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UN SETTORE CRUCIALE

Vademecum per gli autotrasportatori ai tempi del Covid

Attualità, Infrastrutture e trasporti | 27 Marzo 2020

Il coronavirus sta mettendo seriamente in discussione tutto il sistema economico del nostro paese e non solo, vedendo impegnati in prima linea categorie di persone che rischiano ogni giorno per garantire all’intero paese servizi di prima necessità.

Tra queste i trasportatori, uomini che, come formiche operaie, corrono su e giù lungo tutto lo stivale percorrendo tratte chilometriche in condizioni poco civili e dignitose, per permettere che merci di ogni genere possano arrivare nei supermercati, che i prodotti terapeutici arrivino negli ospedali o anche che le materie prime possano raggiungere gli stabilimenti di produzione non arrestando mai tutta la filiera del commercio.

Il trasporto su gomma in Italia durante l’emergenza sanitaria

In questo periodo d’emergenza sanitaria sono state adottate delle misure eccezionali per garantire la massima sicurezza agli autisti e diminuire di conseguenza i rischi di contagio da Covid-19, modificando necessariamente tutti quei meccanismi che sono dietro il trasporto su gomma, certamente non senza qualche difficoltà e soprattutto non senza qualche contraddizione. Tutte le aziende di autotrasporti hanno diffuso tra i propri dipendenti, tramite comunicazione interne aziendali, le norme d’igiene da adottare all’arrivo su luogo di scarico e all’interno dei veicoli, utilizzando non solo guanti e mascherine al momento della consegna del prodotto su luogo di destinazione, ma facendo massima attenzione anche alla pulizia delle superfici delle cabine che sono luoghi in cui un autista, soprattutto se impegnato in viaggi di lunga tratta, praticamente ci vive. Ma le condizioni dettate dalle aziende trasportatrici si sono scontrate poi con quelle delle committenti che nonostante le già potenziate misure precauzionali adottate, hanno negato l’accesso perfino ai bagni ai trasportatori che arrivavano nei loro siti di scarico. Inutile commentare la mancanza di disponibilità e umanità in un momento tanto critico per tutti.

Linee guida della commissione europea per il trasporto merci sul territorio europeo

Dal punto di vista internazionale sono state discusse diverse misure da attuare per poter consentire la massima circolazione delle merci nel minor tempo possibile, stabilendo quindi norme univoche in tutto il territorio europeo mettono in stand-by in questo momento d’emergenza tutti i particolarismi dei sistemi burocratici di controllo e gestione dei trasporti degli stati membri. È del 25 marzo, dopo giorni di discussione su vari punti che toccano il settore dei trasporti, la pubblicazione delle linee guida europee che forniscono indicazioni più precise sulla circolazione delle merci sul suolo comunitario, stabilendo delle norme del tutto eccezionali alle quali ciascun stato membro deve attenersi per garantire la libera e rapida circolazione delle merci, ma soprattutto delle persone impegnate nei trasporti. È deleterio, nonché paradossale infatti pensare alle lunghe code formatesi al confine con l’Austria, lungo il Brennero, dove i conducenti erano esposti a dei rischi immani stazionando per tempi indefiniti in un potenziale focolaio a cielo aperto, in condizioni igieniche tendenzialmente precarie, considerando soprattutto le inevitabili e naturali necessità fisiologiche di tutti i lavoratori in coda.

I corridoi verdi


Tra le prime misure varate c’è quella dei corridoi verdi annunciata dalla presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, ossia delle modifiche di gestione delle frontiere dove ogni controllo dei mezzi, delle merci e delle persone deve avvenire in un lasso di tempo breve, di circa 15 minuti, in modo da evitare ogni forma di congestionamento di traffico e il conseguente rallentamento delle merci.

I controlli su documentazione devono essere snelliti

Anche le procedure di controllo delle merci e della documentazione delle qualifiche dei lavoratori devono essere minime e coordinate da parte dei due stati membri confinanti tra i quali avviene lo scambio, in modo da evitare un raddoppiamento delle procedure: se un mezzo è controllato in uno dei due paesi, le verifiche non devono ripetersi al di là della frontiera. Per ridurre al minimo i tempi di controllo al fine di garantire una più rapida circolazione delle merci la documentazione richiesta ai trasportatori è ridotta all’osso: è sufficiente mostrare, oltre alla carta d’identità, la patente di guida e, solo se strettamente necessario, una lettera del datore di lavoro. Il tutto deve avvenire senza che i conducenti lascino i propri automezzi.

Controlli sullo stato di salute dei trasportatori e deroga su altri divieti


Secondo le linee guida emanate dalla UE, non è assolutamente necessario mettere in quarantena i conducenti che non presentano sintomi e gli stati membri non dovrebbero esigere un certificato medico che attesti la buona salute degli autisti. Tra i controlli da effettuare per tutelare la salute dei lavoratori e ridurre i rischi di contagio c’è la misurazione della temperatura attraverso termometri infrarossi puntati alla fronte. Inoltre vanno momentaneamente sospesi i divieti vigenti in ciascun stato membro come i divieti di fine settimana, di notte e settoriali e nessun veicolo merci o conducente dovrebbe subire discriminazioni, indipendentemente da origine e destinazione, nazionalità del conducente o paese di immatricolazione del veicolo.

