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THE WALL

In vico Totò ai Quartieri con il nipote di Nino Taranto (immortalato da Luca Carnevale)

Identità | 1 Settembre 2019

L’indimenticabile Nino Taranto è tornato a fianco a Totò di cui è stato spalla indimenticabile. Ieri ad omaggiarlo trasformandolo in Human Hero nelle sembianze di Flash Gordon è stato di nuovo Luca Carnevale, all’opera per la seconda volta – suo anche il Totò Superman (e anche per questo suggerimento a Gianni Simioli: diamoglielo questo San Gennaro Day!) – a via Portacarrese a Montecalvario, dove sono già stati realizzati i murales dei giovani artisti Ozon, Sdu, Brasiliano, Gennaro Fioretti, Damon, Massi Elle, Michele Wuck e Giacomo Barone, autore di un Totò molto particolare, fatto anche col poliuretano espanso. Ieri in azione anche Carlo Formisano, con un Totò a colori meraviglioso.

L’avventura nata dal basso, la cui narrazione è stata affidata dagli scugnizzi a colei che scrive – onoratissima di potervi narrare ogni tappa – e che giorno dopo giorno prende forma e forme sempre diverse, continua in maniera fluida lasciando senza parole anche chi viene a fare un giro da queste parti.

Ieri è toccato al professor Francesco De Blasio: non uno qualsiasi, ma il nipote di Nino Taranto. E’ venuto, con la garbatissima moglie e con l’addetto stampa della Fondazione Nino Taranto, Giuseppe Giorgio: Fondazione che dai primi anni 90 tutela e promuove la memoria di Nino Taranto. Ma qui Francesco – come subito si fa chiamare dagli scugnizzi che lo portano in giro per il vico – torna a essere solo il nipote del grande artista e ci parla del nonno, ci racconta di storie della Napoli di un tempo, dell’amore del nonno per la città. Nel segno della memoria, insomma, anche questa giornata. E prossimamente l’idea è di fare la stessa cosa con Peppino.

Comunque anche stavolta la partecipazione dei quartierani è stata ampia: sono arrivati a fiumi per farsi immortalare davanti al murale di Luca, insieme al nipote di Nino Taranto. E gli scugnizzi hanno voluto che Nino fosse ricordato anche con una targa in forex che chi scrive ha personalmente consegnato al nipote di Taranto.

Lui, Francesco, sale sulla scaletta e bacia la bella immagine di Luca che riproduce suo nonno. Attacca la targa con il silicone (“sulle mura di questa città a Nino Taranto e alla sua napoletanità”) e regala un libro sul nonno dedicandolo “agli scugnizzi di Napoli” e al loro amore…

Chiacchiera con tutti, sorride ed è contento: anche lui come Elena Anticoli de Curtis, che abbiamo portato qui nei giorni scorsi, ha compreso la purezza di questa iniziativa.

Che non ha padroni nè padrini, non ha “capetti” o gente che si spaccia per talent di artisti millantando poteri che non ha – in tanti stanno cercando di metterci il cappello – e che non ha appoggi economici nè istituzionali di nessun tipo dal momento i writers hanno lavorato gratuitamente, tutti.

Vico Totò che nasce solo dal cuore degli scugnizzi di Napoli, non solo quartierani ed è stata ideata e coordinata da Massimiliano Mantice con l’aiuto di Sasy Visone, Guido Savastano e altri ragazzi “visionari” di Napoli.

Fin dal mattino, dunque, Carnevale si è messo al lavoro per dedicare un’opera al geniale interprete di una Napoli senza tempo come Nino Taranto.  E poco più giù c’era all’opera Carlo Formisano. Una giornata nuova tra spray e colori, passione e amore nei Quartieri Spagnoli, sempre più affollati di turisti, di talenti e di passioni.

Nel tardo pomeriggio è arrivato anche Nicola Masuottolo che realizzerà la sua opera su carta la prossima settimana e che noi abbiamo visto – naturalmente – in anteprima… bellissima. Torneremo al solito nei prossimi giorni a raccontarvelo, e a raccontarvi le nuove opere che animeranno questo vico d’amore intitolato idealmente a Totò.

Lucilla Parlato

 

Gallery Sergio Guida-Lucilla Parlato

Le scorse puntate del racconto su Vico Totò:

Primo giorno vico Totò 

Secondo giorno vico Totò 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 1 Settembre 2019 e modificato l'ultima volta il 1 Settembre 2019

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