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TERRA DEI FUOCHI

Con Sandro Ruotolo a Portici, in viaggio tra i veleni della nostra terra, per comprendere “Chi è Stato”

Ambiente, Attualità, Battaglie, Criminalità, Diritti e sociale, Italia, Repressione | 30 Gennaio 2017
Il giornalista Sandro Ruotolo

Alla Mondadori di Portici, la sala è gremita, di gente che vuol capire, é Venerdì 27 Gennaio, e con il comitato “Portici Città Ribelle”, si cerca di analizzare le molteplici problematiche del territorio campano, soprattutto relativamente agl’insabbiamenti ed al fenomeno della corruzione.

La preziosa presenza di Sandro Ruotolo, che vive sotto scorta dal 2015 dopo le minacce di morte ricevute dal boss dei Casalesi, Michele Zagaria, ed ha presentato la serie d’inchiesta “Italian Leaks”, incentrata sulla trattativa segreta tra Stato e Camorra sulla gestione dei rifiuti in Campania, è sicuramente uno dei tanti modi per fare chiarezza su una tragedia che investe il nostro territorio da decenni, nel silenzio a macchia di leopardo delle istituzioni.

A questo appuntamento,  denominato non a caso “Chi è Stato?”,  hanno partecipato Enzo Tosti, portavoce della rete “Cittadinanza e Comunità”, Antonio Musella, scrittore e reporter di Fanpage, e Dario Striano, giornalista di L’Ora Vesuviana.

Dieci puntate di “Italian Leaks”, pubblicate da Fanpage.it, per lanciare un urlo contro le menzogne di questi anni, avallate da alcuni tra i principali media nazionali, che hanno dipinto, col marchio di “camorristi”, cittadini inermi, che in realtà protestarono con veemenza, contro quello scempio, ricevendo in cambio, solo depistaggi ed addirittura ostilità, da quelle stesse istituzioni che avrebbero dovuto difenderli.

La realtà  è che mediamente “produciamo circa 120 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui solo il 30% sono rifiuti solidi urbani; tutto il resto – afferma Ruotolo – sono rifiuti industriali interrati in discariche destinate ai rifiuti urbani”. E’ proprio questa la prima anomalia, che dal 2004, il noto giornalista riscontra, dopo aver assistito alla protesta di Serre, dove un manifestante morì per il freddo, per difendere quella zona in cui sorse una discarica.

“L’ex Presidente della Regione Bassolino, a quei tempi era Commissario straordinario per i rifiuti ed ha più volte dichiarato di non occuparsi di quel settore – ed è qui che si riscontra un’altra delle tante anomalie, sottolinea Ruotolo –  e come cambiò la struttura industriale del rifiuto, così cambiò anche la Camorra che iniziò a trattare alla pari con la Impregilo e lo Stato. Erano gli anni del crac della Parmalat, gli anni dei ritardi nella costruzione dell’impianto di Acerra che doveva appunto assorbire il ciclo dei 7 impianti CDR che erano stati previsti; impianto di Acerra che come potenza vale almeno 10 impianti del Nord Italia, in una zona già inquinata dalla Montefibre” – prosegue Ruotolo, che a quei tempi fece vedere un agnello a due teste, a testimonianza del fortissimo impatto ambientale che quella zona stava subendo, dal punto di vista biologico.

La serata prosegue con l’accorato intervento  di Enzo Tosti, del progetto “Veritas”, che sta facendo un lavoro meraviglioso, con i suoi attivisti sul territorio, attivisti che addirittura in alcuni casi, come nel caso della vicenda “Pellini”, sono stati denunciati per aver scritto sui social frasi che esprimono null’altro che la verità, ed è la rabbia che subentra con veemenza, “quando noti che chi dovrebbe difenderti, in realtà contribuisce ad insabbiare sbattendoti la porta in faccia ripetutamente” – continua Tosti, evidenziando ciò che rappresenta una falsità allucinante, ovvero quella che vorrebbe descrivere  i cittadini, come “omertosi” o addirittura affiliati ai camorristi, quando protestano per scongiurare l’apertura di altre discariche, salvo poi scoprire, da prove accertate e documentate, che quelle discariche erano volute da quella stessa Camorra, che i media volevano per forza associare a quella povera gente.

Antonio Musella, giornalista di Fanpage, ha posto l’accento sul come è stata raccontata questa brutta storia, esprimendo, la necessità, come già auspicato dallo stesso Ruotolo, di andare sul territorio, parlando con la gente, per riscontrare realmente, cosa è successo in quegli anni, ponendo domande ai protagonisti politici di quelle vicende, in un ambiente in cui giravano miliardi di euro. “Gl’interessi della FIAT, che gestiva un segmento del gruppo Impregilo, dovevano essere tenuti al sicuro, in un momento in cui altre grandi aziende crollavano, in queste regioni in cui il PD aveva una fortissima influenza” – prosegue Musella, che evidenzia un’emergenza rifiuti come un qualcosa di “costruito” e finalizzato a quegli scopi appena descritti. Poi subentrò la figura di Bertolaso e con i successivi governi Berlusconi, la trattativa andò avanti.

E’ importante ricordare che diverse discariche sono state gestite direttamente dalla Camorra, come quella di Chiaiano, che fu gestita dal fratello di Zagaria, Pasquale che gestiva gli affari di quel clan camorristico. “Perchè quando lo Stato, gli apparati, e i criminali innescano una trattativa, anche l’informazione fa parte di questa trattativa perchè c’è chi fa questo mestiere in un modo, e chi invece come fa Sandro Ruotolo, preferisce svegliarsi la mattina con semplicità, senza essere servi di nessuno” – così ha concluso Musella.

L’intervento finale di Dario Striano del giornale “L’Ora Vesuviana”, ci fa comprendere che la Terra dei Fuochi non è solo quella localizzata fra Giugliano, Acerra, Pomigliano etc., ma che esiste una Terra dei Fuochi anche in quella che dovrebbe essere un’area protetta, ovvero il Parco Nazionale del Vesuvio, dove grazie anche al lavoro di sacerdoti coraggiosi come don Giorgio Pisano, si è riusciti a comprendere l’entità di un fenomeno che si sviluppa in maniera pericolosamente disarticolata, un fenomeno che per fortuna , sempre più comitati stanno cercando d’intercettare, nelle sue più importanti varianti.

Prossimo appuntamento a Mezzocannone mercoledì  1 Febbraio ore 19.00 con Enzo Tosti, Antonio Musella e Susanna Frantina (rete Commons)

Tanta carne al fuoco, per una serie d’incontri che si protrarrà nel tempo, in tutto l’hinterland partenopeo e non solo, in una “operazione verità” che deve contribuire a tenere accesi i riflettori su un’ennesimo scempio della nostra terra, per ribadire, tra le altre cose, come afferma lo stesso Ruotolo, che la parte finale del ciclo produttivo, è stato affidato alla Camorra, contro la quale ce la prendiamo, come giusto che sia, ma senza dimenticare chi è stato ed è ancora il vero mandante di questo “olocausto” ovvero lo Stato.

Alberto Guarino

Un articolo di Alberto Guarino pubblicato il 30 Gennaio 2017 e modificato l'ultima volta il 27 Maggio 2021
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