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TRADIZIONI IDENTITARIE

Per San Luciano, Lusciano (Ce) in festa

Identità | 7 Gennaio 2019

Oggi festa a Lusciano, in provincia di Caserta, per onorare San Luciano. Un santo scomparso dai calendari, sostituito da san Raimondo, un predicatore di nobile famiglia. Ne sappiamo qualcosa noi che portiamo il nome del martire di Antiochia:  ci scambiamo gli auguri come se fossimo appartenenti ad una misteriosa setta. Proprio oggi, dopo la devozione resa al santo, gli abitanti potranno godersi la serata preparata dal comitato organizzatore della festa. Il cartellone prevede uno spettacolo di musica e prosa “Stasera al Varietà” nel salone parrocchiale, come nella migliore tradizione popolare, con gli attori e cantanti Natalia Cretella e Lello Pirone, il tenore Giacomo Mosca e, al pianoforte, Fabio Mirabelli. Al termine, identitari come non mai, l’immancabile estrazione del biglietto vincente di un cesto con prodotti tipici locali.

La reliquia del santo

Luciano di Antiochia a Lusciano, nell’antica Terra di Lavoro di origine romana poi dominio dei longobardi e successivamente di importanti famiglie tra cui i Caracciolo, viene festeggiato per ben tre volte nel corso dell’anno. La prima oggi, con celebrazioni in maggior parte religiose ed un programma civile che chiude anche le feste natalizie, in cui si venera il teschio del santo, giunto in paese da Roma nel 1666, a seguito del culto che da circa duecento anni gli si rendeva. Il cranio di San Luciano è arrivato grazie a  Giovan Battista d’Acquisto, cappellano segreto di papa Pio VII, il papa che rispose ai francesi che avevano invaso i suoi domini “Non possiamo. Non dobbiamo. Non vogliamo”, all’amico parroco don Francesco Antonio Maffei. La seconda festa si tiene il sei febbraio ed è popolarmente detta di San Luciano ‘o puveriello mentre, la terza si svolge nella terza domenica di settembre quando, alle cerimonie cattoliche del Caput S. Luciani si affianca una corposa parte profana con sfilata della statua del santo per le strade del paese, balli e canti del folklore. La reliquia è custodita in una teca nella chiesa dell’Assunta contribuendo a rendere il centro casertano il luogo più importante di venerazione che, da qui, si irradia ovunque.

Le tre feste

Interessante questa tripartizione della festa che rappresenta un unicum nel suo genere pur rimandando al numero cattolico per eccellenza: il tre della Trinità. Bisogna scavare a fondo nell’antropologia, negli usi e nei costumi per comprenderne il significato. Basti pensare che negli stessi giorni di gennaio, nell’antica Roma si festeggiava la Vica Pota, dea della vittoria e della conquista, così come a febbraio quei giorni erano dedicati a Fornace, la dea del forno dove si cuoce il pane, simbolo di vita grazie alla germinazione del grano seminato tra ottobre e novembre. La terza domenica di settembre, invece, corrisponde al periodo dedicato a Giove, divinità suprema della mitologia romana, ed era il periodo dedicato a fiere e mercati. Il culto di San Luciano, dunque, si inserisce perfettamente, così come nel resto d’Italia, in quel solco antico di culti agrari italici e preromani che il cristianesimo ha inglobato e sostituito.

Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 7 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 7 Gennaio 2019
#Lusciano  

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