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ULIVI SALENTINI

L’Europa non si ferma: 3000 piante da abbattere anche a Trepuzzi e Nardò

Agroalimentare, Altri Sud, Beni Culturali, Europa | 4 Ottobre 2015

Il popolo degli ulivi

Continua a far tremare la Puglia la “Xylella fastidiosa” e chi ne fa le veci. Entro il 31 Ottobre infatti verranno abbattuti oltre 3.000 alberi di ulivo nel Salento, comprendendo i comuni di: Porto Cesareo, Lecce, Trepuzzi, Nardò, Leverano, Campi Salentina e senza tralasciare quelli compresi nella provincia di Brindisi come Oria. E’ quanto previsto dal nuovo piano Silletti varato lo scorso lunedì.

Una croce rossa a marchiare e sigillare tutto il destino dei giganti buoni della Puglia: gli ulivi.

Secondo il Piano Silletti Bis, l’eradicazione deve avvenire sia nella zona infetta che in una zona detta cuscinetto, con una larghezza di 10 km intorno alla zona “rossa”. Un vero e proprio processo di desertificazione.

Numericamente parlando nella Provincia di Brindisi sono destinati al patibolo ben 2024 piante da estirpare su un campione di quanti infetti? Un misero otto. Un Davide sconfitto dal Golia. Una partita che vogliono far perdere, al costo di tutto. E di costi davvero si deve parlare, difatti tra i quotidiani locali si è sparsa voce e notizia di risarcimenti spettanti ai proprietari che volontariamente decideranno di eradicare i loro ulivi.

Per ogni pianta sarà riconosciuto un contributo pari a:
– € 98,00 per ogni pianta di olivo estirpata in impianti con densità di 200 piante ad ettaro;
– € 121,00 per ogni pianta di olivo estirpata in impianti con densità di 150 piante ad ettaro;
– € 146,00 per ogni pianta di olivo estirpata in impianti con densità di 100 piante ad ettaro;

Come giustamente denuncia “il popolo degli ulivi”, tali contributi non fungerebbero effettivamente da risarcimento, ma “copriranno solo le spese di eliminazione e bruciatura delle ramaglie, sezionamento della legna con motosega, movimentazione, escavazione e carico della legna che saranno a carico dei proprietari.” Un semplice rimborso spese.
Di contro, chi non deciderà volontariamente di eradicare le proprie piante, dovrà sostenere totalmente di tasca propria i costi delle operazione effettuate dall’ARIF – la quale usufruisce tra l’altro di contributi pubblici.
Nessuno dunque risarcirà i proprietari degli ulivi. E’ questa la beffa che i cittadini subiranno, oltre al danno. Nessuno li risarcirà dalla perdita di quello che è il loro patrimonio olivicolo. E questo è tabù. Ciò che resterà sarà terra bruciata tutto intorno.
Verrà spogliata la Puglia dei propri ulivi senza che vi sia un test di patogenicità che accerti la presenza di xylella in tutti e 3000 gli alberi eradicati. Poco importa che una terra verrà privata di uno dei principali beni primari, ciò che conta per economisti e politici è il giro di capitale che c’è dietro questa immensa macchina costruita – come ormai si ipotizza – dalle agromafie, in quanto essa è onnipresente là dove ci sono giri di denaro su OGM, traffici internazionali e via dicendo.

Rossella Assanti

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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