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TERRA DEI FUOCHI

La denuncia dei cittadini: "I roghi tossici continuano ad avvelenarci e nessuno fa nulla"

Ambiente, Battaglie, Identità, Italia, NapoliCapitale | 5 Giugno 2014
GIUGLIANO foto scattata il 26 maggio 2014 alle ore 12,10 da Angelo Caccaviello
GIUGLIANO
foto scattata il 26 maggio 2014 alle ore 12,10 da Angelo Caccaviello

 

“Vorrei parlarvi di un problema, noi qui non ce la facciamo più”. E’ così che ci contatta Valerio: il problema cui fa riferimento è quello dei roghi tossici che, per lui e gli altri abitanti della terra dei fuochi, rappresenta un’emergenza assoluta ancora oggi, ben sei mesi dopo il decreto del governo, un decreto rivelatosi praticamente inutile, come anche su queste pagine avevamo sostenuto. Ti aspetteresti una persona adulta a parlarti di certe cose e  invece  ti accorgi che Valerio ha solo 18 anni e tanta voglia di cambiare le cose e di lottare per la sua terra; lui vive a Giugliano e ci racconta di vedere roghi quotidianamente o quasi, molto spesso basta affacciarsi alla finestra per avvistare fumi neri e sentire l’odore pungente caratteristico dei materiali tossici dati alle fiamme. I roghi non temono niente e nessuno, nemmeno le luci del giorno riescono a fermare lo scempio che tocca l’apice di notte, con la complicità del buio,

“Ci tengo a dire che qui si brucia 24 ore su 24 e nessuno controlla! E poi i 100 militari mandati dallo stato sono troppo pochi per controllare un territorio grande come la Campania!”: questo il suo sfogo, amaro, triste, disperato. Facciamo due chiacchiere, Valerio è convinto addirittura che dal decreto a oggi la situazione appare peggiorata: ci sono la media di 20 roghi al giorno in tutta la Campania, specialmente nella periferia tra Napoli e Caserta, in paesi come Giugliano, Afragola, Caivano, Acerra, Casaluce, Terzigno, Qualiano, Villa Literno, Nola. Lì ormai l’aria è quasi costantemente irrespirabile, la gente è esasperata: le malattie respiratorie e i tumori aumentano senza tregua eppure nessuno fa nulla. I cittadini cercano di collaborare con le autorità, denunciano, segnalano i roghi, ma pochissime volte si interviene, lo stato è assente, è altrove, non sappiamo dove ma sicuramente molto lontano da qui.

Valerio racconta di gente sconfortata, disperata; molti vorrebbero andar via ma non possono, altri vedono i propri cari ammalarsi e sono totalmente impotenti, abbandonati a sé stessi da istituzioni che se ne lavano le mani col contentino di un decreto assolutamente inadeguato, per non dire ridicolo. “Una cosa però è certa – ci dice – la gente sta cambiando:  tutti hanno capito la gravità della situazione e per questo sono molto più attenti a denunciare, anche se, il più delle volte, inutilmente”. Questo l’unico dato positivo della faccenda, la presa di coscienza della popolazione e in particolare dei giovani, confermata dalle migliaia di denunce, sebbene ci sia chi continua a chiamarci complici, conniventi, camorristi… la gente no, non ci sta più, si ribella, tenta di invertire la rotta, manda segnali di risveglio che restano però inascoltati.

L’ italia ha altre priorità, lo sappiamo bene, ce lo dimostrano ogni giorno da oltre un secolo e mezzo, e poi ora c’è l’Expo di Milano, quei fondi potevano, anzi dovevano essere investiti per bonificare la terra dei fuochi, ma no, non qui, non in italia: fossimo stati in un paese civile sarebbe stata questa la priorità assoluta, fossimo stati un paese normale non avremmo visto mai nemmeno le cose che vi stiamo per mostrare in foto, mai.

“Da grande vorrei fare l’allenatore di calcio, sto prendendo il patentino: il calcio è la mia grande passione ma spero soprattutto che la situazione qui possa cambiare al più presto, che la smettano con tutti questi roghi che ci avvelenano ogni giorno, vogliamo aria pulita, è un nostro diritto!” Valerio sa bene che da queste parti è difficile pure sognarlo un futuro, ti svegli la mattina con quell’odore insopportabile nel cervello e manco sai se arriverai al prossimo Natale…

Ma intanto se nasci qui ti tocca combattere contro tutto e tutti, sai di non poterti arrendere, sai di aver diritto al futuro, che sia quello di allenatore di calcio o qualsiasi altro tu voglia, ma sai anche che te lo dovrai conquistare e che costerà fatica, tanta. Con la faccia pulita come quella di Valerio, con gli occhi lucidi al tempo stesso per la rabbia e la speranza: è così che sono i nostri giovani oggi, quelli che non tacciono più, che non temono più, quelli che pretendono giustizia e chiedono, a gran voce, di essere ascoltati; ragazzi normali, o forse speciali, sicuramente consapevoli… e  questa è già  una bellissima vittoria. Noi li abbiamo ascoltati e diffonderemo il loro appello affinché l’emergenza della terra dei fuochi  non cada nel dimenticatoio- come troppo spesso accade per ciò che riguarda le nostre zone – e per questo li ringraziamo tutti, uno ad uno, per le foto scattate, attraverso le quali denunciano l’allucinante situazione in cui sono costretti a vivere, foto alle quali, davvero, non serve aggiungere altro, purtroppo.

Grazie a Valerio Manzo che ha raccolto per noi queste foto e grazie a tutti quelli che le hanno scattate e continueranno a farlo per non darla vinta a loro, per amore della nostra terra e in difesa di essa, sempre. Grazie.

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Giugno 2014 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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