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TRADIZIONI IDENTITARIE

Abruzzo, a Spoltore “Lu fucarone” di Sant’Antonio (grazie ai volontari che ci lavorano)

Eventi, Identità | 14 Gennaio 2015

li cillitte di sant'antonio

Abiti tradizionali, benedizione di animali, distribuzione dei pani benedetti, la rappresentazione delle tentazioni. E’ il Sant’Antonio organizzato anche quest’anno a Spoltore, centro alle porte di Pescara, dall’associazione Fontevecchia, attiva nel recupero, tutela e diffusione delle tradizioni del mondo contadino. Un patrimonio che rischia di andare perso tra l’indifferenza della gente.

Quest’anno, come sempre, i volontari si sono messi al lavoro da oltre un mese per tagliare e ammucchiare rami, sterpi, rovi, frasche e canne secche: tutto materiale provenienti dagli orti e dai campi che serviranno a formare una piramide alta circa tre metri, rivestita di rami di lauro e che sarà incendiata nel giorno dedicato a Sant’Antonio Abate.

Tutto inizierà alle 17 quando alle finestre del piccolo borgo di Case Troiano di Spoltore (Pe) le donne delle otto famiglie rimaste esporranno le coperte tradizionali abruzzesi dai colori più diversi: verde e rosso, marrone e bianco, nero e rosso. Coperte in lana che vengono conservate come reliquie, ricevute dalle madri e dalle madri delle madri, con lana cardata dalle bisnonne e arrivata dalle pecore che si allevavano nel posto. Qualche minuto dopo la processione in abiti tradizionali abruzzesi con alla testa due donne: una con il quadro votivo di Sant’Antonio da posizionare sull’altare devozionale addobbato con foglie di alloro e arance, l’altra con un canestri di pani tondi con una croce sopra e l’effige del santo. Alle loro spalle le fiaccole e le torce di due degli ultimi stallieri che arriveranno a cavallo. Giunti nella piccola chiesetta del borgo, intitolata alla Ss. Trinità, si terrà la messa officiata, come vuole la tradizione del posto, da uno dei frati della Basilica della Madonna dei Sette Dolori di Pescara Colli.

Nel corso della cerimonia saranno benedetti i pani e, al termine gli animali che il popolo festante ha condotto con se. Subito dopo ci sarà l’evento più atteso da grandi e piccini: lu fucarone ovvero l’accensione di quel falò preparato con tanta cura da abitanti del posto e dai volontari dell’associazione Fontevecchia. Una vera e propria magia: da una parte le case del piccolo borgo, dall’altra la valle che separa questo pugno di case dalla città di Pescara con fiammate che arrivano a superare i dieci metri d’altezza. Tutti con il naso all’insù, grandi e piccini, per cercare di trovare qualche forma tra le fiamme e trarre indicazioni per la nuova stagione che è in arrivo.

E mentre il fuoco andrà scemando sarà la volta della sacra rappresentazione: le tentazioni del demonio a verso Sant’Antonio Abate, la lotta e la sconfitta del diavolo grazie anche all’intervento dell’arcangelo Michele. Tutto avverrà con il sottofondo di balli e canti della tradizione contadina e popolare abruzzese accompagnata dalla presenza di suonatori di “ddubbotte” il classico organetto che si usava nelle campagne per fare festa. Al termine, come tradizione insegna, distribuzione gratuita a tutti i partecipanti e presenti de “lu cumblimende” ovvero un piatto caldo a base di pasta e fagioli, vino rosso e “li cillitti” i tradizionali dolci della festa: tutto preparato e realizzato dalle donne del borgo. Info 331/6796820

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 14 Gennaio 2015 e modificato l'ultima volta il 14 Gennaio 2015

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