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SVERSAMENTI A MARE

Alessandrini (Pd): “Campagna d’odio”. Ma a Pescara sono aperte due inchieste

Ambiente, Battaglie | 2 Ottobre 2015

marco alessandrini

Gli sversamenti fognari in mare in piena estate, il mancato avviso alla popolazione, le persone con gastroenteriti e i bimbi con infezioni cutanee. Per il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, del Pd, si tratta di “Una vicenda montata da architetti della macchina del fango”. Peccato che ci siano anche due inchieste in corso sulla storia che ha avvelenato l’estate pescarese e inquinato il mare con ben 12 rotture della condotta alternativa a quella che ha ceduto il 28 luglio.

La magistratura indaga sull’ordinanza fantasma che secondo l’amministrazione sarebbe stata emessa il primo agosto ma non pubblicata e che secondo i periti informatici sarebbe stata fatta, invece, il tre agosto, assieme all’atto di revoca dei divieti di balneazione. Atto che il primo cittadino non avrebbe divulgato perché avrebbe fatto “un’analisi dei costi e dei benefici”: poco importa che la normativa preveda tutt’altro.

L’altra inchiesta, quella madre da cui parte tutto, tende ad accertare, invece, cosa sia effettivamente accaduto il 28 di luglio con il cedimento della conduttura dei liquami da 1100 millimetri di diametro. Di tutto questo si sarebbe dovuto parlare ieri, nel corso di un consiglio comunale straordinario richiesto già ad agosto, rinviato due volte e svoltosi ieri con l’aula consiliare gremita di persone.

La maggioranza del pd, però ha cercato di addormentare la seduta tentando di trasformare i lavori in un convegno dove sono stati chiamati a parlare un tecnico dell’Arta, uno della Asl e un pediatra, tutti rigorosamente fischiati dal pubblico presente. E nel corso del pomeriggio, incandescente per usare un eufemismo, è giunta anche la notizia della querela ricevuta dall’attuale sindaco da parte di Berardino Fiorilli, ex vicesindaco, perché Alessandrini avrebbe dichiarato che “nel 2012 Fiorilli avrebbe fatto lo stesso” ovvero con un tratto di mare non balneabile avrebbe emesso un’ordinanza di divieto della balneazione ma non l’avrebbe pubblicata.

Un’affermazione smentita dal rappresentante della lista civica Pescara Futura, Carlo Masci, che ha mostrato al pubblico ed al sindaco l’ordinanza in questione del 2012 con timbri e protocollo e relativo comunicato stampa inviato a tutte le testate giornalistiche.

Un vero e proprio autogol che si sommano alle brutte figure che il sindaco Alessandrini ha rimediato in appena un anno e mezzo. Il primo cittadino è apparso molto nervoso dal confronto in aula nonostante abbia provato a cavarsi d’impiccio leggendo un intervento, probabilmente scritto a quattro mani col suo legale, come ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia Fabrizio Rapposelli: intervento che non ha fornito risposte ai cittadini intervenuti né sul suo silenzio, né sull’ordinanza fantasma, né sul suo continuo sottrarsi al confronto con i pescaresi.

Duro affondo anche del M5S che ha dichiarato “Alessandrini ha la maggioranza in quest’aula ma fuori da palazzo di città non lo vuole nessuno, nemmeno quelli che lo hanno votato” E che per lui tiri una brutta aria si capisce dagli atteggiamenti di spocchia e dai sorrisetti nervosi che riservava ieri in aula a sottolineare la distanza siderale tra lui e la città. Il finale di questo dramma per i cittadini è stato farsesco: dopo che un consigliere pd aveva disturbato per tutta la durata l’intervento di un consigliere pentastellato, il capogruppo pd Presutti è stato ricambiato con la stessa moneta fino a quando non è esploso gridando “Basta al fascismo dei cinque stelle”. Un finale farsa per una vicenda destinata a fare ancora molto rumore.

Luciano Troiano

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 2 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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