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TRADIZIONI IDENTITARIE

A Rutigliano la festa del fischietto di terracotta, gara di bravura tra gli artigiani del Sud

DueSicilieOggi, Identità | 15 Gennaio 2014
fischietti rutigliano

 

Da domani come ogni anno a Rutigliano, città d’arte adagiata sui primi colli della Murgia barese, si apre la magica Fiera dei Fischietti, dove artigiani maestri del fischietto di terracotta aprono ufficialmente, in occasione di Sant’Antonio Abate, le festività carnevalesche. Un evento che mette in mostra tutta la bravura e la fantasia degli artigiani pugliesi, maestri del fischietto in terracotta.

Da Venerdì 17 a Domenica 19 nella Pineta Comunale, con replica Sabato 25 e Domenica 26 Gennaio nel Borgo Antico, si rinnova dunque l’appuntamento con la tradizionale kermesse d’inizio anno: la Fiera del Fischietto in Terracotta, unica nel suo genere in Italia.

A Rutigliano il fischietto è storia, identità, è sacro e profano: è un simbolo propiziatore di fertilità. Ecco perché durante la festa ogni fidanzato regala alla sua amata un piccolo fischietto a forma di galletto simbolo di virilità che nella notte dei tempi rincuorava gli uomini annunciando che il sole sarebbe riapparso..

Il fischietto è forse il primo giocattolo sonoro dell’antichità, lo si trova nelle civiltà più remote, ed infatti piccoli fischietti di argilla sono stati ritrovati in tombe di bambini di epoca greca. I fischietti in terracotta, prodotti in tutte le parti del mondo, sia con finalità ludica che apotropaica, rappresentano un valido contributo alla conoscenza di importanti aspetti culturali delle civiltà del passato di ogni continente.

Il fischio più famoso di Rutigliano è il Galletto, come abbiamo detto, ed è riprodotto nelle diverse forme, da quelle canoniche e naturaliste a quelle stilizzate o iperrealiste ma tutte caratterizzate da un corpo panciuto e da un’esuberante policromia delle piume.

Ma i fischietti di Rutigliano, prodotti artigianali realizzati in terracotta e dipinti rigorosamente a mano con vivacissimi colori, sono – per una larga parte di produzione – un po’ come i pastori di San Gregorio Armeno, a Napoli: rappresentano, in forma caricaturale, personaggi famosi e situazioni buffe tratte dalla vita quotidiana, il politico, l’esattore delle tasse, il carabiniere, l’ecclesiastico ubriaco.

Oggi il fischietto rappresenta una parte significativa della produzione di ceramiche popolari pugliesi. Sono numerosi i laboratori artigiani che con abilità e passione modellano l’impasto di argilla per dare vita ai fischietti dalle forme bizzarre e colori vivaci combinando, con maestria, gioco e tradizione, sacro e profano e consentendo che oltre la forma e i colori, quasi per incanto, una corretta combinazione di vuoti, pieni e fori possa generare, con un lieve soffio, un magico fischio.

Ci duole solo osservare che, assolutamente non in tradizione con la storia del nostro Sud colonizzato, quest’anno a Rutigliano abbiano dedicato il concorso annuale al bicentenario dei carabinieri. Ma tant’è, la scelta del tema premio è di una commissione comunale, che del resto ha premiato in passato anche un’edizione con un fischietto dedicato alla “conquista” dell’unità.

A noi interessa invece l’aspetto tradizionale e identitario e la valorizzazione degli artigiani che in genere realizzano i fischietti, i vasai o i figurinai che usano una diversa tecnica di modellazione: a mano per i vasai, a stampo per i figurinai.

Il fischietto del vasaio è di forma più arcaica e fantasiosa, legata al mondo animale e smaltato con pochi colori, invece, quello dei figurinai è caratterizzato dalla figura umana e dipinto con molti colori.

Ci sono ad esempio i fischietti  realizzati da Altieri Trifone che rispecchiano la millenaria arte figula di Rugigliano, la cui produzione di manufatti in terracotta risale all’età magno-greca, e si lega alla natura stessa del territorio, particolarmente ricco di argilla. O ci sono quelli di Vito Moccia e Rosa Pagliarulo, vincitori di vari premi anche a Rutigliano, pluricolorati e caricaturali, sempre realizzati con materie prime del territorio. O quelli della cooperatica Terrecotte Rudiae, davvero straordinari nella loro precisione e bellezza.

Comunque uno spettacolo da non perdere, sponsorizzato tra l’altro dal pastificio Divella ( il Comune di Rutigliano, nel 2004, ha inaugurato il Museo dei Fischietti in Terracotta intitolato a Domenico Divella, pioniere dell’industria locale).
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La nascita del fischietto in terracotta, ha origini arcaiche, si narra di fischietti in terracotta in racconti mitologici del tempo in cui il dio Pan si aggirava ancora tra gli uomini, i fischietti in terracotta iniziarono la loro vita come strumenti magici, l’uomo dava la forma e lo rendeva vivo col suo alito così come fece il Creatore che da un pezzo d’ argilla diede forma agli uomini.

Fu così che i fischietti in terracotta assunsero forme di animali sacri o di divinità, i quali secondo la tradizione, proteggeva, consigliava, auspicava le sorti dell’uomo.
Si usava suonare un fischietto in ceramica intorno ai malati, per far ricordare loro le gesta impavide degli eroi così che potessero rallegrarsi nella sofferenza e ritrovare lo spirito combattivo per reagire ai loro mali.

Imitando il fischio del vento o il suono di una conchiglia soffiata, e vincendo grandi difficoltà, perché non è semplice far fischiare un oggetto che poi deve esser cotto, l’uomo si ispirò al mondo circostante e iniziò a produrre rudimenti. A Rutigliano, però, è un’arte che gli artigiani hanno imparato benissimo.

Gabriella Martini

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 15 Gennaio 2014 e modificato l'ultima volta il 15 Gennaio 2014

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