fbpx
domenica 12 luglio 2020
Logo Identità Insorgenti

Tav di Afragola, opportunità o spreco? | Proviamo a fugare qualche dubbio

News | 8 Luglio 2017

Sulla stazione di Afragola ne abbiamo sentite di cotte e di crude. C’è chi lamenta la sua dislocazione geografica, chi la definisce una cattedrale nel deserto, chi la considera uno sperpero di fondi sui quali incombe l’ombra funesta della camorra, chi ancora ci tiene a ricordare le innumerevoli e singolari inaugurazioni, e chi invece fa notare le recenti indagini, dalla bonifica della mega discarica abusiva, alle irregolarità amministrative del bar e del parcheggio della stazione. Un mare di inchiostro è stato versato per raccontarla, talvolta decantando le innovative sinuosità del progetto ideato dall’archistar internazionale Zaha Hadid, talaltra invece, interrogandosi sulla funzionalità effettiva di una stazione che sembra, ad un’analisi superficiale, offuscare e intaccare il prestigio e la centralità della stazione di Napoli.

Insomma, le polemiche, come è facilmente intuibile da questo corposo prologo, non sembrano mancare da queste parti. Tra le lamentele più quotate in questi mesi troviamo certamente quella relativa alla sua dislocazione geografica, in poche parole: Afragola. In molti hanno creduto che la ridente cittadina napoletana potesse scippare lo scettro di stazione Alta Velocità alla stazione Centrale di Napoli. Un’invenzione bella e buona utile solo ad alimentare le solite chiacchiere da bar, e le immancabili polemiche da social. Come se a Roma si lamentassero della fermata di Tiburtina, e a Milano delle stazioni di Porta Garibaldi, Rogoredo, Greco e così via. La stazione di Afragola va presa per quella che è, ovvero un’implementazione della rete infrastrutturale campana. E’ buona cosa fugare quindi ogni dubbio: la quasi totalità dei treni che transitano ad Afragola terminano la loro corsa a Napoli Centrale.

Ciononostante, l’arretratezza infrastrutturale del Sud Italia è a dir poco imbarazzante (vai all’articolo per approfondire), e alla luce degli ultimi investimenti previsti per l’ammodernamento della rete ferroviaria italiana, che prevedono una spesa per il nord 19 volte superiore a quella prevista per il sud, la forbice tra le due macroaree del paese è tristemente destinata ad aumentare vertiginosamente. E’ chiaro che la stazione di Afragola, da sola, non potrà affievolire questo divario, eppure questa goccia in un mare vastissimo rappresenta una boccata d’ossigeno per una area abbondantemente depressa e da sempre abbandonata dalla politica. In sostanza: prima ci lamentiamo della carenza di infrastrutture, e poi, quando se ne realizza una, troviamo comunque il pretesto per polemizzare.

In molti ci tengono a sottolineare l’inadeguatezza di Afragola, una considerazione plausibile ma comunque superflua e opinabile. Se la Porta del Sud, come è stata ribattezzata la Stazione di Afragola, fosse stata realizzata altrove, ad Arzano ad esempio, oppure a Frattamaggiore o chissà dove, diciamoci la verità, la polemica sarebbe deflagrata allo stesso modo, e con la stessa ingiustificata violenza.

E quindi, a cosa serve un’altra stazione Alta Velocità a ridosso di Napoli Centrale, una stazione che peraltro non è utile a migliorare il servizio delle altre regioni meridionali? Ebbene, facciamo insieme due conti. La provincia di Caserta conta oltre 906 mila abitanti, quella di Benevento 316 mila, Avellino 427 mila, quella di Napoli ne conta 3 milioni, di cui almeno 1/3 l’area nord della città. In sostanza, ragionando per difetto, la stazione di Afragola serve un bacino di 2 milioni e 650 mila abitanti.

La Porta del Sud non risolverà di certo gli atavici problemi infrastrutturali del nostro territorio, eppure, questa  “inutile cattedrale nel deserto”, servirà gli abitanti di quel vasto, vastissimo retroterra napoletano che fino a poche settimane fa erano costretti ad immergersi nel caos della città partenopea per fruire dell’Alta Velocità. A ben vedere la stazione di Afragola sarà funzionale anche per Napoli, che vedrà almeno in parte decongestionata quell’ampia area a ridosso della stazione Centrale che da anni soffre i cantieri e le lungaggini per la realizzazione della fermata Garibaldi e della piazza sovrastante.

Opportunità o spreco? Opportunità, non c’è dubbio, almeno fino alla prossima polemica…

Diventa fan del Vaporetto per tutte le news sulla città, clicca qui e seguici sulla nostra pagina!

 

 

 

 

 

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 8 Luglio 2017 e modificato l'ultima volta il 8 Luglio 2017

Articoli correlati

Eventi | 8 Luglio 2020

OPEN HOUSE

Il festival internazionale dell’architettura e del design torna a Napoli il 3 e il 4 ottobre

L'oro di Napoli | 5 Luglio 2020

L’ORO DI NAPOLI

Megaride, tra storia e leggenda

Imprese | 4 Luglio 2020

RICOMINCIO DAL CENTRO

La Locanda Gesù Vecchio lancia un nuovo menù e un evento per la ripresa

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi