martedì 21 gennaio 2020
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TERZA MUNICIPALITA’

Tra munnezza (anche sotto casa di Totò) e trasporti scadenti: i disagi che non fanno notizia

Attualità | 5 Gennaio 2020

Ieri il parco di via lieti a Capodimonte risultava chiuso per “controlli tecnici”: non mi spiego in cosa consistono dato che allerte meteo non ne ho viste, soprattutto in queste giornate.

I lavori sui campetti, sono rappresentati da una semplice delimitazione dello spazio di lavoro. Gli alberi non ne parliamo proprio: a nessuno frega durante tutto l’anno.

Insomma, si faceva prima a dire che ci sta il ponte della befana e siccome la scuola che sta lì dentro è chiusa, tanto vale chiudere tutto.

Non è l’unico disagio di questi tempi: gli autobus sono letteralmente dimezzati, per giungere in centro o vai a piedi o minimo minimo biosgna calcolare 1 ora di tratta (parliamo di un pezzo di municipalità centrale per la città e non solo per la presenza del bosco, ma perché rappresenta lo sbocco su varie arterie della città e un tratto necessario per chi viene dalle periferie).

La metropolitana del Frullone, poi, è la cosa meno raggiungibile del mondo: per affrontare questo cammino bisogna munirsi di pazienza, di scarpe ben chiuse perché la strada che unisce via San Rocco alla stazione è tipo un percorso ad ostacoli fatto di macchine, munnezza motorini, scarti elettronici domestici. Insomma un tour targato “sì periferico nella tua città”

In prossimità di ogni fermata abbiamo ben 3 cassonetti grandi. Giustamente la gente povera, come noi, che rappresenta un problema per la società merita di aspettare un bus fantasma nel posto più adatto alla condizione sociale… Nella munnezza.

Si, perché dovete sapere che a Capodimonte la munnezza si raccoglie tutti i giorni solo in prossimità delle entrate del bosco. Via miano, via nuova San Rocco, tutti i civici adiacenti e dove si fa la raccolta porta a porta devono essere sepolti dalla munnezza stessa secondo un’ordinanza del comune di Napoli. L’avete letta?

Però, devo dire che in questa bellissima città che mi ha adottata 14 anni fa e nel quartiere in cui vivo da ben 7 anni la cosa più importante, più attrattiva e più meritevole di attenzione è sicuramente la quantità di bus turistici parcheggiati sui marciapiedi dove noi divremmo camminare o aspettare gli autobus. Ma sinceramente va bene così: a chi non piace osservare all’orizzonte la bellezza di un bus 52 posti super attrezzato!?

Ma stiamo calmi, stiamo molto calmi: qualcuno ci salverà. Qualche presidente di municipalità, qualche consigliere amico, qualche direttore di qualcosa o soprintendente…o la lotta, quella cosa misteriosa a cui ormai nessuno crede se non è fatta di evocazioni perché evocare è meglio che fare…

Sono sicura che in altre municipalità non se la passano meglio ma non capisco come non si riesce a mettere insieme tutto questo malessere in qualcosa di duraturo.

Non credo che il problema sia l’idea di città da mettere in campo (su questo si lavora da anni e in diversi modi ), ma forse lo è la non costanza sulle piccole cose che vengono sempre sacrificate in nome di qualcosa di più visibile, più vantaggioso… e lo dico come occupante casa che da anni prova a fare comunità e si è dovuta arrendere di fronte a tutto ciò…

Perché succede che se non sei visibile, non sei credibile e se non sei credibile non sei attuale e se un progetto non è attuale non ha più motivo di esistere.
Perché solo se si vede sembra vero….

Delle volte guardare indietro non vuol dire guardare al fallimento, ma portare avanti ciò che nella corsa hai lasciato dietro..

È vero, nel sud Italia abbiamo un problema di discriminazione economica e sociale però l’una si combatte con la lotta e un programma condiviso, l’altra con la cura delle relazioni…

Da un pezzo della terza municipalità è tutto.

Michela Antonucci

Nell’immagine scattata poche ore fa, la munnezza sotto la casa dove è nato Totò, in via Santa Maria Antesaecula… indecente!

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 5 Gennaio 2020

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