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Un sindaco leghista, la Normale di Pisa e l’indecorosa retorica anti-meridionale

News | 15 Dicembre 2018

Lo so, cari lettori, il titolo sembra introdurre, nella sua struttura, una di quelle classiche barzellette ripetute mille volte dal solito “simpaticone” di turno e, diciamola tutto, spesso non fanno ridere per niente.

Anche questa volta c’è davvero poco da ridere e il “simpaticone”, in questo caso, si chiama Michele Conti, sindaco di Pisa appartenente alla Lega di Matteo Salvini.

Il politico pisano ha in questi giorni esultato per esser riuscito ad evitare che la Normale, storica università della città, aprisse una succursale a Napoli. La decisione del Miur ha rallegrato particolarmente il primo cittadino il quale, a sostegno delle sue motivazioni, ha rincarato la dose con tale scellerata affermazione: “I napoletani saranno magari bravi tra 10 anni, intanto dimostrino di saper lavorare”.

Tralasciando nel merito qualsiasi parere, favorevole o contrario, sull’iniziativa, quella che fa letteralmente ribrezzo è la martellante retorica anti-meridionale di esponenti del partito che, diciamoci la verità, continua a fingere interesse e impegno verso un territorio il quale, nel profondo, continua a ritenere un nemico.

Un nemico però conveniente all’uso, quando magari si tratta di forza-lavoro da trasportare in massa nella cara, vecchia Padania, oppure quando bisogna allargare, con false promesse, il proprio bacino elettorale, magari fingendo unità d’intenti verso un altro “nemico” apparente: il migrante, il “nero”, il diverso.

Ci sembra doveroso riportare sull’argomento le affermazioni dell’assessore all’Istruzione della Regione Campania Annamaria Palmieri: “Non abbiamo certo bisogno, come ha giustamente sottolineato la consigliera Eleonora di Maio in consiglio comunale, di ribadire che siamo orgogliosi dell’eccellenza che esiste anche nelle nostre università del sud, le più antiche d’Europa, e non abbiamo nessun complesso di inferiorità verso il resto d’Italia sulle competenze e capacità degli studiosi e dei ricercatori dei nostri atenei.

Ma il giubilo con cui un sindaco leghista, noto per memorabili battaglie contro i clochard o perché interpreta la lotta al decoro come lotta agli studenti seduti sulle scalinate, saluta il fatto che il Sud non avrà una succursale della Normale deve preoccuparci per il clima del Paese.

In un mondo dominato dal buonsenso l’espansione di un ateneo dovrebbe essere considerata un successo, non un pericolo di perdita di presunta purezza. Questa posizione è in continuità con il drenaggio di risorse da Sud a Nord che da anni colpisce il mondo della ricerca, e con la volontà di costrizione ad emigrare di nostri studenti, che poi – guarda caso – alimentano l’economia degli altri Atenei affittando case, spendendo risorse e mettendo a disposizione le proprie intelligenze. Per la nostra Amministrazione è particolarmente grave che il MIUR si sia fatto interprete di una parte politica e non del bene della cultura dell’intero Paese”.

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 15 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 15 Dicembre 2018

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