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Svimez, la criminalità organizzata in tempi di pandemia

Criminalità | 5 Marzo 2021

Se per molti di noi l’emergenza pandemica ha significato privazioni,  perdita di lavoro e, in alcuni casi, di persone care, per qualche altro invece rapprenta l’occasione propizia per guadagnarci. E tra questi non poteva mancare all’appello la criminalità organizzata, pronta, secondo il rapporto Svimez, ad affilare gli artigli con il flusso di denaro in arrivo con il Recovery Fund.

Il seminario dello Svimez

Proprio sull’infiltrazione delle mafie si è soffermato lo Svimez nel suo ultimissimo rapporto. Nella presentazione della parte monografica del prossimo numero della rivista, si è discusso molto di questo scottante tema, messo al centro del dibattito.

Le organizzazioni criminali, ora più che mai, rafforzano una duplice direzione: l’inserimento diretto nelle gestioni aziendali attraverso il frequente uso di prestanomi e la moltiplicazione dei patti corruttivi.

Armati di professionisti e figure competenti, con la grande liquidità a disposizione, le mafie sono abili nella penetrazione non solo di attività in crisi, ma anche nei settori strategici.

I fondi annunciati costituiscono pertanto un’occasione che, al di là della territorialità, non vogliono lasciarsi sfuggire, dimostrando peraltro di averne tutti gli strumenti necessari per intercettare i flussi di denaro in arrivo.

Le infiltrazioni negli appalti pubblici

I dati proposti confermano infatti come il preminente interesse, soprattutto di Camorra e ‘Ndrangheta, sia sugli appalti pubblici, a prescindere dalla regione in cui attingere.

Secondo i valori degli episodi di corruzione (relativi agli anni 2013-2020), oltre a concentrazioni storiche come in Campania e in Calabria, inizia ad esserci una crescita significativa nel Lazio (19%), oltre a piccoli ma costanti aumenti nelle regioni del Centro-Nord.

In particolar modo, si nota come nei territori in cui tali dinamiche sono più recenti, le reti di legami si creano sempre meno con supremazie violente tra clan, ma da taciti accordi tra le compagini criminali, sconfessando in parte tutta una serie di rappresentazioni mediatiche del passato (e forse anche del presente).

Gli inviti alla trasparenza

Alla luce di tali aspetti, oltre all’auspicabile “shock infrastrutturale” per la ripresa post-Covid, è unanime l’appello degli studiosi a una diversa gestione amministrativa delle risorse in arrivo, che si ispiri alla prevenzione della corruzione mediante lo strumento della trasparenza integrale di ogni spesa e acquisto pubblico.

Antonio Barnabà

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 5 Marzo 2021 e modificato l'ultima volta il 30 Maggio 2021
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