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TRADIZIONI IDENTITARIE

Candelora di Montevergine: a Colasurdo e Luxuria la cittadinanza onoraria di Ospedaletto d’Alpinolo

Identità | 31 Gennaio 2019

Il Comune di Ospedaletto d’Alpinolo, dove si venera la Madonna Nera di Montevergine, ha deciso di prendere posizione in tempi in cui ci vuole coraggio per farlo come “istituzione” Mentre ancora continuano le polemiche per la partecipazione di Vladimir Luxuria alla trasmissione Rai “Alla Lavagna”, e fa ancora discutere il titolo del giornale Libero, in provincia di Avellino, il Comune ha deciso che conferirà la cittadinanza onoraria a Vladimir Luxuria.

L’ex deputata dal 2001 partecipa ogni anno, in occasione della Candelora del 2 febbraio, al pellegrinaggio che richiama migliaia di persone e tante realtà del mondo LGBT. La scelta degli amministratori comunali è una provocazione sul terreno dei diritti civili e sull’onda delle polemiche innestate dalla trasmissione Rai e dalla prima pagina di Libero.

Tempo di Candelora: il comune da a Luxuria e Colasurdo la cittadinanza

Il consueto appuntamento di inizio del ciclo Mariano è alle porte. Finalmente la luce illuminerà il buio dell’inverno con il tepore delle candele: è tempo di Candelora. L’amministrazione comunale di Ospedaletto d’Alpinolo, in accordo con la comunità benedettina ed il museo Abbaziale, propone un programma in continuità con i percorsi scelti negli scorsi anni, rimarcando la distinzione tra la celebrazione dell’evento liturgico e ricorrenza folkloristica.

Per la prima volta la Candelora è entrata a far parte della misura relativa agli eventi di rilevanza nazionale ed internazionale finanziati dalla Regione Campania (Poc. 2014/2020 linea 1).

Momento topico di quest’anno, che si svolgerà “a valle” di tutto l’evento il giorno 1 febbraio alle ore 18:30 nella sala consiliare, sarà il Consiglio Comunale straordinario dedicato al conferimento della cittadinanza onoraria di due persone che rappresentano i due filoni di questa tradizionale festa: Marcello Colasurdo, cantore di Mamma Schiavona, pilastro delle “Jute” al Santuario, e Vladimir Luxuria, attivista, scrittrice, attrice, prima parlamentare trasngender di uno Stato Europeo e pellegrina devota alla Madonna di Montevergine.

La Juta dei femminielli

La tradizionale processione della Candelora la cosiddetta juta dei femminielli a Montevergine onora “Mamma Schiavona che tutto perdona”: la Juta del 2 febbraio segue la tradizionale Festa di Montevergine, un rito tra sacro e profano che si tiene a Settembre, un grande momento di preghiera, di sacrificio e pentimento. Un rito molto sentito anche a Napoli dove, fin dagli anni 50 del secolo scorso, partivano macchine agghindate di ghirlande di fiori dalle zone di Porta Capuana e piazza Ottocalli per la tradizionale juta settembrina a Montevergine.

I “Femminielli” festeggiano a Montevergine con la loro Juta seguendo un’antica tradizione che risale al Medioevo.

Si narra infatti che nel 1256 la Madonna, commossa dall’amore di due omosessuali, incatenati per punizione sul Monte Partenio e condannati a morire di freddo o sbranati dai lupi, li salvò riscaldandoli con la Sua luce.

Ma da anni la juta a Montevergine è un modo per tutti i Campani di onorare il rito di Mamma Schiavona e porta sul Partenio ed al Santuario di Montevergine tantissimi fedeli.

In virtù della leggenda su femminielli e Mamma Schiavona, qui, tra canti, balli e penitenze si ritrovano, da secoli, persone omosessuali e transessuali che si recano in pellegrinaggio dalla Madonna Nera venerata all’interno del Santuario per chiedere perdono dei propri peccati.

La Juta a Montevergine è una delle feste popolari più coinvolgenti, un momento di grande partecipazione popolare che, nei secoli, ha visto crescere il coinvolgimento di fedeli di “Mamma Schiavona” provenienti dalla provincia di Napoli, Salerno, Caserta, Benevento e dalla vicina Puglia.

A Montevergine fu custodita la Sacra sindone e le reliquie di San Gennaro.

