domenica 15 settembre 2019
Logo Identità Insorgenti

TRADUZIONI NAPULITANE

I graffiti di Pompei parlano Napoletano con Carlo Avvisati

Beni Culturali, Lingua Napoletana | 29 Aprile 2018

Non molti sanno che gli scavi di Pompei ci hanno restituito, oltre alla città, le case e i famosi calchi, una spettacolare quantità di iscrizioni in latino parlato: delle vere e proprie scene di vita quotidiana, scritte in un latino piuttosto diverso da quello che siamo abituati a studiare a scuola. L’entità di tale ritrovamento passa tuttora sottotraccia nel sapere comune, e viene in genere trasmessa soltanto in una cerchia piuttosto limitata di studiosi e cultori della materia.
Finalmente arriva dalla soprintendenza di Pompei, diretta da Massimo Osanna, un tentativo di mettere in circolo i contenuti delle iscrizioni e dei graffiti pompeiani. Quale miglior modo per farlo, che tradurli in napoletano?
L’iniziativa nasce da un’idea del giornalista e scrittore Carlo Avvisati, accolta con entusiasmo dal soprintendente Osanna.
Sarà Avvisati a occuparsi della traduzione in napoletano dei graffiti pompeiani, che saranno pubblicati ogni 15 giorni sulla pagina Facebook della Soprintendenza. È già uscito il primo, una sorta di stuoino, ma in forma di mosaico, che saluta gli ospiti con un “Have”, tradotto in napoletano con: Salute a chi trase.

Molti dei lavori di Avvisati sono volti a riallacciare il mondo latino con il mondo napoletano, mostrandone la continuità. Di recente, infatti, ha pubblicato, sempre sul tema dell’eruzione del 79 d.C., una traduzione in napoletano delle due lettere di Plinio il Giovane a Tacito sulla morte di suo zio, Plinio il Vecchio durante la tragica eruzione.

“Ci sono, tra i graffiti in latino di Pompei, raccolti nel CIL (Corpus Inscriptionum Latinarum),” ci racconta Avvisati “tanti bozzetti di vita vissuta, di un presente congelato, che si prestano ad una traduzione vivace e inventiva. A volte ci sono addirittura dei simpatici botta e risposta! Un’immagine del tutto inaspettata della romanità; uno spaccato di vita, che può servire a far conoscere qualcosa di non sempre noto. È un aspetto della romanità conosciuto in passato solo da pochi eletti, in latino, o in un italiano aulico, che non rende la spontaneità, e spesso l’ironia o addirittura la scurrilità di tali messaggi. L’idea è di rendere questi interessanti contenuti accessibili ad un pubblico molto più vasto, che coinvolga i giovani, grazie alla vivacità del napoletano.”

Aspetteremo la settimana prossima, per scoprire quale messaggio ci sarà nella prossima iscrizione!

Teresa Apicella

Un articolo di Teresa Apicella pubblicato il 29 Aprile 2018 e modificato l'ultima volta il 29 Aprile 2018

Articoli correlati

Beni Culturali | 10 Settembre 2019

BUONE NOTIZIE

Riapre Carminiello ai Mannesi: come e quando visitarlo

Beni Culturali | 6 Settembre 2019

VILLE VESUVIANE

Villa Orsini di Gravina e l’Istituto Landriani di Portici: tra storia e degrado

Beni Culturali | 29 Agosto 2019

A POMPEI

Trovati ordigni bellici nell’area della Casa dei Casti Amanti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi