fbpx
martedì 20 ottobre 2020
Logo Identità Insorgenti

TRUFFA XYLELLA

Continua la battaglia del popolo degli ulivi, ieri riunito a Torchiarolo

Agroalimentare, Altri Sud, Attualità, Battaglie | 9 Ottobre 2015

12143197_10207490612854526_6412110375499339239_n

“Giù le mani dalle nostre radici” perché gli ulivi sono patrimonio dell’umanità da salvaguardare e da valorizzare, non certo da eradicare. Questo il senso dell’incontro tenutosi ieri nell’aula consiliare del Comune di Torchiarolo (Br) per dimostrare che la popolazione c’è e intende insorgere. Molte le voci che sono intervenute in conferenza e tutte impegnatissime: da musicisti ad agronomi, da professori ad attivisti.

Ad aprire il dibattito è stato Nandu Popu dei Sud Sound System, il quale fin dall’inizio si è sempre esposto in prima linea per riuscire a smascherare la truffa Xylella. Nandu come ogni vero militante che ha impiegato tutte le proprie energie in una lotta, ha avuto un momento di sconforto in seguito all’emanazione del Piano Siletti Bis che prevede il tragico epilogo per migliaia di alberi.

Ma la risposta dal basso di Torchiarolo e la partecipazione popolare hanno fatto ritornare la grinta nel cantante e soprattutto il buonumore quando si è reso conto di interloquire dinanzi a una platea di persone composte da tutte le fasce di età: dai bambini agli anziani.

Popu ha sottolineato di come il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, alias lu “mangiacozze” de Bari, non abbia mantenuto le proprie promesse lavandosene le mani e trovando squallide giustificazioni alle continue richieste di aiuto da parte dei suoi elettori.

Da cittadino onorario di Trepuzzi si è poi rivolto ai suoi concittadini invocandoli a prendere esempio da Torchiarolo dove c’è stata una protesta proveniente dal basso e non l’indifferenza più assoluta. Ma per fortuna comincia a muoversi qualcosa: oggi infatti alle 17:00 al centro polivalente “Don Tonino Bello” di Trepuzzi ci sarà una riunione tra agricoltori e avvocati per capire quali azioni legali intraprendere e per porre le premesse per presentare ricorso al Tar. I proprietari e la cittadinanza attiva dovranno seguire la stessa procedura e farsi carico degli stessi costi dei ricorsi già fatti dal Comune di Torchiarolo.

L’Avvocato Giovanni D’Elia che si è occupato di consegnare la documentazione al Tar ieri mattina ha subito portato la sua testimonianza in sala nel pomeriggio spiegando quanto sia importante tentare questa strada al fine di guadagnare tempo grazie ai lunghi iter giudiziari e di garantirsi un vantaggio per elaborare nuove strategie difensive.

E’ poi intervenuto il militante dei No Al Carbone di Brindisi Gianni Delle Gemme: “E’ bellissimo vedere oggi così tanta gente coinvolta e calorosa negli applausi. Ma poi chi ci sarà fisicamente dei presenti in questa sala quando ci sarà da occupare i campi e da arrampicarsi sugli alberi? Nemmeno il 10% del pubblico”. Un messaggio quello di Gianni che più reale non si può. Bisogna sporcarsi le mani per rivendicare i propri diritti, bisogna combattere quotidianamente per avere i risultati e in  particolar modo in questa vicenda dove il nemico che c’è dietro è un vero e proprio colosso.

Crocifisso Aloisi, esponente salentino di Terra Nostra asserisce: “A causa di una serie aggrovigliata di interessi personali, politici e economici così numerosi che elencarli sarebbe impossibile è nata la truffa Xylella. Noi se restiamo uniti e non ci intimoriamo siamo in tanti, siamo più di loro e niente ci può succedere. Torchiarolo ha alzato la testa perché tante povere persone sono state obbligate negli scorsi giorni a firmare notifiche per l’eradicazione degli ulivi presenti sui propri fondi e in alcuni casi addirittura costretti attraverso l’uso della forza. Fa male vedere tutto ciò che sta accadendo al nostro territorio. Non possiamo permetterlo. E le prime persone a cui dobbiamo fare pressioni sono i sindaci dei Comuni in cui sono previste le eradicazioni che hanno la responsabilità diretta su tutti i cittadini. I ricorsi devono continuare ad essere presentati sempre più numerosi”.

E’ poi il turno di Ivano Gioffreda che mostra con orgoglio le diapositive di un uliveto malato situato in piena zona rossa che dopo le sue cure è oggi rigoglioso più che mai. Ovviamente non fidandosi dei media nazionali di regime Ivano non ha voluto specificare la posizione dell’appezzamento di terra sul quale sono stati effettuati tutti gli esperimenti naturali sugli ulivi in difficoltà e con ottimi risultati: “Abbiamo curato gli alberi soprattutto grazie ai rimedi naturali dei nostri nonni come ad esempio la calce con cui si disinfettano le ferite del tronco e vogliamo dimostrare come nel cuore della zona che dicono infetta sia possibile guarire le piante neutralizzando le tesi sul batterio Xylella. Sul posto però porteremo solo una nota trasmissione d’inchiesta internazionale ed eurodeputati non italiani, ma per ora manteniamo la discrezione per proteggere sia i proprietari del fondo che tutti coloro i quali stanno compiendo le analisi. Qui a Lecce hanno chiuso le porte in faccia alla ricerca che è stata bloccata da tempo impedendo la continuazione di tutti gli studi e le ricerche scientifiche riguardanti la patologia Xylella ed ora non ci facciamo fregare più dalle Istituzioni. Sui terreni problemiatici utilizzate i metodi contadini dei vostri avi, non robaccia chimiche. Oggi in questa sala vedo la protesta. Ma dopo la protesta nasce sempre la proposta. Ed io propongo di creare un consorzio in cui si produca olio dal marchio Torchiarolo”.

Tina Minerva, attivista di Sannicola, chiede invece più solidarietà tra salentini e non salentini. “Ad Oria il giorno in cui hanno eradicato erano in pochissimi a presidiare il territorio. Quindi non dobbiamo attivarci solo quando stanno venendo a tagliare gli arbusti nella nostra proprietà privata, ma sempre. Io sono di Sannicola, ma anche gli ulivi di Oria, Veglie, Torchiarolo e Trepuzzi li sento come miei. E’ questo il sentimento comune che dovrebbe esserci”.

Intervengono anche Padre Daniele, parroco di Torchiarolo, vicino alle sofferenze dei suoi fedeli e il prof. Lorenzo Caiolo che, scettico in un primo momento sulla tesi di un complotto dietro alla vicenda, ora ne è fermamente convinto e pronto a mettersi in gioco. Insomma “Giù le mani dalle radici” ha dato l’opportunità di fare un punto della questione ascoltando i pareri di tanti esperti e le testimonianze toccanti di tanti militanti. La serata termina sulle note del brano-manifesto “Casa mia” dei Sud Sound System per poi continuare con le melodie reggae di Mr. Smoka, Adriatic Sound e Ghetto Eden. La musica allieta gli animi ma l’obiettivo non si deve mai perdere di vista:  ogni giorno bisogna stare in allarme costante e bisogna continuare a resistere perché le eradicazioni sono sempre più vicine. La rete però tende ad allargarsi sempre di più e si può ancora intensificare. Sebbene i poteri forti con i loro numeri, mezzi e forza hanno già abbattuto diversi esemplari di ulivo, ricordiamoci che l’amore per la nostra Terra, per l’ambiente e la coerenza con i nostri ideali non potranno mai abbatterli!

Eugenia Conti

Un articolo di Eugenia Conti pubblicato il 9 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

Articoli correlati

Agroalimentare | 10 Settembre 2020

RISTORAZIONE

Marianna Vitale nominata Chef donna Michelin 2020

Agroalimentare | 5 Agosto 2020

MADE IN NAPLES

L’Antica Pizzeria da Michele apre in Arabia Saudita

Agroalimentare | 31 Luglio 2020

RICOMINCIO DAL CENTRO

Lombardi a Via Foria rilancia i piatti della tradizione

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi