riforma voluta da Renzi e dal ministro dell’Istruzione Giannini, che con ogni mezzo hanno letteralmente smantellato la scuola pubblica. L’alternanza scuola lavoro infatti obbligherà gli studenti a lavorare gratuitamente per 200 o 400 ore annuali, mentre le aziende che li sfrutteranno entreranno all’interno dei consigli d’istituto, trasformandoli in consigli d’amministrazione a porte chiuse vanificando la presenza della componente studentesca.

Per questi motivi già il 2 ottobre gli studenti napoletani avevano simbolicamente chiuso la sede della Manpower, una delle agenzie interinali che gestirà la nuova forma di sfruttamento minorile prevista dalla riforma. I collettivi e i singoli studenti dovranno inoltre far fronte alla repressione portata avanti dei presidi, che forti del potere decisionale concessogli dall’esecutivo avranno modo di colpire indistintamente docenti e alunni che non si atterranno ai criteri meritocratici stabiliti dalla Buona Scuola.

Nella giornata di oggi, il corteo ha sanzionato simbolicamente l’assessorato all’ambiente in via De Gasperi a Napoli, per ricordare le vittime dei disastri ambientali causati dall’uomo. Il Biocidio in Campania infatti continua ad essere una vertenza cruciale, la giornata di oggi ha voluto ribadire che chi ha avvelenato i territori del sud Italia deve pagare per il crimine di cui si è macchiato.

Tutti coloro che si sono fatti garanti del Jobs Act, dello SbloccaItalia e della Buona Scuola sono infatti colpevoli della devastazione ambientale che ha colpito e che sta colpendo inesorabilmente tutto il paese. Anche per questo il 14 ottobre a Roma si scenderà nuovamente in piazza, per dire no agli impianti di trivellazione nella zona di Ombrina Mare, che devasteranno intere zone del fondale del mar Adriatico. Quello che è certo è che gli studenti hanno appena cominciato a cercare di riprendersi tutto ciò che gli è stato tolto da chi pensa di poter decidere delle vite altrui senza interfacciarsi con la realtà.

Davide Dioguardi

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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