Deroghe su patenti e revisione


Un punto che restava ancora in sospeso riguardava la proroga sulle qualifiche internazionali riconosciute, nella fattispecie patenti come la CQC e l’ADR. Non tutti gli stati membri della UE avevano aderito alle misure attuate dalla motorizzazione civile italiana, ossia quella di prorogare i rinnovi di tali certificati. Questo ha significato, per qualche tempo, che un documento in scadenza a breve era accettato in Italia in questo momento di emergenza sanitaria, ma all’estero il trasportatore poteva essere passibile di multe abbastanza onerose e questo chiaramente non giova affatto in un momento di crisi, anche economica, come quello che stiamo attraversando. Stessa cosa vale per la revisione degli automezzi in scadenza nei prossimi mesi.
Solo il 25 Marzo è stata estesa a tutto il territorio comunitario la proroga di patenti e revisioni degli automezzi.
In Italia una nota del Ministero dell’Interno al decreto Cura Italia chiarisce le proroghe del Codice della Strada che riguardano nel dettaglio:
-possibilità di circolazione fino al 31 Ottobre 2020 per tutti i veicoli che devono essere sottoposti a visita, prova e revisione entro il 31 Luglio 2020
-proroga fino al 31 Agosto per le patenti scadute al 17 marzo o in scadenza dopo questa data
-Proroga di validità fino al 15 Giugno 2020 di autorizzazioni, concessioni o altri abilitativi o atti amministrativi in scadenza tra 31 Gennaio e 15 Aprile 2020
-Pagamento con riduzione del 30% delle sanzioni del Codice della Strada
-Proroga dei termini nel settore assicurativo

La crisi conseguente all’emergenza schiaccerà i padroncini


In tutto questo tran tran di deroghe, proroghe, decreti last minute a uscirne con le ossa rotte saranno le piccole imprese di trasporti, i così detti padroncini, proprietari di un unico veicolo che in questo momento brancolano nel buio di una situazione sempre più difficile e che può essere risollevata soltanto da tutte quelle aziende medie e grandi che riescono a far fronte all’emergenza riuscendo a beneficiare in maniera concreta e reale di tutte le manovre messe in atto dal governo per aiutare le aziende. Volendo quindi azzardare una previsione futura del lavoro nel settore dei trasporti, vedremo l’affermazione decisiva dei macrovettori che andranno ad assorbire il lavoro dei singoli trasportatori.

La situazione degli autogrill e gli appelli del Vicepresidente di Conftrasporto, Paolo Uggè


Ma cosa succede realmente per le autostrade ormai deserte? Basti guardare ai viaggi nazionali che quotidianamente affrontano gli autisti impegnati nei viaggi di lunga tratta, quelli in genere più estenuanti e che in questo momento di lotta contro un nemico invisibile sono anche i più pericolosi. Perché sono proprio le lunghe tratte quelle che hanno creato maggiori difficoltà di gestione del personale alle aziende che dovevano lanciare su strade vuote i propri autisti, considerando che, con l’emanazione dei vari decreti talvolta risultati poco chiari, anche luoghi come le stazioni di servizio lungo le autostrade hanno chiuso i battenti per ben due giorni, per poi riaprire attenendosi agli stessi orari e condizioni di qualsiasi altro esercizio, dalle 8:00 alle 18:00. Risulta impensabile però poter affrontare un viaggio di 7-8 o anche 9 ore senza potersi fermare per rifocillarsi o quantomeno per espletare delle funzioni fisiologiche naturali e necessarie. In un’intervista telefonica rilasciata alla trasmissione Omnibus andata in onda su La 7 il 13 Marzo scorso, Il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporti, Paolo Uggè, chiarisce definitivamente la situazione fortemente precaria nella quale sono costretti tutti i soggetti impegnati nel trasporto merci. Già dieci giorni fa si chiedeva ai gestori di rifornimento di vario genere presenti lungo le tratte autostradali di restare aperti e garantire servizi necessari, indispensabili per i trasportatori affinché svolgessero il loro lavoro in condizioni civili e dignitose. Un esempio lampante è dato dal trasporto dei prodotti ortofrutticoli che avviene di notte e per ben due notti, quelle soprattutto dopo il DPCM dell’11 Marzo, anche i bagni delle stazioni di servizio sono stati chiusi, abbandonando i trasportatori a loro stessi. Ad ogni modo, dotati di buon senso e tanta precauzione, molti viaggiatori notturni partono ormai muniti di termos con cibo e bevande varie per alleviare gli estenuanti viaggi.

I pilastri dell’economia


Spesso invisibili, costantemente snobbati, i lavoratori di questo settore possono essere considerati i pilastri dell’economia. In un mondo sempre più digitalizzato, virtuale, dove il lavoro è smart e la spesa abbiamo cominciato a farla da casa già in tempi non sospetti, i trasportatori fanno parte di quelle categorie che meglio riescono a stare al passo coi tempi, perché se in primis garantiscono costantemente il rifornimento di ogni bene e servizio necessario, in secundis hanno reso perfino possibile velocizzare le nostre vite dopo un click, sono stati quelli che ci hanno permesso di modificare il nostro modo di fare shopping, di cercare un prodotto in maniera più immediata sulle piattaforme di shopping online più svariate e oggi, in un momento di depressione totale e profonda sono quelli che riescono a reggere in piedi un sistema economico quasi al collasso sempre allo stesso modo, ma con un rischio molto più elevato.

Elena Crispino

Un articolo di Elena Crispino pubblicato il 27 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 27 Marzo 2020

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