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TERRA DEI FUOCHI

Cosa significano vent'anni di ritardo per la Campania (e 100 stadi San Paolo di rifiuti in più)

Ambiente, NapoliCapitale, Politica | 4 Novembre 2013

paesi morti terra dei fuochiSi sapeva! Chi poteva non è intervenuto per stroncare la filiera dello smercio criminale, diabolico e stragista di rifiuti industriali e di altro tipo. Chi aveva il potere di agire in favore della salute dei cittadini e in difesa delle risorse naturali di importanza strategica e vitale quali il suolo e le acque non si è mosso lasciando passare almeno altri 20 anni e oggi ancora non è stata stroncata la filiera.

Qualche personaggio è scomparso, altri hanno fatto carriera e occupano posizioni di potere e prestigio, altri sono stati assolti: tra i pesci piccoli intercambiabili alcuni hanno pagato. E non è finita qui! Specialmente per la salute dei cittadini di oggi e di domani!

20 anni sono passati: sono parole! Ma in 20 anni quanti altri rifiuti sono stati smaltiti in maniera criminale? Ne avete idea? Proviamo a fare una valutazione di massima con i dati disponibili.

Prendendo in considerazione solo lo smaltimento dei rifiuti inquinanti industriali e di altro tipo (non urbani) prodotti in Campania si raggiunge la cifra di circa 80 milioni di tonnellate che possiamo correlare per semplicità ad un volume di circa 80 milioni di metri cubi. Un volume, per dare un’idea, equivalente all’incirca a quello che può essere contenuto da circa 100 stadi tipo San Paolo di Napoli (dalla base fino alla sommità degli spalti).

Valutando che circa la metà di tali rifiuti può essere stata smaltita mediante incenerimento (i roghi tossici), ne consegue che circa 40 milioni di metri cubi di rifiuti sono stati smaltiti sul suolo e nel sottosuolo.

Se i rifiuti fossero stati smaltiti distribuendoli sulla superficie del suolo e nell’immediato sottosuolo con lo spessore di 1m ne deriverebbe che la superficie inquinata equivarrebbe a quella di un quadrato avente un lato variabile da 4 a 5 chilometri. Dal momento che in parte i rifiuti sono stati smaltiti anche in cave a fossa contenenti volumi concentrati con spessori superiori ad 1 m, si può pensare che l’area realmente inquinata complessivamente sia equivalente a quella di una zona di lato variabile da 2X2 km a 3X3 km.

Senza prendere in considerazione il volume di rifiuti extraregionali che eventualmente sono stati importati.
Si conoscono già tutti i siti inquinati e da che cosa? Sarebbe bello!

Franco Ortolani

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Novembre 2013 e modificato l'ultima volta il 11 Novembre 2020

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