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TITOLI SENZA TITOLO

Caro “Libero”, salutaci i finti napoletani come Maniero che dell’antinapoletanità hanno fatto una bandiera

Sport | 8 Dicembre 2017

Settimana di fuoco passata, e il fuoco stavolta ci ha un po’ bruciati. La sconfitta con la Juve, della quale si è già detto. L’inter che conquista il primato della classifica, che và rispettata.Ognuno ha la sua strada per arrivare ad un obiettivo, l’inter percorre la sua e i risultati le stanno dando ragione. Non hanno giocatori qualunque, non hanno un allenatore qualunque.

Se per noi i 38 punti in 15 giornate sono il nostro record di sempre, anche per l’Inter questa è la loro miglior partenza in Serie A da quando la vittoria assegna 3  unti.
Bisogna tornare al 1950 per trovare una loro partenza analoga. Che per una squadra con il palmares dell’Inter è tutto dire.

E l’altro giorno ci è toccato salutare la Champions.
Chi vive la piazza partenopea sa bene che la delusione è relativa.Sa bene che l’impegno era vissuto più come un ostacolo alla corsa in campionato che altro. Ma le prestazioni non ci hanno confortato. 4 sconfitte nel girone sono francamente troppe, comunque siano venute. Accettiamo di non aver saputo dare il meglio, oppure che il meglio non è bastato.

Ma, nel dopo-Feyenoord, vince tutto “Libero”, che nello Sport titola “Napoli, salutame a soreta”. Nessuno pretende che la lingua Napoletana, pur se riconosciuta dell’Unesco, sia conosciuta anche dai giornalisti di tutta Italia. Ma se pensi di farci un titolo, magari cerchi su Google l’etimologia della frase, così magari la battuta ti riesce pure. Ma “salutame a soreta” , frase riferita a chi ha una bella sorella, spesso indicata come allusiva ad una tresca con la stessa, c’entra nel contesto quanto Libero con il giornalismo. Niente.

Non so se Fabrizio Biasin, il giornalista che ha firmato il pezzo (tra l’altro equilibrato) sia anche l’autore del titolo (spesso non è così). Ma anche per l’ironia serve competenza. Ma ad ogni modo sappia “Libero” che non ci offendiamo (anche per evitare che riesumino titoli come “Piagnisteo Napoletano” dei mesi scorsi).

Raffaele Viviani nella sua poesia “L’offesa” invitava, prima di reagire, a “pesare” l’autore della stessa. Se non era all’altezza di comprendere una replica, andava  gnorato, perché a punirlo era già stato il destino.

Noi, quelli di Libero, li abbiamo già pesati.

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L’Offesa (Raffaele Viviani)

Quanno si’ offeso, primma ‘e t”a vede’,
pesa ll’offesa e chillo ca t”a fa.
si è degno, ca st’offesa pò arriva’,
‘a scemo nun puo’ proprio rimmane’.

Faie buono a stabili’ ll’ommo chi è,
si tene comme a te na dignità:
ma si nun tene niente ‘a tutela’,
tu che ato lle vuo’ di’? ll’hê ‘a cumpate’.
Chillo è nu poverommo, nun capisce,
e passa ‘a vita soia dint’a n’inferno:
cchiù fa vede’ ch’è forte e cchiù subisce.

E comme tiene ‘o core d”o puni’
si l’ha punito tanto ‘o Pateterno?
Dalle ragione e dille sempe sì.

Salutame a soreta/2° Atto

Libero non ci sta. Al vento di critiche sollevatesi da Napoli per l’infelice titolo di ieri a capo dell’articolo dell’incolpevole Biasin, replica con: “Sceneggiata: Brucia più il titolo di Libero della sconfitta del Napoli….non è colpa nostra se sono usciti dalla Champions, perdendo anche 25 milioni”.

Per l’arringa difensiva al “Salutame a soreta” Libero si affida al giornalista Mattias Mainiero.
Che subito ci tiene a precisare di essere Napoletano. E dice: “ A Napoli (per quel titolo) è scoppiato il putiferio…nessuno che gradisca…Gesù mio, solo per un titolo che voleva essere solo ironico (ironia riuscita quanto il rigore di Pellè alla Germania)…calma ragazzi. Da Napoletano a napoletani infuriati, ma mica è un reato di lesa maestà? Mica è un attacco ad una squadra italiana? Mica è gioia perché gli azzurri sono stati sconfitti?” E poi via a citare Totò e Scarpetta per spiegare (a noi) che il detto ha perso la valenza offensiva ed è diventato ironia amara, sarcasmo (sul fatto che però non c’entrasse una mazza con l’articolo nessuna parola).
E ancora: “ Avremmo voluto vedere gli azzurri vincitori…l’ironia serve a diluire la delusione” e a Rino Cesarano (Radio Kiss Kiss) che si è unito al coro dei contestatori, replica: “ Ma tu veramente fai?… ccà nisciun è fess….attaccare Libero è anche un modo per farsi pubblicità”.

Perfetto Mattias. Mi hai convinto.
Siamo sempre i soliti piagnoni e voi professionisti col tesserino in tasca. Sapete quel che scrivete, mica come noi.
Del resto, sei Napoletano. E se ce lo dice un partenopeo c’è da fidarsi.
E che partenopeo.

Perché sei sempre tu, giusto, che a un lettore che commentava una truffa di un cassiere di un supermercato di Bergamo e la associava, senza logica, nesso o motivo “all’inventiva Napoletana” replicavi elencando i sistemi di evasione del fisco a Napoli, chiosando “Questa è Napoli: truffa, recita, compiacimento per l’imbroglio”. Solo che la truffa era a Bergamo. Ma il titolo del tuo articolo era. “E Napoli inventò l’accompagnatore fiscale”
http://www.liberoquotidiano.it/news/a-tu-per-tu-di-mattias-mainiero/962779/e-napoli-invento-laccompagnatore-fiscale.html

Sei sempre tu che quando il Sun inserì Napoli tra le 10 città più pericolose al mondo suscitando l’ilarità generale tanto da convincere il tabloid inglese a retrocedere e rettificare l’articolo scusandosi, scrivesti: “ Purtroppo è tragicamente vero…Vedi Napoli e poi davvero rischi di morire….Amici Napoletani fatevene una ragione, se ci chiamano asini più d’uno, è il caso di comprarsi una soma….Napoli è una città polveriera….”
https://www.pressreader.com/italy/libero/20170719/281479276468265

Sei sempre tu che rispondendo a un lettore che si dichiarava favorevole all’autonomia di Lombardia e Veneto, rispondevi : “ Qualche giorno fa sono stato a Napoli…una città devastata…che non può accogliere degnamente i turisti” – “ Il Sud è il Sud, bello ma con un grave probema: amministrato da troppi meridionali..superficiali e incompetenti”. Il titolo dell’articolo era: “ Il male del sud: amministrato da meridionali”.
https://www.pressreader.com/italy/libero/20171016/281921658275387

Tutto bene Mattias. Ti saluteremo le nostre sorelle e rideremo per tutte le feste di Natale per la sagace ironia dei vostri titoli degni del miglior Totò.
Ma risparmiaci almeno la patente di Napoletano. Per quella non basta la città di nascita su un documento.

Ed anche la storia che attaccare Libero è un modo per farsi pubblicità.

In fondo l’hai detto tu. “Ccà nisciun è fess”.

Maurizio Zaccone

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 8 Dicembre 2017 e modificato l'ultima volta il 8 Dicembre 2017

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