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SUD E MIGRANTI

Orientale all’avanguardia: corsi gratis d’italiano per stranieri

Attualità, Battaglie, Criminalità, Cultura, Diritti e sociale, Economia, Emigrazione, Europa, Identità, Imprese, Integrazione, Istruzione, scuola, università, Italia, Lavoro, Made in Sud, NapoliCapitale, Razzismo, Senza categoria | 17 Settembre 2015

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Questo è il Sud che ci piace. Il Sud che all’emergenza migranti risponde con soluzioni concrete. Negli ultimi giorni due notizie in particolare hanno suscitato la nostra attenzione per le loro iniziative d’avanguardia, in un’Italia che spesso non lo è.

La prima notizia, in ordine cronologico, che abbiamo voluto diffondere sulla nostra pagina facebook viene dal profondo Sud e ci parla di come i nostri imprenditori siano capaci di fare economia integrando i migranti. Stiamo parlando della Funky Tomato, un’azienda che si occupa dalla coltivazione all’imbottigliamento dei pomodori biologici a filiera partecipata. I migranti vengono assunti con regolare contratto, pagati con un corrispettivo idoneo al lavoro prestato. L’azienda che ha sede in Puglia e in Basilicata risponde con un chiaro NO allo sfruttamento, fungendo da esempio per tutta la penisola.

La seconda notizia, sempre in ordine cronologico, ci riguarda più da vicino, più che altro perchè la maggioranza della nostra redazione è napoletana, e ci racconta invece di un passo precedente e necessario per l’inserimento lavorativo: l’insegnamento della lingua italiana. Ad aprire le porte ai migranti gratuitamente è stata l’Università Orientale, dove si insegnano la maggior parte delle lingue e delle culture del mondo, comprese lingue africane, medio-orientali ed asiatiche.

L’iniziativa pilota in Italia, come spiega la docente Anna De Meo presidente del Cila il centro Interdipartimentale di servizi linguistici ed audiovisivi, punta all’inserimento sociale dei migranti richiedenti asilo politico  per cui è indispensabile l’apprendimento della lingua del paese di destinazione. I corsi organizzati in collaborazione con Less, un’associazione da anni partner dell’università che offre ai migranti numerosi servizi, sono frequentati attualmente da novanta migranti, tra cui dieci diplomati nei paesi d’origine. La rettrice Elda Morlicchio docente di germanistica ha offerto a disposizione dei nuovi alunni la possibilità di seguire due corsi e tra questi quelli di tedesco sono quelli più scelti: la Germania è la meta più ambita, nonostante la chiusura delle frontiere. Erano altri tempi, ma uno dei più grandi intellettuali tedeschi Walter Benjamin morì suicidandosi quando, in un tentativo di fuga dalla Francia alla Spagna dove sognava di imbarcarsi per le americhe, la Spagna chiuse le frontiere durante il secondo conflitto mondiale. Così se la Germania dimentica un pò della propria storia, l’Orientale no: l’università fondata nel 1732 da Matteo Ripa continua la sua lunga tradizione d’amore per le altre culture.

Dalla destra di Forza Italia non sono mancate polemiche per quest’iniziativa, le accuse principali riguardano le borse di studio offerte agli studenti campani per cui la retta minima per gli studenti in difficoltà è di 471 euro.

Da parte nostra crediamo che l’Orientale possa e debba fare molto di più per gli studenti campani, ma questa volta mi dileguo dallo stile giornalistico e parlo in prima persona, essendo un ‘alunna della facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali della suddetta Università e conoscendo bene qual’è la formazione degli studenti, non credo proprio che da parte loro ci sia un’opposizione, anzi solo fierezza e felicità per un’iniziativa del genere che aiuta davvero in modo concreto chi non ha nemmeno la possibilità di esprimersi  ed essere capito. E questo nel concreto vuol dire: non riuscire a comunicare un malessere, non poter trovare un lavoro, solitudine, esclusione sociale, impossibilità di trovare affetti. Uno spunto sul tema potete trovarlo guardando il film “Almanya, la mia famiglia va in Germania”.

Ma quanti sono i migranti in Campania e Napoli? Guardando qualche dato offerto dall’associazione Yalla, servizio regionale di Mediazione Culturale, i migranti iscritti all’anagrafe a Napoli, secondo dati del 2013 sarebbero 82 e mila 756  su un totale di 170 mila e 938 e 4 milioni 387 mila e 721 in tutta Italia . Mentre i dati Istat dell’agosto 2015 , che si riferiscono sempre al periodo 2011-2013 affermano che il 74,3% dei cittadini stranieri residenti a Napoli ha difficoltà con la lingua italiana rispetto al 60,8% della media nazionale.

L’Orientale punta alla formazione di figure professionali come i mediatori culturali: i migranti sarebbero fondamentali nel mediare tra l’Italia ed i propri paesi d’origine contribuendo a rendere la nostra città un ponte d’eccellenza nel Mediterraneo. Ed ancora più importante è l’inserimento nel mondo del lavoro necessario per diminuire la manovalanza a disposizione della criminalità e della malavita.

Elena Lopresti 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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