Tra l’altro durante la Seconda guerra mondiale a Montevergine è stata custodita la Sacra Sindone. I Savoia, allora proprietari della Sindone, la affidarono al Vaticano per proteggerla dalla guerra. Ma nei secoli Montevergine ha ospitato anche le reliquie di San Gennaro.

La Madonna Nera, Mamma Schiavona

Nel celebre Santuario di Montevergine c’è un dipinto di una Madonna dal volto nero, chiamata affettuosamente dai suoi devoti, appunto, Mamma Schiavona. La raffigurazione della Vergine è un ex Voto. Un dono fatto dagli Angiò alla comunità di monaci che viveva nel Santuario. Sono stati proprio i monaci a coniare l’appellativo Mamma Schiavona. Questa caratteristica non faceva che avvicinare spiritualmente la Vergine ai fedeli. Mamma Schiavona con la faccia scura come i mori, così simile e vicina al popolo. Percepita come una ‘schiava’, un’oppressa,una donna del popolo. Chi meglio di lei può capire i mali e le sofferenze dei suoi fedeli? Questo la rende molto amata: quasi 2 milioni di pellegrini dalla Campania, dal Lazio e dalla Calabria, oltre a numerose comunità di cittadini dello Sri Lanka provenienti dal Napoletano, ogni anno giungono sul monte Partenio.

Mamma Schiavona venerata dalle vergini in cerca di marito

Tradizionalmente il pellegrinaggio era dedicato alle giovani donne in età da marito che si recavano dalla Vergine per chiederle la grazia. Era tradizione che le giovani donne portassero dei rami di ginestre. Lungo il pellegrinaggio le intrecciavano, sarebbero tornate l’anno successivo con il loro futuro marito per scioglierne i nodi.

La Candelora è rito di purificazione

Secondo una tradizione “la Candelora” è la festa che chiude il periodo natalizio, seconda un’altra credenza popolare è la giornata con la quale si può dire superato l’inverno.

La Candelora, che si celebra il 2 febbraio di ogni anno , ricorda il rito della purificazione che, nel rispetto della legge mosaica, anche la Vergine Maria eseguì quaranta giorni dopo aver partorito Gesù.

Il programma del 2019

1 febbraio 2019

ore 18.30 | Centro Sociale – Consiglio comunale straordinario conferimento della cittadinanza onoraria a Vladimir Luxuria e Marcello Colasurdo
ore 21.00 | Concerto per Lei di Marcello Colasurdo
ore 22.00 | Tammurriata Remix di Antonio Faiello l’Istrione Napoletano

2 febbraio 2019

ore 9.00 – 20.00 | Piazza Mercato Esibizioni spontanee delle paranze
ore 18.30 | Coccoi Pub Bar | Piazza Mercato Tombolata…Natale Finisce Qui!
se si parte con la navetta da Ospedaletto basta aggiungere solo 1€ al costo del trasporto (4€ + 1€) per visitare i tesori e le antiche testimonianze del Museo Abbaziale di Montevergine

L’autobus delle transessuali da Napoli

Come ogni anno gruppi di Femminelli si preparano per l’evento dell’anno à Juta è Montevergine. E anche quest’anno parte da Napoli l’autobus dell’Atn, Associazione Transessuale Napoli.  Per info sull’evento di Loredana Rossi, vicepresidente di Atn, e Samantha, cliccare sull’evento fb: https://www.facebook.com/events/525694881271297/

La Candelora, una storia nel mondo

Nel corso dei secoli la festa della luce, ossia della presentazione di Gesù al Tempio, ha assunto connotati folkloristici in diverse parti del mondo, dall’Oriente al Perù alla Francia.

Qui, in particolare, il 2 febbraio è celebrato come il giorno delle crepes, che in tutte le case vengono preparate dalle donne seguendo le tradizionali ricette delle diverse regioni.

Negli Stati Uniti ed in Canada il 2 febbraio è noto, invece, come il Giorno della Marmotta, secondo un’antica credenza popolare che vuole che proprio in tale data l’animale si sveglierebbe dal letargo per… sondare il clima.

In Italia la Candelora ha una forte valenza religiosa e pagana legata ai riti dedicati a Iside, anche se non mancano i momenti legati al folklore e alle credenze popolari, in particolare nel sud del Paese. In questi stessi giorni a Catania si svolge la festa di Sant’Agata, che appunto risale a riti pagani isidiani e che ha le candelore (in questo caso cerei votivi in legno e oro, dallo stile barocco, che girano per la città) tra i protagonisti.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 31 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 31 Gennaio 2019

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