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TEATRO E IDENTITA'

Dal 28 dicembre all'Ateneo di Casoria "Briganti", tratto dal libro di Fiore Marro

Cultura, DueSicilieOggi, NapoliCapitale | 14 Dicembre 2013

teatro ateneo spettacolo briganti fiore marro

 

Tratto dal testo “Gli uomini non ne sapranno niente” di Fiore Marro, il 28, 29 e 30 Dicembre, al Teatro Ateneo di Casoria, sarà di scena “BRIGANTI: STORIE D’AMORE E DI PATRIA”. 

“Briganti – ci spiega il regista Nunzio Zuzio – racconta la storia d’amore tra due briganti, Michelina di Cesare e Francesco Guerra, ma racconta anche un’epoca. Una vicenda che qui si sviluppa in maniera singolare. Nello spettacolo troviamo, infatti, due personaggi di oggi che, complice un sogno, si trovano proiettati nel 1860. Avranno così l’occasione di incontrare i briganti nel periodo in cui combatterono per liberare il meridione da Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Ma tutto si sviluppa intorno a questa storia d’amore ed a questo “intreccio” tra presente e passato, in un testo bellissimo quale è quello di Fiore Marro”.

Il finale lo lasciamo scoprire a chi verrà a vedere lo spettacolo. Secondo te, però, come mai non siamo ancora padroni a casa nostra, dopo 153 anni?

Perché forse non siamo consapevoli di avere un grande tesoro: una terra ricca, bellissima. Dai testi scolastici studiamo l’Italia che dicono “loro”, che vogliono “loro”. Fin quando sarà questa l’impostazione, si avrà sempre la sensazione che i “briganti” siano stati delle persone cattive, negative. Invece erano patrioti, eroi, che difendevano la propria terra dall’invasione piemontese. Bisognerebbe iniziare a dire la verità per quanto scomoda possa essere, in questo modo si potranno cambiare le coscienze. Il libro di Fiore Marro ci ha consentito di farlo, e di farlo sul palcoscenico.

Ritieni che rispetto agli anni passati ci sia una maggiore attenzione da parte del pubblico, in merito alla riscoperta della nostra vera storia?

Assolutamente si, in generale, la presa di coscienza c’è. Ma poi anche dal punto dal punto di vista musicale con Eugenio Bennato capofila, seguito da tanti altri. E  molto hanno fatto gli scrittori, Fiore è un esempio,  con tutti i libri che hanno raccontato l’altra verità: oggi, insomma, si parla molto di più della “controstoria”.

Il teatro, come anche il cinema, secondo te può arrivare oltre il libro?

Certo, perché il teatro ha un linguaggio più diretto, l’attore parla al pubblico con immediatezza. Il “cinema” con le immagini e il “teatro”, con la parola, possono servire davvero a far passare più semplicemente il messaggio. In questo caso, però portiamo un libro a teatro: uniamo due cose.

Protagonista del testo tratto dal libro di Marro è Antonio Fiorillo, che pure interpelliamo, chiedendogli subito quanto si senta “brigante” nella vita di tutti i giorni.  “Tutti quelli che fanno questo lavoro sono “briganti” – esordisce Fiorillo – considerate le difficoltà in cui lavoriamo, perché difendiamo un patrimonio culturale in una terra che ha tanti problemi. In questo racconto vado al di là della fisicità: Fiore Marro ha scritto questo testo in sintonia con i miei canoni recitativi, quindi lo sento davvero mio.

Antonio, ritieni che al Sud sia più difficile lavorare in teatro?

Viviamo una crisi generale e credo anche nel resto d’Italia risulti difficile sbarcare il lunario: anzi forse al Nord c’è una maggiore attenzione per le piccole realtà, cosa che qui da noi, non avviene. Anzi, le piccole realtà purtroppo tendono a scomparire. Ma non bisogna arrendersi mai: lo spirito dei briganti è nel cuore della gente.

Appuntamento dunque dal 28 dicembre al Teatro Ateneo. Per info 3388071316/ 3272119006

Alberto Guarino

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 14 Dicembre 2013 e modificato l'ultima volta il 14 Dicembre 2013

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