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TEATRO E IDENTITA’

Mastelloni al Sannazaro: ed è Annella di Portacapuana

Arte e artigianato, Cultura, NapoliCapitale, Teatro | 23 Ottobre 2014

annella di portacapuana leopoldo mastelloni

Dal 17 ottobre 2014, come 43 anni fa, con “Annella di Portacapuana” di Gennaro Davino nell’adattamento di Leopoldo Mastelloni, si apre la stagione teatrale del Teatro Sannazzaro, tra tradizione e innovazione!

L’evento è imperdibile per tutti gli amanti della commedia e dell’arte teatrale napoletana, le repliche fino al 9 novembre dal venerdì alla domenica, saranno un occasione unica per non perdere lo show.

L’opera buffa “Annella di Portacapuana” è stata scritta nel 1854 dal celebre compositore Vincenzo Fioravanti e ripresa nel 1971 da Luisa Conte e Nino Veglia proprio per l’inaugurazione della storica “bomboniera di Chiaia”.

L’opera di Luisa fu fondamentale per non perdere i grandi classici del teatro partenopeo dell’Ottocento e proprio per questo il testo viene riproposto ogni dieci anni nello storico teatro. E così, dopo l’ultima raffigurazione del 2001, Lara Sansone, la splendida sciantosa napoletana, nipote della Conte, ritorna nelle vesti di Annella, la giovane ragazza di Portacapuana.

Il testo nel riadattamento di Mastelloni trova ampio respiro e nel lavoro della Sansone attore e spettatore si ritrovano in uno spazio completamente stravolto ed adattato alla rappresentazione, in modo tale da permettere al pubblico la completa immedesimazione.

La scenografia, infatti, riprende i particolari dell’epoca, forse neanche troppo lontani dai panorami dei nostri giorni. I vicoli di Napoli sono sempre gli stessi e il loro fascino immortale li rende luogo ideale per divenire spazio teatrale. Così quei vicoli e quelle atmosfere rivivono per una sera nel Teatro di Chiaia e raccontano la storia di due donne Annella e la madre Porzia, interpretata da Leopoldo Mastelloni, rivali in amore. Il conflitto sentimentale sarà forse un modo per le due per non affrontare quelle problematiche comuni a tutte le donne e contemporanee ancora oggi nella nostra società come il rifiuto dell’invecchiamento e la difficoltà di essere capite in un mondo di uomini. Sketch ironici ed esplosivi vi faranno ridere e sorprendere, come solo Napoli ed il suo teatro sa fare!

Elena Lopresti

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 23 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 23 Ottobre 2014

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