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Supercoppa, Napoli sconfitto 2-0 dalla Juventus

Supercoppa, Lorenzo Insigne dopo l'errore dal dischetto contro la Juventus
Sport | 20 Gennaio 2021

Supercoppa amara per il Napoli di Gennaro Gattuso, uscito meritatamente sconfitto per 2-0 contro la Juventus nella finale di Reggio Emilia.

È stata una gara impalpabile per gli Azzurri, inspiegabilmente arrendevole nell’approccio e nell’interpretazione della gara. La Juventus non ha fatto molto di più per portarsi a casa il trofeo. Ha avuto il semplice pregio di adottare uno spartito coerente con le caratteristiche dei suoi giocatori e con le idee di gioco che Pirlo voleva applicare.

Per vincere le partite, infatti, occorrerebbe in primis giocarle, mostrando il coraggio e la volontà di prevalere e di imporsi. Tanto sul piano tattico-collettivo, quanto su quello tecnico-individuale. Con le finali, questo ragionamento può valere anche il doppio. E il Napoli, in tal senso, ieri sera si è letteralmente autoescluso dalla contesa.

Un’occasione persa

Non potendo contare i tiri fatti o quelli sbagliati, Gattuso ha ben pensato di parlare di sfortuna. Lui, che di finali anche molto più importanti di quella di stasera ne ha giocate, vinte e perse a iosa, ha ridotto la scadente performance della sua squadra a una mera questione di sorte.

Avversa, in questo caso.

Prestazione alla mano, stasera il Napoli avrebbe potuto vincere la Supercoppa solo con un miracolo. Che poi si era anche materializzato, ma che Insigne ha poi malamente gettato in fumo. Sia chiaro, non getteremmo mai la croce addosso a Lorenzo per il rigore sbagliato. Si tratterebbe solo di un vano tentativo di esorcizzare di pancia la delusione per la sconfitta. Anzi, spiace sinceramente per l’uomo, che in questo momento è senz’altro in balia di un vortice emotivo che lo starà rivoltando come un calzino.

Ciò che non possiamo esimerci di fare è, invece, la critica al calciatore. Per la sua prestazione, che va comunque a incastonarsi in un mosaico globale impalpabile e improduttivo. Per la sua incapacità quasi storica, se non genetica, di incidere nei momenti chiave di una stagione. E, soprattutto, per quel crogiolante linguaggio del corpo che si portava dietro da almeno un quarto d’ora prima dell’errore dal dischetto.

Il caos delle (non) idee

Più di Insigne, però, chi non può sfuggire ai rimproveri del post-gara è Gattuso. Colui che, messo in panchina apposta per fare un certo tipo di valutazioni, straparla di “sangue” e di “veleno”, ma è probabilmente il primo a mancare di coraggio. Colui che, in fin dei conti, non ha avvertito le difficoltà dei suoi, ma le ha enfatizzate e incrementate. Avrebbe dovuto togliere Insigne dal campo molto prima dell’episodio del rigore che ha deciso la Supercoppa. Ha, invece, proposto quale unica contromossa un confusionario “ciurma, tutti avanti alla riscossa” che ha ulteriormente aumentato la confusione in campo dei suoi giocatori.

Occorreva coraggio e tanto stomaco per perdere contro questa Juventus. Forse, se non quasi certamente, la peggiore dell’ultimo decennio. Gattuso è riuscito a compiere anche questa straordinaria impresa.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 20 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 22 Gennaio 2021

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