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TURISMO

Aumento di visitatori in Campania ma crisi in Cilento: secondo i gestori di B&B tiene solo Paestum

Beni Culturali | 8 Gennaio 2019

Mentre Napoli festeggia un boom di visitatori ovunque nel 2018 e il maggiore Museo della città, l’archeologico, taglia il traguardo dei 600 mila visitatori, e la Campania in generale si conferma tra le cinque regioni più frequentate per visite culturali e naturalistiche con un numero di 10 milioni di visitatori, 5 dei quali concentrati tra Pompei (3.700.000) e il MANN, seguiti da Reggia di Caserta, Ercolano e Paestum, il Cilento fatica a decollare. Almeno secondo i gestori di B&B.

426 mila visitatori nel 2018 a Paestum

Sono state 426 mila le persone che hanno visitato il sito di Paestum nel 2018. In un anno tutt’altro che roseo per il turismo nel Cilento, con un calo di oltre il 30% delle presenze in estate, il Parco Archeologico mantiene il livello del record storico raggiunto nel 2017. In lieve flessione gli ingressi, soprattutto quelli gratuiti (-3,4%), mentre salgono gli incassi (+1%). Un dato sorprendente dal momento che il settore turistico del territorio cilentano ha dato segnali preoccupanti nel 2018, come evidenziato dalla Confesercenti Salerno e dall’osservatorio turistico dell’Abbac (Associazione bed & breakfast e affitta camere della Campania).
Agostino Ingenito, presidente Abbac: “La nostra Regione è in crescita per presenza turistica, tuttavia non mancano difficoltà concrete in merito alla carenza di servizi, infrastrutture e trasporti. Seppur in aumento costante la qualità della ricettività turistica, non mancano le difficoltà in merito ad una cultura dell’accoglienza. Ancora troppe le storture anche in località turistiche mature con la carenza di servizi di accoglienza, trasporti efficienti e conoscenze linguistiche”.

Gabriel Zuchtrieghel: subito un piano per l’area

Dal suo canto, Gabriel Zuchtriegel, nel triennio di gestione autonoma del parco archeologico di Paestum, rilancia: “E’ un grande risultato sullo sfondo della crisi turistica che il Cilento sta vivendo – commenta il direttore – Ora però la politica deve reagire: chiediamo un piano concreto per infrastrutture, decoro e promozione della Piana del Sele e del Cilento, Alburni e Vallo di Diano. A Salerno le grandi navi non arrivano più, perché il porto non è attrezzato; le strade sono intasate e maltenute, i treni carenti, stazioni e centri abitati privi di servizi turistici essenziali e di qualità. Per non parlare di abusi edilizi, discariche abusive e prostituzione stradale. Così il territorio viene tagliato fuori”.
Da quando Paestum ha ottenuto l’autonomia gestionale e amministrativa nel 2015 i flussi sono incrementati del 42%, arrivando da 300 mila nel 2015 a più di 420 mila. “Ma più della quantità, conta la qualità – aggiunge Zuchtriegel – Le persone che oggi vengono a Paestum fanno un’esperienza diversa rispetto a qualche anno fa. Stiamo lavorando sulla qualità della tutela e della fruizione inclusiva e stiamo facendo nuovi scavi, inoltre offriamo visite ai depositi e laboratori per famiglie su base giornaliera. Tutto questo è un risultato tangibile di un lavoro di squadra, e per questo ringrazio tutti i collaboratori e amici a nome della direzione e del Consiglio di Amministrazione”.

Nuove aperture per Paestum

 

Intanto dal 1 gennaio al Parco è cambiata la programmazione. Il Museo archeologico nazionale di Paestum  chiude ogni lunedì mentre l’area archeologica del Parco resta aperta.

Anche il biglietto, diventato “dinamico”, in inverno scende a 6 euro per gli adulti e a soli 2 euro per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni.

Per ulteriori info vi rimandiamo al sito web del Parco archeologico di Paestum: www.museopaestum.beniculturali.it

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 8 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Gennaio 2019

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