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UCRAINA

Zelenskij nuovo Presidente. Ennesima vittoria di una democrazia in fiamme

Altri Sud, Europa, Indipendentismi, Politica | 24 Aprile 2019

Per l’Ucraina si apre un nuovo capitolo, l’ennesimo “nuovo capitolo”, l’ennesima vittoria della democrazia nell’Ucraina figlia della Rivoluzione Arancione e dell’EuroMajdan.

Fino ad oggi infatti le vittorie di candidati indipendentisti e europeisti si sono rivelate effimere e inconcludenti. Da Yushchenko a Poroshenko, passando per Yuliia Tymosenko nessuno è mai riuscito a dare una vera impronta indipendente ed europeista al paese così come nessuno è riuscito ad arginare la crescente corruzione ormai padrona del paese.

Questa volta le libertà democratiche del popolo hanno puntato tutto sull’attore comico Volodimir Zelenskij, autore di una vittoria schiacciante, con oltre il 73% dei voti, contro il capo di stato uscente Petro Poroshenko, altro sedicente indipendentista mancato, figlio (politico) dell’EuroMajdan.

Chi è Volodimir Zelenskij

Zelenskij, classe 1978, è un comico ucraino e produttore televisivo, venuto alla ribalta come protagonista della fiction “Servitore del popolo” (divenuto poi il nome del suo partito), in onda dal 2015. La fiction parla di un professore di Storia che durante una lezione appassiona i suoi studenti con mirate accuse contro i “cattivi” che stanno rovinando l’Ucraina. La lezione viene messa su YouTube diventando virale. Il Paese si infiamma e porta il professore alla presidenza.

Un po’ la trama di ciò che è appena accaduto in Ucraina, basta sostituire YouTube con la TV nazionale. Specialmente perché, come nella serie tv, anche nella realtà Zelenskij sembra essersi catapultato in un mondo di cui conosce solo la copertina.

Il programma elettorale 

Neofita della politica e grande sostenitore dell’EuroMajdan, il comico ha portato avanti un programma che sembra rimarcare proprio le richieste dei protagonisti della manifestazione del 2014.

I punti cardine della sua campagna elettorale sono dunque stati l’ingresso nell’Unione Europea (entro il 2024) e il definitivo allontanamento dalla Russia:”Un’Ucraina forte, potente e libera, che non sia la sorella minore della Russia, che non sia un partner corrotto dell’Europa, ma la nostra Ucraina indipendente”.

Il programma elettorale del comico ha inoltre sostenuto l’annessione alla NATO entro il 2024, specialmente – sostiene il neopresidente – per avere un sistema di difesa più efficiente e una migliore negoziazione internazionale.

Oltre agli slogan di Majdana memoria, le proposte si sono concentrate su una presenza popolare più “partecipativa” alle decisioni dello Stato grazie ad un nuovo sistema, chiamato “On People’s Power” in cui i referendum saranno parte integrante delle scelte più importanti del paese.

Uno dei problemi principali che dovrà arginare Volodimir Zelenskij sarà quello legato alla stagnante situazione economica del paese. Su questo però la ricetta del giovane presidente è ancora debole, basata sul connubio di quattro fattori: fiducia verso lo Stato, amnistia fiscale, tassa fissa al 5% per le grandi imprese e investimenti interni.

Il tema che però ha fatto maggior leva sul popolo Ucraino è stato senza dubbio la lotta alla corruzione. Lotta che secondo Zelenskij passa attraverso alcuni punti cardine:

Solo così si potrà combattere una piaga che ha coinvolto numerose personalità politiche di spicco nella storia recente del paese, a partire dall’ex presidente Leonid Kucma.

Posizione sulla Guerra nel Donbass

Il punto dove il neopresidente eletto sembra avere mostrato maggior consapevolezza è senza dubbio la gestione della Guerra nel Donbass, dichiarando che l’unico modo per porre fine alle ostilità sia “dialogando con la Russia”. Un dialogo che andrà a sostituire la testarda disputa Davide-Golia portata avanti da Poroshenko negli ultimi 5 anni e costata al paese oltre 13.000 vite umane.

Volodimir Zelenskij insomma non considera costruttivo un inasprimento dei combattimenti, tantomeno un dialogo con i leader delle due repubbliche popolari di Donetsk e di Luhansk (DPR e LPR) considerati meri burattini della Russia.

Il 5° presidente dell’Ucraina indipendente punta ad una trattativa direttamente con la Russia. Trattativa che sembra però impari e che ad oggi porterebbe portare solo a due possibili finali: una anacronistica divisione dell’Ucraina in Est e Ovest e dunque la rinuncia da parte dell’Ucraina delle due neonate Repubbliche (DPR e LPR) oppure, nella peggiore delle ipotesi, ad una guerra ancora più aspra.

Certo, ci sarebbe anche una terza ipotesi risolutiva, la resa delle fazioni filorusse ma, conoscendo le parti in causa, non sembra essere una alternativa realistica.

Riguardo l’annessione della Crimea alla Russia poi, oramai più che ufficiale, Zelenskij ha ammesso che è praticamente impossibile un ribaltone(salvo cambio di regime in Russia).

Le reazioni della politica e gli auguri al neopresidente

L’apertura al dialogo è stata accolta con distensione dal Primo Ministro russo, Dmitrij Medvedev: “Per Mosca c’è una possibilità per migliorare la cooperazione” mentre il Presidente russo Vladimir Putin non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale.

Tuttavia il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha storto il naso mettendo in dubbio la regolarità del voto:“la legittimità di queste elezioni in generale è stata messa in discussione quando a tre milioni di cittadini ucraini che vivono in Russia è stato negato il diritto di voto”

Le reazioni del mondo occidentale sono state generalmente positive.

Donald Trump ha immediatamente telefonato per congratularsi della vittoria e per offrire la (solita) collaborazione degli USA nel processo democratico “lavoreremo insieme con Zelensky e il popolo ucraino per attuare le riforme volte a rinforzare la democrazia nel paese”.

Auguri e mani tese sono arrivati anche dall’Europa, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker hanno pubblicato sul portale dell’Unione una lettera congiunta: “potrai contare sul forte sostegno dell’UE al percorso di riforme dell’Ucraina” aggiungendo poi ” Crediamo fermamente che l’ulteriore inserimento dell’Ucraina nella zona di libero scambio globale possa essere uno strumento cruciale a tale riguardo”.

Il Ministro degli Esteri inglese Jeremy Hunt ha twittato “ora sarai davvero il servitore del popolo” alludendo con un sorriso alla serie TV che ha reso celebre il neopresidente.

Adesso però il comico ucraino dovrà smettere di ridere. L’Ucraina è il paese con la situazione politica più delicata dell’Europa continentale e probabilmente del Mondo, e ripristinare una situazione di pace, vista anche la posta in gioco, sarà un impresa davvero molto ardua.

Antonino Del Giudice

Un articolo di Antonino Del Giudice pubblicato il 24 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 24 Aprile 2019

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