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TRISTA JUVE

Caro Marotta, noi provinciali? Quoque tu imparat’ a campà

Italia, NapoliCapitale, Sport | 4 Aprile 2014

Beppe Marotta

“La sconfitta di Napoli l’abbiamo digerita velocemente, ci ha dato fastidio un po’ l’eccessiva euforia dimostrata dal Napoli, che alla fine ha battuto la Juventus in una partita di campionato che vale solo tre punti. Una tipica euforia di una squadra provinciale quando gioca contro una grande”. Così ieri Beppe Marotta, A.d. della Juventus, ai microfoni di Sky nel prepartita  di Europa League.

Caro(si fa per dire!) Marotta- ovvero l’uomo dallo sguardo più conturbante di tutta la serie A- che tu, a distanza di ben 4 giorni dal match del San Paolo stia ancora a parlare della partita col Napoli, tra l’altro prima di una gara importante per voi, ci fa capire che la sconfitta patita qui per 2-0, sia ben lontana dall’essere realmente digerita, anzi… è evidente che vi sia rimasta  proprio sullo stomaco. Gli è stata fatta una domanda ed egli ha semplicemente risposto-dirà qualcuno- beh certo, quelli di sky gli hanno posto l’annoso quesito, di fronte al quale il nostro non ha potuto glissare, ci arriva però notizia che, guarda caso, anche quelli di mediaset premium pare gli abbiano rivolto la stessa fatidica domanda… ma non sarà mica che la stessa sia stata, come dire, suggerita loro proprio dal nostro Beppe o dall’ambiente bianconero?

Alle coincidenze, si sa, crediamo davvero poco, soprattutto se pensiamo che anche a Antonio Conte (allenatore Juve) pare sia stata fatta ancora quella… di domanda!

Caro (sempre per modo di dire) Beppe, tu sarai anche un esperto della materia, visto che, prima di approdare alla Juve, sei stato direttore generale, nell’ordine, del: Varese, Monza, Como, Ravenna, Atalanta e Sampdoria, e quindi di “provincia” e affini ne capisci decisamente, ma, con le parole di ieri non hai fatto altro che darti la zappa sui piedi denunciando tutta la tua ignoranza. Sì, sei un ignorante: Napoli è una Capitale, una città con oltre 3000 anni di storia che trasuda cultura e sapere da ogni angolo.

Napoli è una città dal passato più che glorioso, meta da sempre di artisti, scrittori, musicisti e poeti di ogni dove, fonte di ispirazione unica al mondo, paradiso terrestre che solo grazie a voi ITALIANI è stata trasformata nella brutta copia di sé stessa, ma che ancora resiste, lotta e difende una bellezza fatta di colori e profumi indescrivibili, di scenari mozzafiato, una bellezza che sta tutta racchiusa nel suo popolo e in quel modo di affrontare la vita che è filosofia pura. In quella sua capacità di gioire, festeggiare, esultare, godere.

Che poi tutti possano parlare,certo… ma sentire uno della Juve impartire lezioni di stile no, questo non lo possiamo proprio accettare. Giusto per la cronaca sarebbe forse bene ricordare che voi siete quelli che, il 29 maggio del 1985, nella finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool all’ Heysel stadium di Bruxelles, avete avuto il coraggio di alzare la coppa e festeggiare dopo che 39 persone, di cui 32 italiani come voi, avevano perso la vita per i fatti che tutti conosciamo.

Sempre voi, siete quelli plurindagati e prescritti, dopati (perché condannati dalla Cassazione) ma salvati da prescrizione, siete quelli di Calciopoli, ovvero di quando gli arbitri venivano chiusi nei vostri spogliatoi, siete quelli condannati per “associazione a delinquere”.

Siete quelli finiti in B per illeciti, cui hanno tolto scudetti e ancora ne dovrebbero togliere… Siete quelli dei favori arbitrali quotidiani, le cosiddette “sviste”,guarda caso, sempre a favore vostro e danno altrui, siete quelli di Catania- Juve della scorsa stagione, quando un gol regolarissimo fu annullato agli etnei per l’intervento, con tanto di accerchiamento agli arbitri, della panchina bianconera mentre poi ne veniva concesso uno alla Juve in netto fuorigioco.

Siete quelli che finanziano, attraverso la Fiat  e la Iveco degli Agnelli, la Figc, ovvero la Federazione che a sua volta paga le prestazione della classe arbitrale generando un conflitto d’interessi tutt’altro che secondario. Il Presidente della Figc Abete ci ha tenuto a precisare che le aziende della famiglia Agnelli non sponsorizzano la Federazione bensì la Nazionale di calcio italiana… ecco,ora è tutto chiaro: è chiaro il perché di certe convocazioni ad hoc in nazionale, del mancato utilizzo di alcuni calciatori seppur convocati per non affaticarli (magari in vista di match importanti della squadra di club), abbiamo addirittura capito il perché del doppiopesismo adottato per la vicenda Bonucci- Criscito agli scorsi europei: entrambi indagati per calcioscommesse, uno convocato nonostante tutto (perchè juventino?) l’altro rispedito a casa… alla faccia del codice etico tanto difeso da Prandelli.

Ha fatto bene il figlio del presidente De Laurentiis, Luigi, a scrivere che Marotta “Confonde il CUORE di una città unica come Napoli per “un’euforia da Provincia”: Marotta forse non sa riconoscere chi festeggia con immensa gioia qualunque cosa  perché guadagnata con tanto sudore e onestamente, egli evidentemente non sa che noi napoletani la vita la prendiamo a morsi, siamo eccessivi forse sempre, nel bene e nel male, ma viviamo anche di cose come questa, di piccole battaglie vinte contro chi era venuto per darci l’ennesima lezione ed è invece andato via con la faccia scura e due bei babà da digerire.

Sì, noi cantiamo e ridiamo e festeggiamo pure… vorreste mica toglierci pure questo, italiani?

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Aprile 2014 e modificato l'ultima volta il 26 Settembre 2014

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