fbpx
mercoledì 15 luglio 2020
Logo Identità Insorgenti

SU REAL TIME

Il 19 “Operazione San Gennaro” il documentario sul “santo dei record”

Cultura, Identità, NapoliCapitale, Storia | 16 Settembre 2016

operazione-san-gennaro

Si chiama “Operazione San Gennaro”. Gianmarco Altieri, giovane giornalista napoletano e videomaker di talento, dal 5 marzo scorso lo ha iniziato a girare sul sagrato del duomo, nei giorni in cui il popolo di Napoli scese in piazza per difendere la laicità della deputazione, custode unica del tesoro del santo.

Ora quel documentario, girato a più riprese intorno a quell’area e non solo, e che si concenta sull’identità di Napoli, andrà in onda proprio il 19 settembre, San Gennaro appunto, alle 23,05 su Real Time  (canale 31 digitale terrestre – 131 SKY) prodotto da Todos Contentos Y Yo Tambien.

La storia è nota e Gianmarco la affronta dalle origini, da quel 13 gennaio 1527, quando per porre fine ai conflitti interni, alle pestilenze, ai terremoti e alle eruzioni del Vesuvio, i napoletani, rappresentati dagli esponenti delle principali casate nobiliari cittadine, decisero di siglare un atto con San Gennaro. All’interno della cattedrale di Napoli fu così firmato un vero e proprio contratto, nonostante il Santo fosse per ovvi motivi assente. In cambio di benessere e protezione, il popolo si impegnava ad erigere al proprio patrono una nuova cappella, la più bella e ricca di Napoli. Ci vollero molti decenni per raggiungere la cifra necessaria e solo nel 1601, per amministrare il patrimonio accumulato, fu costituita la Deputazione che ancora oggi, composta dai discendenti di quelle nobili famiglie, custodisce il busto reliquario, le ampolle contenenti il sangue miracoloso e i preziosi di San Gennaro. Presieduta dal sindaco di Napoli, la Deputazione è un organo laico, proprio perché gestisce un patrimonio non afferente alla Chiesa, un delicato equilibrio che ha portato nei secoli a un rapporto non facile tra Curia e Deputazione.

La premessa è necessaria per arrivare al 5 marzo 2016, quando tremila napoletani si radunano sul sagrato del duomo al grido di “Giù le mani da San Gennaro”. Un decreto del ministero dell’Interno intendeva modificare lo statuto della Deputazione associandola ad una fabbriceria, ente che si occupa della gestione di beni afferenti alla Chiesa e che prevede la nomina da parte dell’arcivescovo locale di parte dei suoi membri. La storica Deputazione veniva di fatto snaturata e i beni laici del patrono sarebbero stati gestiti anche dalla Curia. Le reazioni sono state immediate: petizioni, manifestazioni di piazza, interrogazioni parlamentari e il ricorso al Tar per contrastare il decreto del Viminale, nato dalla necessità di aggiornare un unicum nella giurisprudenza italiana: un ente nato da un contratto con un santo e i cui membri sono tali solo perché discendenti delle antiche famiglie nobiliari. Fino ad arrivare al 30 aprile 2016, quando il ministro Angelino Alfano si reca a Napoli in occasione della processione di San Gennaro che celebra il secondo miracolo dell’anno. In questa occasione, il ministro riunisce i membri della Deputazione e il cardinale per comunicargli la decisione di ritirare il decreto.

Nel documentario dunque si narra che quasi ogni secolo, dal 1527 ad oggi, ha visto uno scontro per la gestione delle reliquie e del tesoro di San Gennaro. Per la prima volta nella storia, un documentario ricostruisce le posizioni delle parti in causa e le tensioni venutesi a creare. “OPERAZIONE SAN GENNARO” segue le recenti vicende che hanno visto contrapporsi Curia, Ministero e Deputazione, utilizzandole come espediente narrativo per raccontare il mondo del patrono di Napoli con interventi dei protagonisti, del sindaco de Magistris e di noti antropologi, storici, giornalisti e accademici.

Nel lavoro di Gianmarco Altieri inoltre si sottolinea che San Gennaro può essere considerato il santo dei record. E’ il santo più venerato al mondo. E’ anche il santo più laico in quanto protegge i napoletani in quanto tali e non perché fedeli alla religione cattolica; inoltre i suoi beni appartengono al popolo e non alla Chiesa. Il suo tesoro, frutto delle donazioni dei napoletani e dei regnanti di tutta Europa in visita in città, è uno dei più ricchi al mondo: il suo valore supera di gran lunga quello del tesoro della Casa Reale inglese e quello degli zar di Russia. Anche il rapporto tra i napoletani e San Gennaro è del tutto originale. “Faccia Gialla”, come viene bonariamente chiamato, non è considerato un santo lontano, bensì immanente: è membro di tutte le famiglie, ci si rivolge a lui quotidianamente come fosse un fratello.

In città è onnipresente: ogni strada ha un edicola votiva in suo onore, ancora esistono tradizioni a lui legate che si perdono nei secoli, come quella delle “parenti di San Gennaro”, anziane signore che pregano tutti i giorni in suo onore intonando particolari novene dal sapore orientale.

E poi la liquefazione del sangue, che avviene tre volte l’anno, e che è avvolta da aspetti che si rifanno al paganesimo. La Chiesa non lo considera un miracolo, eppure i napoletani sono convinti che se San Gennaro non scioglie il sangue qualcosa di nefasto stia per abbattersi sulla città.

Una costellazione di riti, misteri, antichi organi istituzionali, opere d’arte, racconti e credenze che rappresentano un particolare unicum nella storia religiosa, giuridica e culturale italiana e del mondo. Con le voci dei protagonisti della storia, dall’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe ai nobili della Deputazione Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Riccardo Imperiali di Francavilla e Riccardo Carafa d’Andria, e con l’apporto di interviste al sindaco Luigi de Magistris, al giornalista Pietro Treccagnoli, all’antropologo Marino Niola, allo scrittore Vittorio Paliotti, all’abate della Cappella del Tesoro Vincenzo De Gregorio, alla “parente di San Gennaro” Anna Giangrande, al direttore del Museo del Tesoro Paolo Iorio, allo scienziato Giuseppe Geraci, si verrà trasportati in un immaginario senza tempo che ha come protagonista una lunga storia d’amore: quella tra Napoli e San Gennaro.

A Gianmarco Altieri, il primo che tra l’altro si è occupato del nostro giornale due anni fa, un gigantesco in bocca al lupo per questo importante debutto.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Settembre 2016 e modificato l'ultima volta il 19 Settembre 2016

Articoli correlati

Cultura | 3 Luglio 2020

RIPARTENZE

Riparte la stagione del teatro Greco di Siracusa: il calendario ripensato è anche in streaming

Cultura | 30 Giugno 2020

NAPOLI TEATRO FESTIVAL

Si apre con i Foja (anche in streaming) e il progetto Rua Catalana, tra Palazzo reale e Reggia di Capodimonte

Cultura | 29 Giugno 2020

IL PIANO BE

I Russo e la ripartenza del Bellini: così il teatro diventa “città aperta” (e modello per tutti)

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi