venerdì 22 novembre 2019
Logo Identità Insorgenti

TORRE ANNUNZIATA

Lo spolettificio diventa set de “L’amica geniale”. Ma la sua storia è lunga cinque secoli

Cinema | 31 Agosto 2019

Lunedì prossimo lo Spolettificio diventerà set fotografico per la fiction della Rai “L’Amica Geniale”. Torre Annunziata ospiterà così una piccola parte della seconda stagione della serie tratta dal romanzo omonimo scritto da Elena Ferrante trasformando lo storico luogo nel Salumificio Soccavo.

La Real Fabbrica d’Armi avrà le sembianze di una fabbrica di salumi del dopoguerra. La troupe de “L’ Amica Geniale”,  ha già fatto tappa a Torre Annunziata, al pastificio Setaro.

In vista delle riprese è stata emessa un’ordinanza da parte del comando di polizia municipale.

A partire dalle 10 di domenica fino alle 20 di lunedì è stato istituito il divieto di sosta, con rimozione forzata, in corso Vittorio Emanuele II, vico Operai, via Paolo Boselli e Largo Fabbrica d’Armi.

Lo stesso lunedì, dalle 7 alle 20, ci sarà anche il divieto di circolazione.

La storia dello Spolettificio

La storia risale dello Spolettificio al secolo XVII: la fondazione della Reale Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata trae la propria origine dai moti rivoluzionari iniziati il 7 luglio 1647 e capeggiati da Masaniello. Una volta domata la rivolta, il governo vicereale spagnolo si rese conto che la presenza di una polveriera nella cerchia urbana di Napoli era potenzialmente fonte di pericoli. Per questo motivo, si decise di spostare la fabbricazione delle armi e la produzione di polvere da sparo al di fuori della cerchia urbana, e precisamente nella cittadina vesuviana di Torre Annunziata.

La scelta del luogo fu anche condizionata dalla presenza del Fosso del Conte, un canale idraulico che traeva l’acqua dal vicino fiume Sarno e a partire dal quale fu realizzata una rete di canali ad esclusivo uso dell’opificio. La costruzione della fabbrica fu iniziata nel 1652, sotto la reggenza vicereale di Iñigo Vélez de Guevara, allora vicerè di Napoli che fece avviare su questo territorio la costruzione di una  “fabbrica di polvere di cannone”, in seguito denominata “Real Polveriera”.

Con l’avvento dei Borbone di Napoli, il luogo ricevette immediata attenzione da parte di Carlo di Borbone, il quale aveva tra i propri obiettivi quello di rendere indipendente militarmente il reame di recente acquisizione. Nel 1757, dunque, egli diede mandato all’architetto Francesco Sabatini di procedere alla ristrutturazione ed all’allargamento del vecchio opificio. La realizzazione dei lavori fu effettuata su disegni di Luigi Vanvitelli e completata, con alcune modifiche rispetto all’impianto originale, da Ferdinando Fuga. La Reale Fabbrica iniziò le proprie attività nel 1761 sotto la supervisione di ufficiali dell’Esercito delle Due Sicilie, ed il primo comandante fu il tenente colonnello Luca Ricci.

Le operazioni della Real Fabbrica avvenivano di conserva con quelle del Polo siderurgico di Mongiana e delle Ferriere Fieramosca, le quali fornivano le materie prime ed i semilavorati necessari alla fabbricazione delle armi; e si inseriva nel più ampio complesso militare-industriale del Regno delle Due Sicilie, che comprendeva le Officine di Pietrarsa, la Fabbrica di Piastre da Fucile del Reale Albergo dei Poveri di Napoli, il Regio Opificio di Canne Militari di Poggioreale, la Regia Officina de’ Piastrinai di Lancusi, la Reale Armeria Privata di Sua Maestà, l’Arsenale di Napoli ed il Regio Arsenale di Palermo. Accanto alle fabbriche di armi, esistevano inoltre numerosi laboratori pirotecnici, tra cui si ricordano il Laboratorio pirotecnico di Castel Nuovo, il Laboratorio pirotecnico di Capua, e quelli siti a Gaeta, Pescara e Posillipo.

Nel corso della propria attività, l’opificio è stato teatro di diversi incidenti, ed in particolare di due esplosioni nel 1851 e 1856, rispettivamente. A seguito di questi eventi, Ferdinando II di Borbone decise nel 1857 di spostare la sede della polveriera da Torre Annunziata a Scafati.

Con l’avvento del Regno d’Italia la fabbrica fu progressivamente declassata, passando sotto l’amministrazione del Regio Esercito prima e dell’Esercito Italiano poi. Nel 1901 la produzione di armi da fuoco cessò completamente.

Risale ai primi moti italiani la ristrutturazione che portò lo stabilimento a produrre spolette e proiettili. La produzione si intensificò in maniera tale da raggiungere il suo momento topico durante la 1^ guerra mondiale quando il personale impiegato nella produzione superò le 3.000 unità. I suoi ultimi anni come stabilimento militare l’hanno vista assumere nel luglio 1977 la denominazione di “Stabilimento militare del munizionamento terrestre – Divisione spolette”; e nel 1984 quella di “Stabilimento militare Spolette”. Attualmente è gestita dall’ Agenzia industrie difesa come autodemolizione automezzi dell’Esercito Italiano e forze armate in genere. Successivamente nel 2001, due decreti ministeriali sancirono il trasferimento della gestione dalla Direzione Generale Armamenti Terrestri all’Agenzia Industrie Difesa.

Storicamente interessante è la “sala delle armi” all’interno dello stabilimento. Un museo nel quale è custodita la memoria di quello che è stato l’ingegno umano, la produzione e la tecnologia che hanno preceduto gli attuali sistemi di armamento e i suoi metodi di costruzione.

Ora nella storia lunga cinque secoli dello Spolettificio ci sarà un capitolo anche sulla fiction di Elena Ferrante. Il set è stato aperto grazie alla disponibilità dell’agenzia Industria Difesa, alla direzione dello Spolettificio e al comandante Berardo Sabatino.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 31 Agosto 2019 e modificato l'ultima volta il 31 Agosto 2019

Articoli correlati

Cinema | 10 Novembre 2019

IL PREMIO

Selfie, il film sui ragazzi di Rione Traiano, candidato agli Efa come miglior docu

Cinema | 1 Novembre 2019

LA RASSEGNA

Accordi e disaccordi: 86 cortometraggi e docu al Pan a ingresso gratuito

Cinema | 29 Ottobre 2019

LA RASSEGNA

A L’Asilo il Cinema Civile Meridionale: sei film che raccontano il sud e incontro con i registi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi