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Tessere d’Infinito: a Qualiano l’opera di Rupnik

Arte | 23 Dicembre 2016


La bellezza non nasce mai per caso. Il risultato di un’armonica composizione di elementi. Un concetto estremamente ampio, sconfinato, che non si lascia ingabbiare nemmeno dalla finitezza delle parole.

E’ il caso di Qualiano che da dicembre dell’anno scorso può vantare la presenza di una vera e propria opera d’arte di inestimabile valore artistico e culturale, realizzata da un’artista di fama internazionale.

Un mosaico come quello recentemente realizzato sull’enorme parete dell’abside della parrocchia Maria SS. Immacolata in Qualiano, dal mosaicista cattolico Marko Ivan Rupnik.

Un indefinito numero di tasselli che, solo insieme, diventano capaci di catturare e coinvolgere i sensi dell’osservatore che, stupito, non può far altro che restare a guardare, godendo la sensazione che si prova quando l’anima si lascia accarezzare.

Il mosaico ripercorre tutta la storia della salvezza: dalla vicenda di Adamo ed Eva alla discesa di Gesù negli inferi. Dall’annunciazione alla crocifissione. Imponente la rappresentazione del banchetto che occupa tutta la sezione centrale, simbolo di quella mensa a cui, secondo la fede cristiana, siederanno i giusti.

In basso, due immagini che mostrano al credente le vie per raggiungere la salvezza eterna: da un lato una delle opere di misericordia; dall’altro l’esperienza del perdono, raccontata attraverso l’episodio di Gesù che salva e non condanna la donna adultera che stava per essere lapidata.

Significativo, inoltre, l’utilizzo di specifici materiali e determinati colori.

Il mosaico è composto da tessere irregolari che donano movimento all’opera così da esprimere la relazione tra liturgia e storia, tra il tempo della storia e quello della salvezza eterna. Predominanti i colori blu e rosso con i quali, già i cristiani dei primi secoli, designavano rispettivamente la divinità e l’umanità dei personaggi sacri.

Diventa quasi un dovere morale, allora, cogliere la possibilità di visitare questa straordinaria opera, ancora sconosciuta. Un respiro d’eterna bellezza, capace di rigenerare.

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 23 Dicembre 2016 e modificato l'ultima volta il 23 Dicembre 2016

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