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Beni occupati, la Appendino come de Magistris: Cavallerizza reale verso delibera di assegnazione ai cittadini

Attualità, Beni Culturali, Cultura, Teatro | 13 Dicembre 2016
 cavallerizza-reale

Vedi Napoli e poi copia. Il sindaco M5s di Torino, Chiara Appendino, s’è rivolto ai collaboratori di Luigi de Magistris per la gestione di uno storico complesso che il Comune vorrebbe assegnare ai cittadini che lo occupano da circa due anni.

La stessa cosa che il primo cittadino del capoluogo campano ha fatto, in passato, con un altro stabile. Il bene in questione è la Cavallerizza reale, un immobile monumentale che risale al 1740 e che si trova nel centro di Torino. Il complesso, patrimonio dell’Unesco, era in stato di abbandono e degrado quando, nel 2014, un gruppo di compagnie teatrali ha lanciato un appello per salvarlo.

Da allora, lo stabile è occupato da artisti, militanti dei centri sociali e semplici cittadini che, al suo interno, organizzano spettacoli e iniziative culturali dando vita a un collettivo denominatosi poi Assemblea Cavallerizza 14:45 (dall’orologio fermo sulla facciata) che ha riaperto questo luogo, fino a dieci anni fa sede del Teatro Stabile di Torino, ma oggi quasi sconosciuto ai torinesi alla cittadinanza, per poterlo godere e conoscere. 

Nel 2009 il Comune, con il bilancio paurosamente in passivo per gli enormi debiti lasciati dalla precedente amministrazione (pur sempre PD), decide di vendere la Cavallerizza alla CCT (Società di Cartolarizzazione della Città di Torino), società di cui il Comune stesso è socio unico. Questo abile gioco, da un lato, sanifica il bilancio comunale, dall’altro, apri l’ennesimo debito con Intesa San Paolo.

L’imperativo, dal 2009 ad oggi, è stato quindi vendere, ad ogni costo, a qualsiasi prezzo, a qualsiasi privato. Diverse delibere vengono approvate per azzerare le tutele a cui il complesso è sottoposto e per renderlo così più appetibile agli investitori. Le idee sono molte e sempre le stesse: appartamenti di lusso, negozi, alberghi.

Ora, la giunta Appendino, Movimento 5 stelle, vorrebbe darlo ufficialmente in gestione agli occupanti seguendo il modello dell’ex asilo Filangieri di Napoli, cui de Magistris ha attribuito il cosiddetto uso civico. L’asilo, ex sede del Forum delle Culture, dal 2012 è uno spazio aperto di gestione condivisa e partecipata dedicato alla cultura. «Una diversa fruizione di un bene pubblico», si legge sul sito internet, «non più basata sull’assegnazione a un determinato soggetto privato, ma aperto a tutti quei soggetti che lavorano nel campo dell’arte, della cultura e dello spettacolo che, in maniera partecipata e trasparente, attraverso un’assemblea pubblica, condividono i progetti e coabitano gli spazi».

A maggio 2016 inizia un nuova percorso in Cavallerizza, tutte le domeniche tavoli di lavoro “INCONTRA, IMMAGINA, PROGETTA”, per proseguire con le trasformazioni, e poi il grupo Arti Visive ha innaugurato il 13 maggio HERE (fino al 22 maggio), un esposizione di arte contemporanea con 200 artisti sui tre piani, ripuliti e sistemati per l’occasione. Un evento che sta avendo un successo enorme e che ha portato centinaia di visitatori.   E dal 23 un altro gruppo quello di Musica presenterà il suo progetto.

Oggi la Cavallerizza non è più solo un luogo aperto, ma anche un incubatore di idee e progetti a cui tutti possono partecipare e contribuire con le loro idee.

Da poco Assemblea Cavallerizza si è dotata di un nuovo strumento di lotta a difesa della Cavallerizza, un’associazione SalVIAMO Cavallerizza a cui tutti possono liberamente associarsi. (trovate sul sito maggiori informazioni e lo statuto http://www.cavallerizzareale.org).

Adesso si studia la delibera sul modello Napoli per assegnare al collettivo lo spazio e la sua gestione.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Dicembre 2016 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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