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TRACCE ANTICHISSIME

Una sacerdotessa di Demetra fra i pastori di San Gregorio Armeno

Cultura | 12 Aprile 2020

Fra le leggende sull’origine della pastiera ve ne è una che ne fa risalire l’uso (in una versione più antica) ai riti propiziatori per la dea Demetra (Cerere nella mitologia romana).  Il culto di Demetra richiama quello di un’antichissima divinità materna della Terra ed i suoi attributi erano, come ricorda la Treccani, le spighe di grano, il narciso ed il papavero (simboleggianti fecondità), nonché il serpente (simbolo di terra e resurrezione), la fiaccola, il cestello di spighe e frutta.   Il passo per collegare i simboli della dea agli ingredienti della pastiera è breve.  E’ interessante però soffermarsi non tanto sulle leggende ma sulle tracce ancora visibili in città del culto dell’antichissima dea.   Il tempio di Demetra/Cerere si trovava a San Gregorio Armeno ed ancora oggi, nascosta fra le botteghe presepiali e le bancarelle di paccottiglia, c’è una testimonianza di quasi 2000 anni fa sotto gli occhi di tutti, residenti e turisti.

Ricorda infatti Bartolomeo Capasso (Napoli greco-romana, 1905) che il tempio corrispondeva all’odierna chiesa di San Gregorio Armeno ed a esso apparteneva il bassorilievo murato sotto l’arco della torre di San Gregorio Armeno, rappresentante una canefora con la fiaccola e un canestro.

Una sacerdotessa di Demetra si nasconde quindi fra i presepi di San Gregorio Armeno.  Lo fa in modo discreto, rispettosa del suo ruolo di canefora ed in alcuni momenti dell’anno, idealmente, al posto di sorreggere il canestro con all’interno le offerte per la dea, porta su di sé interi presepi della tradizione partenopea.

Della canefora c’è ampia traccia in rete da quando, alcuni anni fa fu di fatto “riscoperta” ed indicata agli interno di libri e guide della Napoli più antica, anche se è ignota alla maggioranza dei napoletani:  salendo per San Gregorio Armeno, sulla destra, immediatamente prima del campanile, vi è il bassorilievo che rappresenta la canefora, sacerdotessa di Demetra/Cerere, parte probabilmente di uno più ampio che doveva raffigurare l’intera processione verso il tempo della dea, sorella di Zeus.  Per chi voglia ammirarlo,una volta che si potrà nuovamente camminare in strada, conviene cercarlo in orari in cui i negozi sono chiusi, in quanto spesso il bassorilievo è protetto/nascosto dagli espositori dei presepi di un artigiano della zona.

 

 

 

Un articolo di Fabrizio Reale pubblicato il 12 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 13 Aprile 2020

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