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Il TAR annulla le nomine di Franceschini per i musei

News | 25 Maggio 2017

Alla direzione dei musei italiani, non passa lo straniero! Potrebbe apparire come un remake di cattivo gusto de “La leggenda del Piave“, ma in realtà, è una delle motivazioni espresse dal Tar del Lazio che ha annullato le nomine di cinque direttori dei più grandi ed importanti musei italiani.

È stato, infatti, accolto il ricorso presentato da due candidati alle posizioni di direzione dei musei di Mantova, Modena, Taranto, Napoli e Reggio Calabria. In questa vicenda, è coinvolto anche Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico nazionale di Napoli.

Secondo quanto si legge nella sentenza emessa dal Tar, le nomine risultano irregolari perché alcuni colloqui orali finali sono stati condotti a porte chiuse e, quindi, non è stato rispettato il “principio di trasparenza”.

Inoltre,  “il bando della selezione non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani in quanto nessuna norma derogatoria consentiva di reclutare dirigenti pubblici fuori dalle indicazioni tassative espresse dall’articolo 38. Se infatti il legislatore avesse voluto estendere la platea di aspiranti alla posizione dirigenziale ricomprendendo cittadini non italiani lo avrebbe detto chiaramente”.

Solo per un vizio di forma non compare, tra i cinque direttori, anche Gabriel Zuchtriegel alla guida del Parco Archeologico di Paestum. Il ricorso era stato presentato anche contro la sua nomina. Si è “salvato” grazie ad un errore di notifica del provvedimento.

Immediata è giunta la reazione del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini,  il quale inizialmente comunica, attraverso il suo account Twitter, di essere rimasto “senza parole” alla notizia di una sentenza che sembrerebbe minare al cuore di una riforma che ha oggettivamente migliorato le attività dei poli museali in Italia.

In un secondo comunicato, definisce  assurda una sentenza che fa distinzione tra le nazionalità dei candidati. “Il direttore della National Gallery – precisa – è italiano mentre quello del British Museum è tedesco. Davvero un grande danno di immagine”.

Una sentenza destinata a dividere le piazze. Già nel 2015, le nomine di alcuni candidati stranieri avevano suscitato qualche perplessità. I numeri ed i risultati ottenuti in pochi anni, però, sembrano dare merito all’intuizione del Ministro.

Sotto la Gestione Giulierini, solo per citare un esempio, il Mann ha registrato nel 2016  un incremento di biglietti del 24 per cento (da 364mila a 452.736 con 1,3 milioni di incasso), anche grazie alla riapertura della storica sezione Egizia, con dati in crescita nell’inizio del 2017 e l’obiettivo dei 500mila visitatori.

La decisione del Tar rischia, allora, di far tornare al punto di partenza la riforma e far svanire le energie e l’impegno profuso in questi anni.

Dal canto suo, Franceschini annuncia un ricorso. Nel frattempo, i direttori la cui nomina è stata bloccata saranno sostituiti ad interim. Seguiremo la vicenda con attenzione, ribadendo la disponibilità degli italiani ad accogliere con piacere tutti coloro che desiderano lavorare per migliorare il nostro Paese, anche se d’oltralpe. Il Piave ce lo concederà, senza mormorare.

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 25 Maggio 2017 e modificato l'ultima volta il 25 Maggio 2017

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